Lasciandosi dietro alcuni miti della PNL
* Estratto dal libro “Una Introducción a PNL y Más Allá” di Gabriel Guerrero y Omar Fuentes, Casa Editrice Khaos
Mentre completavo il mio primo libro “Trasformazione Profonda®” … e dopo averlo presentato al pubblico più di un anno e mezzo fa … decisi di mettere molta attenzione a tutti i commenti che fanno coloro che hanno letto il libro. Il feedback è una parte fondamentale all’interno di un sistema. Tutto ciò che è considerato giusto e ciò che è considerato sbagliato … ciò che è valutato come un successo o come errore … quello che pensi e percepisci così come quello che altri pensano e percepiscono … tutte queste informazioni sono sostanzialmente utili quando sai come esaminarle e utilizzarle. I commenti della maggior parte non necessariamente li userai per decidere se qualcosa che hai fatto fosse buono o cattivo, tuttavia in molte occasioni ti daranno valide informazioni su “quando”, “dove” e con “chi” qualcosa funziona.
Perché è importante comprendere che i nostri comportamenti possono essere approvati da una persona e disapprovati da altre senza che questo le faccia diventare giuste o sbagliate. Esistono tutta una serie di variabili da considerare per determinare se qualcosa sia giusto o sbagliato, appropriato o inappropriato. Variabili personali, culturali e sociali e altre ancora.
Ora, in programmazione neuro-linguistica esista un’idea che dice “il significato della tua comunicazione è la risposta che ottieni”. Questo implica che il feedback ci da l’opportunità di capire quello che la nostra comunicazione ha significato per qualcuno in particolare. Se accettiamo l’idea che quando comunichiamo (sia in forma verbale o scritta) stiamo cercando di trasmettere un messaggio a un individuo o a un gruppo di persone, allora chi realmente determina il significato del massaggio è chi lo riceve. Per questo bisogna prestare attenzione ai commenti che ci fanno. In modo tale da avere l’opportunità di sapere se chi ci ascolta o legge, stia capendo quello che noi desideriamo che capisca.
Fra i commenti che più hanno chiamato la mia attenzione ci sono stati i ringraziamenti che ho ricevuto la alcuni “veterani” in questo campo per aver chiarificato alcuni punti apparentemente di base o semplici come quello dell’uso della parola “non”. Devo ammettere che mi sembra perfino sorprendente … la verità mi sembra addirittura qualcosa di triste … che esistano ancora nel mercato istruttori presumibilmente qualificati che dicono ai loro alunni frasi come: “Non usate la parola non, perché la mente incosciente non processa la parola non”. Chiunque ponga un po’ di attenzione si accorge di come questo istruttore stia usando la parola stessa per esprimere precisamente che questa parola non funziona … la qual cosa è chiaramente una violazione logica. Certo, devo ammettere che sia abbastanza creativo usare addirittura quattro volte nella stessa frase la parola “non”. Ma analizziamo questa frase con cura … quindi togliamo tutte le parole “non” dalla frase dell’istruttore e scopriamo quello che gli alunni processano inconsciamente se fosse vera tale affermazione.
La frase una volta eliminati tutti i “non” avrebbe la seguente forma: “Usa la parola perché la mente inconscia processa la parola”. Neanche Cantinflas [Ndt. Famoso attore comico messicano definito da Charlie Chaplin come il più grande comico del mondo] avrebbe potuto essere più eloquente.
Sebbene ancora non sia sicuro se mi sorprenda di più ascoltare questa regola sul non usare la parola “non” o quella affermazione che dice “non chiedere perché”. Mi fa ridere questa seconda perché di solito arriva dopo che ti hanno detto di non usare la parola “non” … tuttavia la usano una volta ancora per insegnarti teoricamente “con congruenza” su come comunicare con precisione. Ma la cosa che mi piace di più, perché devo ammettere che questo si mi piace molto, è interrompere l’istruttore in quel preciso momento per domandare: perché? È divertente ascoltare la maggior parte degli istruttori rispondere: “domandare perché ti riempirà solo di informazioni inutili”. Una volta ancora e come un attaccante di calcio che odora già il gol in quel momento quando si presenta l’opportunità di fare un’annotazione, io semplicemente dico: “Grazie mi è stata utile la tua risposta.” Più della metà di questi istruttori neanche si rendono conto che per lo meno una volta la domanda “perché?” ha prodotto una risposta utile.
Allora, ecco qui la prima cosa che imparerai per diventare un buon programmatore neuro-linguistico … apri i tuoi occhi e le tue orecchie e metti attenzione a tutto quello che succede. Ascolta quello che dici e quello che ti dicono. Osserva le reazioni. Hai bisogno di uno stato vigile e attenzione per essere efficace usando la PNL. La sapienza così come la comprensione profonda di un tema non sta nel ripetere come un pappagallo quello che altri dicono. La sapienza non sta nell’accettare senza mettere in discussione il materiale che ti viene insegnato. E in conclusione non è conveniente importi limiti assurdi come proibirti di usare alcune parole o proibirti di fare alcune domande. È molto meglio capire quello che succede nella mente quando usiamo una parola o una domanda e in questo modo riconoscere “quando” è conveniente usarla.
Per esempio, quando dico o scrivo: “Non pensare nel colore rosso” … la tua mente deve creare una rappresentazione mentale di quello che dico o scrivo per capirlo. Per questo motivo ti viene da pensare al colore rosso. Ma se qualcuno dicesse “Non saltar giù da un edificio”, la tua mente similmente crea la rappresentazione mentale, tuttavia non per questo tu metti in atto il comportamento. Come già ho spiegato in “Trasformazione Profonda ®” ed esamineremo in profondità nella seconda sezione di questo libro: Non + comportamento = rappresentazione mentale che riguarda il comportamento. Se automaticamente portassi a termine il comportamento quando ti dico di non farlo, questo implicherebbe che tutti i cattolici ruberebbero, ucciderebbero e desidererebbero la moglie del loro prossimo … perché questi tre comandamenti nella lingua spagnola sono espressi impiegando la negazione. Se avevi già comprato l’idea di limitarti e di escludere dal tuo linguaggio la parola “non”, sei fortunato perché a partire da questo momento sei nuovamente libero di usarla o meno … è solo questione di decidere se vuoi che la persona faccia la rappresentazione mentale di quello che c’è dopo la parola “non”. Per esempio, io di solito dico a un cliente “non pensare ad iscriverti a uno dei nostri corsi finché non avrai compreso i vantaggi che ti offriamo”.
Adesso, quando parliamo di obiettivi, mete, desideri e verso dove vorremmo focalizzare la nostra mente è decisamente meglio usare affermazioni, sarebbe a dire esprimere quello che “si” vogliamo che accada. E anche mentre diamo istruzioni risulta più efficace dire quello che vogliamo che succeda piuttosto che dire quello che non vogliamo che succeda, poiché quando diciamo quello che non vogliamo oltre a creare la rappresentazione mentale di quello che precisamente non vogliamo in chi ci ascolta, accade che non avendo espresso con precisione quello che “davvero” vogliamo che faccia lo stiamo lasciando all’interpretazione del nostro interlocutore. Più avanti comprenderai facilmente alcune interessanti applicazioni della parola “non” all’interno di una trance ipnotica. Chiaramente non voglio creare in te più aspettativa di quella che seguirà … o si?