Sviluppare una Mentalità Positiva
Se analizziamo una persona con una mentalità positiva e “vincente”, pensiamo ad esempio ad un campione dello sport, o ad una persona che ha successo in qualsiasi ambito, è estremamente probabile che abbia alcune caratteristiche.
Anzitutto è in grado di immaginare risultati positivi: cioè ha la capacità di immaginare e visualizzare il suo successo. In particolare ha l’abilità di riuscirci in modo molto realistico, cioè sentendo e anticipando le sensazioni e le emozioni che proverà quando otterrà quel risultato, come se fossero già vere.
Poi, è in grado di creare e di stabilire un piano d’azione per arrivare al traguardo. Inoltre, è consapevole dei propri processi mentali (sia quelli che danno risultati positivi, sia quelli meno utili) ed ha imparato a usarli efficacemente o, se necessario, a modificarli. Certamente, poi , ha tenacia, persistenza e capacità di reazione e recupero, anche di fronte a grandi difficoltà o fallimenti. Ed anche, ha imparato a ricaricare, usare e coltivarela propria energia. In altre parole non si ritrova mai (o quasi) esaurito, scarico, privo di energia, ma sa come amministrarla.
Raramente mi sono trovato di fronte a qualcuno che abbia tutte queste caratteristiche: in questi casi, si trattava di persone straordinarie! Persone molto vicine a questa mentalità “ideale”, positiva e per così dire “vincente” l’ho trovate tra i soggetti di uno studio che ho condotto alcuni anni fa, assieme a due docenti e medici dell’Università di Ferrara, alla Clinica Universitaria S.Giorgio.
Si trattava di persone rimaste vittime di gravi incidenti o malattie invalidanti, che ciò nonostante erano riuscite a tornate ad una vita attiva, soddisfacente e pressoché “normale”. Alcune di loro avevano recuperato totalmente e stavano quasi bene. Altre invece erano rimaste paralizzate, menomate, o costrette sulla sedia a rotelle; ma tutte erano straordinariamente serene, potevano lavorare o studiare, e vivere la loro vita positivamente, al meglio delle loro possibilità. La differenza tra questi pochi e tutti gli altri nelle loro condizioni stava interamente nella loro mentalità.
Studiandole approfonditamente (dal punto di vista della Programmazione Neuro-Linguisitca) e discutendo con loro, ho scoperto diversi elementi molto utili anche alle persone che non sono costrette a misurarsi con difficoltà e sfide di questa portata.
Per esempio ho constatato che, spessissimo, ciò che impedisce una mentalità positiva è anzitutto avere convinzioni, aspettative e abitudini (cioè pensieri e comportamenti ripetitivi, automatici) limitanti. Fortunatamente le abitudini, così come possono costituire un grande limite, possono anche diventare punti di forza, se riusciamo a cambiarle e mettere in atto abitudini e azioni diverse.
Ho capito anche, come sosteneva John Grinder (il co-fondatore della PNL), che per diventare positivi e “vincenti” è assolutamente essenziale modificare il proprio dialogo interno. Questo vuol dire avere una consapevolezza espansa di se stessi, valutare i propri pensieri consapevolmente, ed allenare la propria mente a cambiare quello che si scopre che è limitante.
Infine, per essere e per restare positivi anche nelle difficoltà, trovo che è estremamente utile sapere rispondere a queste domande: Qual è il tuo scopo (missione) nella vita? Cosa ti rende felice?
Avere chiarezza su queste risposte permette di muoversi sempre con energia e positivamente.
Da questa esperienza intervistando persone straordinarie, e da tanti anni di esperienza come Trainer e consulente personale, ho estratto diverse strategie e metodi, esercizi e tecniche efficaci per aiutare individualmente, in pochi incontri di consulenza, chiunque voglia rendere più positiva ed efficace la propria mentalità.
Il segreto è certamente la personalizzazione, l’intervento su misura. Ma è anche importantissimo sapere quali sono i pilasti, gli elementi fondamentali, sui quali andare a lavorare, per avere buoni risultati, il più rapidamente possibile.