Consulenti personali per la tua formazione, comunicazione, successo e benessere

Amare a metà è peggio che non amare.

Se qualcuno ti ama più di quello che puoi ricambiare, diventerai cattivo con quella persona, per tenerla lontana ed evitare che si faccia ancora più male e per evitare di sentirti tu in colpa.

Nel mentre le fai male dirai che è davvero colpa sua se la tratti così, o negherai di trattarla male, perché non solo fa male ammettere di fare cose cattive, ma anche perché fai del male a qualcuno che ti ama e che tu, a parole, dici di amare.

E nel dire parole che coprono la verità di quello che accade ottenebri la percezione di ciò che è, di ciò che provi e di ciò che prova l’altro e copri con la menzogna i suoi tentativi di chiarimento. E si perde la bussola della ragione in una nebbia insidiosa.

Ma le cose si complicano ancora di più, perché nel profondo sai che hai bisogno di quella persona, altrimenti l’avresti lasciata, e ne hai bisogno perché la vita ti fa paura, e in quello spazio dove c’è la tua paura non c’è spazio per l’amore per nessuno, nemmeno per l’altro.

E forse ne hai bisogno anche perché la ami a metà, e per quella metà non vuoi perdere la persona che ami.

Avendone bisogno ti aggrappi a chi hai di fronte e cerchi di costringerlo ad essere come dovrebbe essere per te, perché la vita ti faccia ancora meno paura: e naturalmente nel fare questo non vedi l’altro ma vedi ancora te e i tuoi bisogni e così facendo ferisci ancora di più il tuo partner, che oltre a sentirsi non visto si sente anche accusare.

Ma poi le cose si complicano ancora di più, perché poi ti senti in colpa e non sai come riparare, e più cerchi di riparare e più peggiori le cose, perché ad ogni tentativo ti accorgi che non ce la fai.

E poi le cose si complicano ancora di più perché l’altro, ferito, a sua volta incattivito ti attaccherà e così confermerà le pessime idee che hai di lui, e nemmeno tu saprai più distinguere la realtà dalla fantasia, cos’è tuo e cos’è dell’altro.

E quando cercherai di allontanarti ti fermerà la paura della vita da un lato, e l’amore a metà per chi stai lasciando.

E nel farlo i sensi di colpa ti abbatteranno, ti fermeranno, ti faranno tornare indietro con ancora più risentimento e cattiveria: e il ciclo continuerà fino a che non rimarranno che cenere, dolore, sensi di colpa e tanta rabbia e tanto gelo.

Forse, se l’amore è tanto, sotto tutta quella cenere l’amore può ancora fiorire.

Ma non sarebbe più semplice ammettere di amare a metà, di vedere prima in te ciò che accusi nell’altro, di decidere per la tua vita senza scaricare le colpe sull’altro, e di dire all’altro la verità e di dire che non sai cosa provi davvero?

Non sarebbe più facile prendere la propria paura della vita tra le mani e andare verso il futuro da soli e andare fino in fondo per vedere se sta meglio?

Non sarebbe più facile lasciare l’altro senza continuare a andare e venire nell’ambiguità che solo che ama di meno riesce a sopportare?

E ancora meglio: prima di legarsi non sarebbe ancora meglio vedere se i propri valori consentono di costruire un rapporto e di crescere assieme?

Chi accusa solo il prossimo e non sa guardarsi dentro, chi non è disposto a fare di tutto per tenere in piedi un sentimento, che crede solo all’innamoramento e non alle lotte per trasformarlo in amore e per tenere vicino l’altro, chi non va a fondo delle cose, costi quel che costi, chi si nasconde dietro le cose fatte di nascosto, chi dice di non voler soffrire: diffida e vattene subito.

O potresti vivere tutto quello che è scritto sopra.

Alessandro D’Orlando

Articoli correlati


Etichettato come: , ,