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	<title>Tempo per Cambiare &#187; In Evidenza</title>
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	<description>Consulenti personali per la tua formazione, comunicazione, successo e benessere</description>
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		<title>Quelli che&#8230; una volta che il vaso è rotto, è rotto</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 09:49:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro D'Orlando</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[perdono]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono persone che una volta che  la fiducia è stata tradita, non perdonano.
Accusano, si vendicano, poi se ne vanno.
In queste situazioni viene negata all&#8217;altro la possibilità di sbagliare con la  sua umanità,
viene negata alla crisi il suo  valore di cambiamento,
viene data alla relazione tra  adulti un significato che non può [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono persone che una volta che  la fiducia è stata tradita, non perdonano.</p>
<p>Accusano, si vendicano, poi se ne vanno.</p>
<p>In queste situazioni viene negata all&#8217;altro la possibilità di sbagliare con la  sua umanità,</p>
<p>viene negata alla crisi il suo  valore di cambiamento,</p>
<p>viene data alla relazione tra  adulti un significato che non può avere:</p>
<p>chi chiede all&#8217;altro &#8220;dimmi  che starai per sempre con me, dimmi che non mi tradirai mai, dimmi che non mi  lascerai mai&#8221;… ? &#8211; Solo un bambino, o una bambina, al genitore.</p>
<p>Come dice Hellinger, ognuno ha diritto ad un paio di peccati: chi nega questo,  ha un amore piccolo. E con questo piccolo amore non può crescere, nè dare  spazio di crescita alla relazione.</p>
<p>Se quindi decide di andarsene è perchè alla fin fine, cercava una scusa per  andarsene: restare, con il doloroso processo di cambiamento che comporta,  farebbe troppo male.</p>
<p>Ma male faceva anche prima, male  di restare in un rapporto che non doveva crescere: è difficile chiedere ad un  rapporto di non crescere e non cambiare.</p>
<p>Il tempo, con il dolore del  cambiamento e l’incubo della fine, entra sempre dalla finestra: solo una  creatività costante e una costante ricerca di equilibri può placare questa  angoscia.</p>
<p>Fare cose nuove, mettersi in  discussione, ammettere i propri errori, seguire l’altro fin nei suoi  ragionamenti più estremi per capire come si muove nel mondo, ma senza perdere  il proprio: questo permette ad un rapporto di crescere.</p>
<p>Se alla fine  l’altro se ne va, chi resta, resta solo con la sua colpa e la solitudine.</p>
<p>Chi se ne va, va con la  sensazione di essere nel giusto, completamente anestetizzato nella sua umanità.</p>
<p>Di solito il tempo poi lascia  depositare l’illusorio senso della giustizia e resta solo il dolore per la  persona che si è lasciata.</p>
<p>Chi è stato lasciato di solito  resta con la ferita del non essere stato preso.</p>
<p>Sono ferite  che restano e lavorano nell’anima.</p>
<p>E a quel che sento dire e che ho  visto nelle costellazioni familiari e che ho vissuto,</p>
<p>per sempre.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ricorda di ricordarti chi sei!</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 08:40:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Martelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[PNL]]></category>
		<category><![CDATA[domande]]></category>
		<category><![CDATA[josè silva]]></category>
		<category><![CDATA[Robert Dilts]]></category>
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		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[La  vita è fatta di tante ore e giornate, ma ne viviamo una sola per volta. Se  prendiamo più consapevolezza di ogni momento, possiamo iniziare ad essere  veramente chi siamo.
Abbiamo la potenzialità di essere unici,  straordinari, eccellenti, di dare il nostro speciale contributo al mondo. Ma  tutto questo passa anzitutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La  vita è fatta di tante ore e giornate, ma ne viviamo una sola per volta. Se  prendiamo più consapevolezza di ogni momento, possiamo iniziare ad essere  veramente chi siamo.</p>
<p>Abbiamo la potenzialità di essere unici,  straordinari, eccellenti, di dare il nostro speciale contributo al mondo. Ma  tutto questo passa anzitutto dalla piena consapevolezza di chi siamo.</p>
<p>Quali  sono i tuoi talenti? Quali sono i valori in cui credi? Qual è il tuo scopo più  importante?</p>
<p>Prendi,  ad esempio, la giornata di oggi. Finora hai vissuto questa giornata in modo  significativo, in base a chi sei, cosa vuoi, cosa è più importante per  te?</p>
<p>Stai facendo qualcosa che ti soddisfa, che è  importante per la tua vita, per costruire i tuoi sogni, per il tuo futuro e/o  quello delle persone a cui tieni?</p>
<p>Le risposte  sono affermative? Molto bene! Sei sulla buona strada.</p>
<p>NO? Meglio  accorgertene oggi che troppo tardi, o addirittura mai. Comincia subito a fare  qualcosa di diverso, ora che ne sei consapevole!</p>
<p>In  questo periodo mi capita molto spesso di aiutare i miei clienti, in sessioni  individuali di consulenza, a riallinearsi con se stessi, a rispondere alle  domande che ti ho fatto sopra, a trovare le risposte, e poi ad agire di  conseguenza.</p>
<p>Due  sono gli strumenti fondamentali che utilizzo quasi sempre: la capacità di  cambiare volontariamente lo stato di coscienza (Beta, Alfa, Theta) basata sugli  studi pionieristici di Hans Berger e sulle tecniche di Josè Silva, e l’usare il  modello dei livelli neurologici, creato da Robert Dilts e basato sugli studi di  Gregory Bateson.</p>
<p>Lavorare  nei diversi stati di coscienza permette di poter “cambiare marcia” a seconda  dell’attività e dei pensieri più utili, a seconda dei casi, nei momenti  importanti. Lavorare nei diversi livelli neurologici permette di allineare i  nostri sistemi di convinzioni ed il nostro sistema nervoso in modo congruente  ed efficace.</p>
<p>La  Programmazione Neuro-Linguistica ha scoperto la stretta connessione tra  linguaggio, pensiero e sistema nervoso. Questo permette interventi efficaci a  più livelli. Infatti usando diversi stati di coscienza e cambiandoli, con i  diversi livelli neurologici, possiamo ottenere risultati straordinariamente  efficaci in tempi brevi. Integrando i diversi stati di coscienza con i  corrispondenti  livelli neurologici si  hanno riflessi potenti, sia sui nostri pensieri che sulla nostra neurologia.</p>
<p>Infatti  ciascuna risposta alle domande-chiave che pongo ai miei clienti comporta uno  specifico livello di organizzazione e coinvolge una mobilitazione ed un impegno  sempre maggiore dei circuiti neurologici.</p>
<p>Perchè  il modo in cui percepiamo l’ambiente in cui siamo provoca risposte del sistema  nervoso periferico (sensazioni e riflessi condizionati). Ciò che pensiamo  riguardo i nostri comportamenti provoca l’attività del sistema motorio (le  azioni consapevoli che facciamo). Ciò che pensiamo sulle nostre capacità  provoca l’attività del sistema corticale, che regola la nostra attività  semicosciente (ad esempio la postura, i movimenti oculari). Le nostre  convinzioni e i nostri valori influenzano il sistema nervoso autonomo  (responsabile, ad esempio, del ritmo del battito cardiaco e della dilatazione  della pupilla). La nostra percezione di chi siamo (identità) influenza il  sistema immunitario ed endocrino. Infine le nostre convinzioni spirituali  influenzano tutto il nostro sistema nervos o, nel suo complesso.</p>
<p>La  PNL ha scoperto che le combinazioni tra questi vari elementi della nostra  esperienza soggettiva si manifestano oggettivamente, in ciascuno di noi, in  circuiti neurologici che possono essere osservati, ma anche attivati e diretti  a raggiungere scopi specifici, mediante il linguaggio, strategie cognitive, le  “Ancore” e le altre varie tecniche, elaborate dagli esperti di PNL.</p>
<p>Su queste  riflessioni è basato il mio intervento “I peniseri e le emozioni che ci rendono  eccellenti” a:</p>
<p><strong>BESPOKE:  Pura Eccellenza </strong></p>
<p><strong>MILANO, Palazzo del Ghiaccio, Via Piranesi 14</strong></p>
<p><strong>Sabato 14 Novembre alle 18.30</strong>,</p>
<p>al quale ti invito. <strong>L’ingresso  è gratuito ma si può accedere solo su invito</strong>.</p>
<p>Non  ho mai condiviso in pubblico, prima di ora, la combinazione di queste idee che  ho accennato sopra.</p>
<p>Partecipa  a questo evento sull’eccellenza personale e professionale.</p>
<p>Contattami  se desideri partecipare ed incontrarmi a BESPOKE.</p>
<p>Ricorda  di ricordarti chi sei.</p>
<p>Credi in  te stesso e vai oltre!</p>
<p>Francesco Martelli</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Intenzione di Esserci e la Paura di Esserci</title>
		<link>http://www.tempopercambiare.com/2009/09/paura-di-esserci/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 07:40:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro D'Orlando</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>

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		<description><![CDATA[Stare vicino a una persona fa paura, specie se si è stati abbandonati, o si è sofferta la mancanza di qualcuno che si amava e che non c&#8217;era quando lo si aspettava, o se peggio si è stati aggrediti da chi ci amava e ci doveva proteggere o andava via mentre ci si aspettava che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stare vicino a una persona fa paura, specie se si è stati abbandonati, o si è sofferta la mancanza di qualcuno che si amava e che non c&#8217;era quando lo si aspettava, o se peggio si è stati aggrediti da chi ci amava e ci doveva proteggere o andava via mentre ci si aspettava che rimanesse.</p>
<p>Alla fin fine siamo stati tutti abbandonati, abbandonati da bambini, o feriti nel corpo o con le parole più e più volte, dallo stesso genitore, o da entrambi: capita ovunque, anche nelle migliori famiglie.</p>
<p>Se si ama una persona, si può vedere dentro di lei quella parte bambina, disperata, che piange in silenzio, nel gelo del ritiro, o nella rabbia, o nella disperazione. La si può vedere nella sua cameretta, nel suo piccolo corpo, con il suo piccolo cuore.</p>
<p>E’ una condizione universale: su questa terra ci sono 7 miliardi di bambini disperati che vivono la vita senza che il tempo sia passato da quell&#8217;ultima ferita, da quell&#8217;ultima cicatrice, da quel momento in cui qualcosa si è rotto nel cuore. Emotivamente l’umanità è restata piccola, molto piccola.</p>
<p>Se si ama una persona, quella parte la si può vedere anche dentro di sè.</p>
<p>Quella parte è fatta di no, di chiusure, di cinismo, di freddo o di distruttività.<br />
Difende dall&#8217;abbandono: l&#8217;ennesimo abbandono. O dall’aggressione, l’ennesima aggressione.</p>
<p>Così si vive nella paura, scappando dalle relazioni prima dell&#8217;ennesima ferita.<br />
Fino alla prossima relazione, o sempre nella stessa, ma con uno o più amanti.</p>
<p>Se si ama una persona bisogna vedere quella bambina, quel bambino, in sè e nell&#8217;altra persona, amarla, starle vicino, ma rispettando quelle che sono le scelte che quel bambino o quella bambina decidono di fare su quel dolore, su quel pianto, su quel freddo.</p>
<p>E potrebbero non essere scelte sempre sagge o costruttive.</p>
<p>E’ deleterio per il cuore una coscienza che lo lascia in balia delle paure dell’altra persona, vedendo solo il bambino addolorato dell’altro, e non la sua freddezza, il suo egoismo, il suo cinismo che da quel dolore emergono.<br />
“In fondo lei o lui è così buono, è così buona”…. No! nello stesso tempo è anche maledettamente sadica.</p>
<p>Così, avere paura in una relazione è normale: il cuore è fragile e più serio diventa il legame più la paura cresce, perché la vicinanza rende anche più facile la ferita dell’abbandono o dell’attacco.</p>
<p>Alcuni soffocano la paura lavorando. Altri scappando. Altri lottando contro chi amano.</p>
<p>Pochi restano fermi in ascolto, come fanno gli erbivori quando fiutano un predatore vicino: con attenzione e intuito.</p>
<p>C&#8217;è solo un modo per gestire la paura: avere una coscienza che sa sostenere il cuore con l&#8217;intenzione di esserci e che sa regolare la distanza dell’altro, sapendo gestire la lontananza e la vicinanza, senza chiedere al legame di essere sempre al 100% o “aderente” e sorvegliando affinché non diventi troppo “lasco”. Ci vuole una coscienza che sa fermare gli attacchi dell’altro e nello stesso tempo che sa far entrare il buono dell’altro nel proprio cuore.</p>
<p>Vedere dentro di sè una forza, un sentimento per cui vale la pena lottare, e lottare per essa è vitale per l’anima, invece aspettare che quella forza risolva tutto da sé è una delle illusioni che più addormentano la coscienza (la coscienza viene così addormentata dalle credenze errate, mentre il cuore dalle emozioni distruttive).</p>
<p>Se non si lotta, se si rinuncia, quella forza è sprecata per sempre, e la sua energia può diventare distruttiva.</p>
<p>Bisogna essere all&#8217;altezza dei sentimenti che si provano, saperli contenere, saperli guidare e proteggere: se non lo si fa, diventano veleno nel cuore.</p>
<p>Accade così anche ai bambini: se non li si sa guidare, consolare, incoraggiare, limitare, crescono come spine nel fianco in una famiglia che deve ancora fare i conti con il mondo delle emozioni e degli affetti, così tanto temuti.</p>
<p>Abbiamo tutti spine nel cuore, abbiamo tutti i nostri “no”, abbiamo tutti dolori oltre i quali non permettiamo ancora a qualcuno di entrare.</p>
<p>Eppure la vita ha senso solo se ce ne assumiamo la responsabilità, se decidiamo di affrontare queste paure, se decidiamo di affrontarle con la persona che amiamo, per la persona che amiamo.</p>
<p>Se non lottiamo fino alla fine per quella persona, forse ce la porteremo dietro per molto, troppo tempo.</p>
<p>Non è un male avere limiti nella capacità di amare, non è un male ritirarsi, né attaccare, né disperarsi: è un male giustificare tutto questo, o credere tristemente che sarà per sempre così.</p>
<p>Così, se a qualcuno non basta come ami, chiedigli se se la sente di smettere di accusarti e temerti chiedigli di stare dalla tua parte e di aiutarti, e fai qualcosa per crescere assieme a quella persona.</p>
<p>Se ti accorgi che non riesci a fidarti del tutto di quella persona, parlaci e cerca di aiutarla a andare oltre i sui limiti.</p>
<p>Se parlare non serve, resta in silenzio consapevole di tutti questi limiti e agisci semplicemente senza parole.</p>
<p>E se in questo agire silenzioso, in questo dolore, a un certo punto ti accorgi che hai pulito il tuo cuore, ma che fuori ancora non cambia nulla, allora decidi se ha senso restare.</p>
<p>Non è un male avere difficoltà: è un male non farsi aiutare a risolverle.</p>
<p>Non è un male avere limiti, è un molto rischioso invece pensare di farcela da soli – o con metodi “fai da te”, come gli amanti.</p>
<p>Da soli non possiamo fare nulla.</p>
<p>Non è un male avere paura: è un male lasciare che questa paura paralizzi e vinca l’intenzione di esserci e di continuare a lottare e soffrire e crescere e vincere. Assieme.</p>
<p>Alessandro D’Orlando</p>
]]></content:encoded>
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		<title>GODITI IL VIAGGIO VERSO I TUOI SOGNI</title>
		<link>http://www.tempopercambiare.com/2009/07/goditi-il-viaggio-verso-i-tuoi-sogni/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 16:35:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Grandin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Obiettivi e Risultati]]></category>
		<category><![CDATA[ascoltare]]></category>
		<category><![CDATA[coach]]></category>
		<category><![CDATA[coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Life Coaching]]></category>
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		<category><![CDATA[sogno]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Ok, quello di questo mese sarà un&#8217;articolo con uno stile un pò diverso&#8230; Sto guidando e sono le 5.30 di mattina. È una di quelle notti di rivelazione. In cui tutto appare a chiaro. O meglio, in cui senti. In cui i pezzi del puzzle vanno a posto, in cui c’è sintonia di pensieri, cuore, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ok, quello di questo mese sarà un&#8217;articolo con uno stile un pò diverso&#8230; Sto guidando e sono le 5.30 di mattina. È una di quelle notti di rivelazione. In cui tutto appare a chiaro. O meglio, in cui senti. In cui i pezzi del puzzle vanno a posto, in cui c’è sintonia di pensieri, cuore, volontà azione. </p>
<p>Penso al mio lavoro al suo vero significato per me. Respiro l’aria della mattina e mi sento estremamente viva. Di fronte a me l’immagine del mio prossimo sogno. Alessandro ed io in Vietnam e Cambogia, parlando cinese. Incontri, persone, colori talmente vividi da essere tangibili. </p>
<p>Penso alla domanda che ha preceduto questo sogno ad occhi aperti. Una domanda che Alessandro mi ha fatto qualche giorno fa:</p>
<p><em>-<strong>“qual è un tuo sogno talmente grande da essere impossibile? Talmente grande che sai già in partenza che sarà praticamente impossibile raggiungerlo?”</strong> </em></p>
<p>Come spesso accade quando Alessandro impara cose nuove e me le insegna, io oppongo della resistenza…rido tra me e me perché riconosco lo schema che ormai si ripete da quando ci conosciamo… Sembrerà una cosa stupida, ma è la mia prima reazione.<br />
Poi però Alessandro cambia argomento, per non forzarmi a rispondere e allora gli dico: so qual è il mio risultato. Lui mi guarda e sorride… sa che la sua domanda ha innescato qualcosa. Mi fissa negli occhi e mi domanda: </p>
<p>- allora è abbastanza impossibile il tuo sogno da realizzarsi? </p>
<p>…SI, DECISAMENTE … ma so che non ha molta importanza perché questo è <em><strong>ciò che più di tutto</strong></em> mi <em><strong>fa emozionare</strong></em>. Ciò per cui so già sarò disposta a fare quelle fatiche piccole e grandi di tutti i giorni con una marcia in più. Stesse sfide…stato emozionale completamente diverso!</p>
<p>Mi chiedo di te che stai dedicando il tuo tempo qui con me a leggere queste righe, quale sia il tuo sogno impossibile. Mi chiedo, se quando lo saprai ti sentirai diverso, <em><strong>pronto a muovere gli ostacoli sul tuo percorso</strong></em> con uno spirito differente. Mi domando se sapere il tuo sogno impossibile ti farà alzare la mattina con una marcia in più, mentre aprendo gli occhi lo vedrai li di fronte a te come prima cosa. </p>
<p>Mi chiedo, se la tua felicità non dipendesse dal raggiungere o meno i tuoi piccoli grandi sogni, quali sogni oseresti, quanto ti godresti di più viaggio…. E non so se tu abbia già queste risposte, se ci penserai ora, o se se lo farai nelle prossime ore…Ma, sarebbe interessante vedere quale effetto questi pensieri da sognatore potrebbero avere sul tuo stato emozionale…sulle tue scelte … in sostanza sulla tua vita. </p>
<p>… <em><strong>Il </strong></em>mio <em><strong>viaggio </strong></em>in macchina <em><strong>continua</strong></em>. Cos’è il nostro lavoro se non aiutare le persone a trovare il meglio in sé stesse, a smetterla di raccontarsi le solite storie con cui sprecano la loro vita, a lasciare andare ciò che non è più di nessuna utilità … a <em><strong>crea</strong></em>re di fronte a te <em><strong>la migliore immagine di té</strong></em> stesso che riesci a immaginare ed <em><strong>ogni giorno muovere un passo in quella direzione</strong></em>, per essere chi davvero sei… ad ascoltare di più il loro vero SE’, ad <em><strong>ascolta</strong></em>re di più gli altri, a vedere più a fondo nelle cose senza lasciarsi ingannare dalla superficie … Penso che il senso della PNL, sia questo … andare a fondo, in modo ironico, sveglio, lasciando da parte idee precostituite, e avendo la voglia di vedere quello che realmente c’è nella realtà soggettiva di ognuno di noi. E poi… <em><strong>POTENZIA</strong></em>RE. </p>
<p>Inizia l’alba … d’improvviso sento la voce della tartaruga del film Kung Fu panda come se stesse nel sedile accanto al mio…. Non è un effetto dato dalle 5.30 di mattina, o dalla stanchezza, né dall’acool: è solo <em><strong>la </strong></em>mia <em><strong>mente </strong></em>che <em><strong>fa cose interessanti</strong></em>. Sorrido appena sento la sua voce che mi ricorda una grande verità:<br />
“IL PASSATO è STORIA … IL FUTURO è UN MISTERO … ma OGGI è un DONO … per questo si chiama PRESENTE!”<br />
Assaporo intensamente il momento. Faccio un bel respiro. Il mio futuro è li di fronte a me. Io qui, nel momento presente. Qui …Ora.<br />
Mi trovo a ripensare a un libro che ho letto qualche tempo fa (e mentre lo faccio mi accorgo che non sono già più nel qui ed ora!che ironia!) …LA VIA DEL GUERRIERO di PACE. Penso al co-protagonista del libro, Socrate…chissà se lo conoscessi di persona, in questo momento si limiterebbe a darmi una delle sue lezioni per rimanere nel presente e poi mi direbbe:<br />
-	DOVE SEI? Qui …CHE ORE SONO? <em><strong>Adesso </strong></em>… CHI SEI? Questo momento…</p>
<p>Mancano ormai pochi metri e sarò arrivata a casa. Mi vengono in mente tutti i miei clienti uno ad uno. E c’è una cosa più di tutte le altre che mi verrebbe da trasmettere: gli obiettivi, i risultati, i sogni e le mete, sono una cosa meravigliosa…ci ispirano, ci muovono, ci emozionano, ci motivano. Ma non dimentichiamo il VIAGGIO… <em><strong>Ricorda </strong></em>i piccoli, grandi passi di tutti i giorni che ti avvicinano a <em><strong>chi vuoi essere veramente</strong></em>. Ogni piccola o grande scelta che facciamo ogni singolo giorno, in qualche modo ci allontanerà o ci avvicinerà ai nostri obiettivi, risultati, sogni. Ricorda, il potere di ogni singola decisione…<em><strong>GODITI</strong> </em>APPIENO <em><strong>il VIAGGIO</strong>…</em></p>
<p>Allora, sono molto interessata a saperlo caro/a lettore/trice&#8230;<em><strong>Qual&#8217;è il tuo sogno impossibile?</strong></em></p>
<p>Chiara </p>
]]></content:encoded>
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		<title>PNL, Spirito e consapevolezza di appartenere a qualcosa di più grande</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 14:25:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Martelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[PNL]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno dei miei obiettivi è spostare  l’attenzione degli interessati alla PNL dal solo benessere, successo, carisma e  libertà personale alla consapevolezza dei più ampi sistemi dei quali facciamo  parte. Questo spostamento secondo me è insito nella indicazione della PNL che  indica l’importanza di occuparsi più della forma che del contenuto  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei miei obiettivi è spostare  l’attenzione degli interessati alla PNL dal solo benessere, successo, carisma e  libertà personale alla consapevolezza dei più ampi sistemi dei quali facciamo  parte. Questo spostamento secondo me è insito nella indicazione della PNL che  indica l’importanza di occuparsi più della forma che del contenuto  dell’esperienza soggettiva.</p>
<p> Nel mio lavoro quotidiano di  consulenza  1 to 1, con la PNL e gli  altri metodi che conosco, ricevo molte richieste del tutto diverse tra loro.  Passo dall’aiutare un cliente a raggiungere obiettivi  o sviluppare specifiche abilità in campo  aziendale o professionale, al superare sfide, problemi o difficoltà della vita  personale o di coppia, a trovare la propria strada e missione nella vita, a  sviluppare specifiche capacità avanzate nello studio o nell’aggiornamento  professionale, con il PhotoReadingTM, al saper prendere decisioni  più rapide ed efficaci con l’UltraMind ESP SystemTM, in ogni campo  della vita… </p>
<p>Ma il tratto comune a tutto il  mio lavoro è il far comprendere al mio cliente che non è affatto un essere  separato e staccato da tutto il resto, come molto spesso si sente, ma  invece  una parte importante in un  sistema, e parte di un “campo”. Questo aspetto, secondo me, è un momento di  consapevolezza fondamentale e necessario in qualsiasi cambiamento, evoluzione o  trasformazione personale e professionale. </p>
<p>In fisica, un “campo” è definito  come “una zona dello spazio caratterizzata da una proprietà fisica, con  uno  stesso valore in qualsiasi punto  nella zona”. Un campo elettromagnetico, per esempio è caratterizzato da raggi  di forze elettromagnetiche che determinano   una influenza su qualsiasi oggetto che sta in questo campo. L’unione di  queste influenze determina la densità, l’intensità  e l’influenza del campo stesso. </p>
<p>La consapevolezza di essere parte  di qualcosa di più ampio apparentemente contrasta con la nozione di individuo  particolare, che esiste solo in quanto essere specifico, diverso, unico. Questa  percezione molte volte è più tangibile. </p>
<p>In termini di PNL, la  consapevolezza di appartenere a qualcosa di più ampio è agevolata dalla nozione  di Quarta Posizione Percettiva. Prima, seconda e terza posizione percettiva  (io, l’interlocutore e un osservatore esterno) descrivono gli elementi  significativi in una interazione tra esseri umani.  La Quarta posizione percettiva allo stesso tempo  include e trascende le tre posizioni percettive della PNL classica.</p>
<p>Il concetto che sta alla base  della Quarta Posizione è affermato da Gregory Bateson, mentore dei fondatori  della PNL, che scrive: “La mente individuale è immanente ma non è solo nel  corpo. E’ immanente nei percorsi e nei messaggi fuori dal corpo. Ed esiste una mente  più grande, universale, rispetto alla quale la mente individuale è solo un  sottosistema. Questa mente universale è paragonabile a Dio, e forse è proprio  ciò che molti intendono come ‘Dio’, ma allo stesso tempo è immanente nel  sistema sociale e nell’ecologia del pianeta.”</p>
<p>Per acquisire consapevolezza  dell’appartenenza alla mente universale, e comprensione della Quarta Posizione  percettiva, importantissima, secondo la mia esperienza, nel lavorare per  l’evoluzione personale, è utile l’esercizio “Vedere il Campo” creato da Robert  Dilts, parte del corso PNL per lo Spirito. </p>
<p>Ti aspetto a PNL per lo Spirito</p>
<p>Tutto il meglio!</p>
<p>Francesco  Martelli</p>
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		<title>PNL per lo Spirito 2</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 08:25:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Martelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Proprio tre anni fa, a inizio Giugno 1996, sono stato uno  dei pochi Trainer al mondo, e unico italiano, a partecipare al nuovo programma  di formazione Tools of the Spirit 2, con Robert Dilts e Robert Mc Donald.
Rispetto al precedente lavoro che è stato sintetizzato nel  libro Tools of the Spirit (PNL [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Proprio tre anni fa, a inizio Giugno 1996, sono stato uno  dei pochi Trainer al mondo, e unico italiano, a partecipare al nuovo programma  di formazione Tools of the Spirit 2, con Robert Dilts e Robert Mc Donald.</p>
<p>Rispetto al precedente lavoro che è stato sintetizzato nel  libro Tools of the Spirit (PNL per lo Spirito, edito in Italia nel 2005) ci  sono alcune importanti differenze, che ho immediatamente introdotto nel corso  che tengo in Italia.</p>
<p>La più importante, secondo me, è che ora Dilts e Mc Donald,  come del resto io stesso, siamo convinti che il divino, “Dio” è in tutto ciò  che esiste, in qualsiasi cosa. Ognuno di noi è il tutto, l’universale, il divino, che ora  si manifesta in una persona, una manifestazione particolare dell’infinito.</p>
<p>Risvegliarsi alla consapevolezza che noi siamo infiniti,  eterni, divini, che la morte è solo apparente ma in realtà è solo un  cambiamento di stato di esistenza e di coscienza, è un po’ come risvegliarsi  dopo un sogno.</p>
<p>Tu sei eterno e tu sei il divino, Dio, che si manifesta in  individuo. Ed è per questo, tra l’altro, che è possibile intuire (usando  l’intuito ed il sesto senso) qualsiasi cosa, senza limiti di spazio e tempo,  perché se entriamo nel giusto stato di coscienza ci è facile percepire che noi  siamo il tutto e non abbiamo limiti.</p>
<p>La spiritualità, in termini metafisici, è il riconoscimento  e la comprensione che il divino (“Dio”) è infinito; quindi “Dio” è tutto ciò  che esiste. In altri termini esiste soltanto un unico infinito, divino, “Dio”,  che comprende anche noi stessi.</p>
<p>Tutto  ciò che esiste è divino, e tu stesso lo sei.</p>
<p>Secondo Robert Dilts, tentare di connettersi con la  dimensione spirituale, e cercare di raggiungere l’unione con Dio è come tentare  di raggiungere e toccare i propri piedi: sei tu, sei già connesso in ogni  momento! E sei già eterno e illimitato!</p>
<p>Cosa ci può permettere di comprendere e di ricordarci sempre  di questa verità? Come fare a capire che siamo individui con una vita, una  identità, e allo stesso tempo siamo divini?</p>
<p>L’espansione della consapevolezza, in altre parole  l’espansione degli stati di coscienza.</p>
<p>In PNL per lo Spirito oggi usiamo gli strumenti della PNL  (ancore, time lines, posizioni percettive, cambiamento di convinzioni, di  percezione e di stati di coscienza, etc.) per comprendere e realizzare che il  mondo spirituale, infinito e immateriale, è il mondo reale. E contiene tutte le  cause di tutti gli effetti che potremo vedere nel mondo visibile, tangibile,  quando comprendiamo e seguiamo la nostra natura spirituale. Cioè che non siamo  un corpo senza anima, o con un’anima (a seconda delle convinzioni soggettive)  ma siamo un’anima, parte del divino, che è temporaneamente incarnata in un  corpo.</p>
<p>Questa consapevolezza è alla base della tecnica  “L’attivazione dell’ordine creativo”, parte di PNL per lo Spirito 2, un  esercizio potentissimo che, per quanto mi riguarda personalmente, ha  rivoluzionato la mia vita in soli sei mesi, tra giugno e dicembre 2006.</p>
<p>Ti invito a PNL per lo Spirito e ti auguro di poter  sperimentare anche tu una simile trasformazione positiva!</p>
<p>Tutto il meglio</p>
<p>Francesco Martelli</p>
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		<title>PNL: Spirito e Azione</title>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2009 07:59:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Martelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel mio lavoro di consulente (1 to 1) mi trovo quasi sempre ad usare la PNL, e le altre tecniche che conosco, per aiutare i miei clienti a raggiungere una migliore centratura e connessione con sé stessi, con la loro missione e con lo scopo della loro vita: questo dà loro una grandissima motivazione, e molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mio lavoro di consulente (1 to 1) mi trovo quasi sempre ad usare la PNL, e le altre tecniche che conosco, per aiutare i miei clienti a raggiungere una migliore centratura e connessione con sé stessi, con la loro missione e con lo scopo della loro vita: questo dà loro una grandissima motivazione, e molto più significato e consapevolezza delle loro azioni.</p>
<p>Questo genere di intervento porta a una specie di risveglio e di presa di consapevolezza di chi sono in realtà e di tutte le possibilità che hanno. La loro mappa della realtà si allarga e i vecchi limiti (auto-imposti) possono essere percepiti in modo completamente nuovo. In un certo senso, così riescono ad andare oltre il vecchio sistema di convinzioni che li bloccava e gli impediva di emergere, e vanno anche oltre i limiti di ciò che pensavano possibile.</p>
<p>Quasi sempre ottengono più motivazioni, scoprono di avere uno scopo e un proget to, un significato, acquisiscono più consapevol ezza e una più chiara percezione della loro situazione attuale, con una maggiore energia per affrontare le difficoltà e le sfide.</p>
<p>Naturalmente, per poterlo fare, per metterli in contatto con la loro missione, con la loro visione e con il loro spirito, devo sapergli dare esperienze, spunti, anche specifiche tecniche e strategie, per poter comprendere e rendersi consapevoli del loro scopo, di se stessi, e dei più ampi sistemi di cui fanno parte. Questo mi ha imposto molti anni di un lavoro identico su me stesso, anche perché riesco ad aiutare bene gli altri soltanto se resto bene in contatto con la mia missione, la mia visione e il mio spirito. Attraverso la mia congruenza, integrità e fede in qualcosa che va oltre me, solo così riesco ad ispirare ed aiutare veramente, profondamente, qualcun altro.</p>
<p>Un’altra cosa che spesso mi capita, soprattutto inizialmente, è aiutare i miei clienti ad andare oltre i loro limiti, che finora li bloccano e li impediscono, in un determinato campo. Ad esempio limiti nel leggere o nell’imparare velocemente, nel pensare troppo prima di prendere decisioni o risolvere un problema, nel riuscire a mantenere la calma e la concentrazione, o a gestire i propri livelli di stress, etc. Quasi sempre questi limiti sono in sostanza convinzioni, oppure abitudini, oppure situazioni limitanti, alle quali si sentono legati e che non riescono da soli a modificare.</p>
<p>La trasformazione che avviene nel cliente in seguito a questo lavoro a volte è graduale, ma altre volte è immediata e dirompente: finisce quasi sempre per trasformare la vita di quella persona, portando a qualcosa di completamente nuovo, e non semplicemente a riorganizzare ciò che già era prima, come invece accade spesso quando non si lavora ai livelli logici di valori, identità e spirito.</p>
<p>Quando parlo di spirito, secondo una prospettiva di PNL, intendo l’esperienza soggettiva di sentirsi qualcosa di più di sé stessi (“parte di” qualcosa di più grande): sapere che esiste, e nello stesso tempo che sono anche parte di, qualcosa che va oltre me, oltre i miei valori, le mie convinzioni, i miei pensieri, le mie azioni e sensazioni.</p>
<p>Tutte le esperienze spirituali hanno a che fare con l’esperienza di essere parte di qualcosa che va oltre se stessi. E’ la consapevolezza di essere parte di uno schema che connette tutto insieme, in qualcosa di più grande. Le esperienze spirituali toccano la mia vita, dandole più valore e significato, da una dimensione cha va oltre la mia vita. Il modo in cui concepisco questa dimensione influenza ciò che penso che sia il mio scopo e la mia missione. Raggiungere il mio scopo, realizzare la mia missione è la mia più grande fonte di motivazione.</p>
<p>Secondo la PNL, il modo con cui effettivamente sperimentiamo la dimensione spirituale è attraverso il sistema nervoso, il linguaggio, le convinzioni e la nostra mappa della realtà. A livello neurologico, ciò riguarda la relazione tra il mio sistema nervoso e la mia percezione soggettiva, con un più grande sistema nervoso: la coscienza collettiva, l’inconscio collettivo, i dati immagazzinati nella “mente universale”, Dio (qualsiasi cosa questa idea significhi per me).</p>
<p>Questo collegamento è lo scopo del mio lavoro e della mia ricerca sull’intuito e sul sesto senso (formalizzato nel mio metodo Intuition TrainingTM, basato sulla PNL). In sostanza questa dimensione riguarda chi altri e cosa altro esiste, secondo noi, oltre a noi stessi. Come ho già detto, queste nostre convinzioni finiscono per dare una grande motivazione, un forte significato ed uno scopo alla nostra vita.</p>
<p>Portare i clienti a questi livelli e a questi risultati, anche se nella maggior parte di casi avviene nella consulenza (1to1), a volte avviene anche nei corsi di formazione.</p>
<p>La PNL è indubbiamente uno straordinario strumento di evoluzione personale, e questo è il modo, secondo me, per impiegarla al meglio.</p>
<p>Evidentemente, altri colleghi Trainer vedono la PNL in altro modo, che io considero riduttivo: soltanto come un set di strumenti per il successo, per l’efficacia professionale (vendere di più, comunicare in pubblico, etc.) e per la libertà (essere più sicuri di se stessi e carismatici, liberarsi dalle paure, etc). Alla fine, giustamente i clienti si rivolgono ai Trainer PNL che sentono più in sintonia con le proprie vedute.</p>
<p>Ti invito a scrivermi o a contattarmi se vuoi da me qualsiasi chiarimento oppure se hai domande: ti risponderò molto volentieri.</p>
<p>Tutto il meglio!<br />
Francesco Martelli</p>
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		<title>Lasciandosi dietro alcuni miti della PNL</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Dec 2008 17:49:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriel Guerrero</dc:creator>
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		<category><![CDATA[opportunità]]></category>
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		<description><![CDATA[* Estratto dal libro “Una Introducción a PNL y Más Allá” di Gabriel Guerrero y Omar Fuentes, Casa Editrice Khaos 
Mentre completavo il mio primo libro “Trasformazione Profonda®” … e dopo averlo presentato al pubblico più di un anno e mezzo fa … decisi di mettere molta attenzione a tutti i commenti che fanno coloro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;" align="center"><span lang="ES-TRAD">* Estratto dal libro “Una Introducción a PNL y Más Allá” di Gabriel Guerrero y Omar Fuentes, Casa Editrice Khaos </span></p>
<p>Mentre completavo il mio primo libro “Trasformazione Profonda®” … e dopo averlo presentato al pubblico più di un anno e mezzo fa … decisi di <em>mettere molta attenzione</em> a tutti i commenti che fanno coloro che hanno letto il libro. Il <em>feedback è una parte fondamentale</em> all’interno di un sistema. Tutto ciò che è considerato giusto e ciò che è considerato sbagliato … ciò che è valutato come un successo o come errore … quello che pensi e percepisci così come quello che altri pensano e percepiscono … tutte queste informazioni sono sostanzialmente utili quando sai come esaminarle e utilizzarle. I commenti della maggior parte non necessariamente li userai per decidere se qualcosa che hai fatto fosse buono o cattivo, tuttavia in molte occasioni ti daranno valide informazioni su “quando”, “dove” e con “chi” qualcosa funziona.</p>
<p>Perché è importante comprendere che i nostri comportamenti possono essere approvati da una persona e disapprovati da altre senza che questo le faccia diventare giuste o sbagliate. Esistono tutta una serie di variabili da considerare per determinare se qualcosa sia giusto o sbagliato, appropriato o inappropriato. Variabili personali, culturali e sociali e altre ancora.</p>
<p>Ora, in programmazione neuro-linguistica esista un’idea che dice <em>“il significato della tua comunicazione è la risposta che ottieni”. </em>Questo implica che il feedback ci da l’opportunità di capire quello che la nostra comunicazione ha significato per qualcuno in particolare. Se accettiamo l’idea che quando comunichiamo (sia in forma verbale o scritta) stiamo cercando di trasmettere un messaggio a un individuo o a un gruppo di persone, allora chi realmente determina il significato del massaggio è chi lo riceve. Per questo bisogna prestare attenzione ai commenti che ci fanno. In modo tale da avere l’opportunità di sapere se chi ci ascolta o legge, stia capendo quello che noi desideriamo che capisca.</p>
<p>Fra i commenti che più hanno chiamato la mia attenzione ci sono stati i ringraziamenti che ho ricevuto la alcuni “veterani” in questo campo per aver chiarificato alcuni punti apparentemente di base o semplici come quello dell’uso della parola “non”. Devo ammettere che mi sembra perfino <em>sorprendente</em> … la verità mi sembra addirittura qualcosa di triste … che esistano ancora nel mercato istruttori presumibilmente qualificati che dicono ai loro alunni frasi come: “Non usate la parola non, perché la mente incosciente non processa la parola non”. Chiunque ponga un po’ di attenzione si accorge di come questo istruttore stia usando la parola stessa per esprimere precisamente che questa parola non funziona … la qual cosa è chiaramente una violazione logica. Certo, devo ammettere che sia <em>abbastanza creativo</em> usare addirittura quattro volte nella stessa frase la parola “non”. Ma analizziamo questa frase con cura &#8230; quindi togliamo tutte le parole “non” dalla frase dell’istruttore e scopriamo quello che gli alunni processano inconsciamente se fosse vera tale affermazione. <span> </span></p>
<p>La frase una volta eliminati tutti i “non” avrebbe la seguente forma: “Usa la parola perché la mente inconscia processa la parola”. Neanche Cantinflas [Ndt. Famoso attore comico messicano definito da Charlie Chaplin come il più grande comico del mondo] avrebbe potuto essere più eloquente.</p>
<p>Sebbene ancora non sia sicuro se mi sorprenda di più ascoltare questa regola sul non usare la parola “non” o quella affermazione che dice “non chiedere perché”. Mi fa ridere questa seconda perché di solito arriva dopo che ti hanno detto di non usare la parola “non” … tuttavia la usano una volta ancora per insegnarti teoricamente “con congruenza” su come comunicare con precisione. Ma la cosa che mi piace di più, perché devo ammettere che questo si<em> mi piace molto,</em> è interrompere l’istruttore in quel preciso momento per domandare: perché? È divertente ascoltare la maggior parte degli istruttori rispondere: “domandare perché ti riempirà solo di informazioni inutili”. Una volta ancora e come un attaccante di calcio che odora già il gol in quel <em>momento quando si presenta l’opportunità</em> di fare un’annotazione, io semplicemente dico: “Grazie mi è stata utile la tua risposta.” Più della metà di questi istruttori neanche si rendono conto che per lo meno una volta la domanda “perché?” ha prodotto una risposta utile.</p>
<p>Allora, ecco qui la prima cosa che imparerai per diventare un buon programmatore neuro-linguistico &#8230; <em>apri i tuoi occhi e le tue orecchie e metti attenzione a tutto quello che succede</em>. Ascolta quello che dici e quello che ti dicono. Osserva le reazioni. Hai bisogno di <em>uno stato vigile e attenzione</em> per essere efficace usando la PNL. La sapienza così come la comprensione profonda di un tema non sta nel ripetere come un pappagallo quello che altri dicono. La sapienza non sta nell’accettare senza mettere in discussione il materiale che ti viene insegnato. E in conclusione non è conveniente importi limiti assurdi come proibirti di usare alcune parole o proibirti di fare alcune domande. È molto meglio<em> capire quello che succede nella mente</em> quando usiamo una parola o una domanda e in questo modo <em>riconoscere “quando” è conveniente</em> usarla.</p>
<p>Per esempio, quando dico o scrivo: “Non pensare nel colore rosso” &#8230; <em>la tua mente deve creare una rappresentazione mentale di quello che dico o scrivo per capirlo</em>. Per questo motivo ti viene da pensare al colore rosso. Ma se qualcuno dicesse “Non saltar giù da un edificio”, la tua mente similmente crea la rappresentazione mentale, tuttavia non per questo tu metti in atto il comportamento. Come già ho spiegato in “Trasformazione Profonda ®” ed esamineremo in profondità nella seconda sezione di questo libro: Non + comportamento = rappresentazione mentale che riguarda il comportamento. Se automaticamente portassi a termine il comportamento quando ti dico di non farlo, questo implicherebbe che tutti i cattolici ruberebbero, ucciderebbero e desidererebbero la moglie del loro prossimo … perché questi tre comandamenti nella lingua spagnola sono espressi impiegando la negazione. Se avevi già comprato l’idea di limitarti e di escludere dal tuo linguaggio la parola “non”, sei fortunato perché <em>a partire da questo momento sei nuovamente libero </em>di usarla o meno … è solo questione di decidere se vuoi che la persona faccia la rappresentazione mentale di quello che c’è dopo la parola “non”. Per esempio, io di solito dico a un cliente “non pensare ad iscriverti a uno dei nostri corsi finché non avrai compreso i vantaggi che ti offriamo”.</p>
<p>Adesso, quando parliamo di obiettivi, mete, desideri e verso dove vorremmo <em>focalizzare la nostra mente</em> è decisamente meglio usare affermazioni, sarebbe a dire esprimere <em>quello che “si” vogliamo che accada</em>. E anche mentre diamo istruzioni risulta più efficace dire quello che vogliamo che succeda piuttosto che dire quello che non vogliamo che succeda, poiché quando diciamo quello che non vogliamo oltre a<span> </span>creare la rappresentazione mentale di quello che precisamente non vogliamo in chi ci ascolta, accade che non avendo <em>espresso con precisione quello che “davvero” vogliamo</em> che faccia lo stiamo lasciando all’interpretazione del nostro interlocutore. Più avanti <em>comprenderai facilmente </em>alcune interessanti applicazioni della parola “non” all’interno di una trance ipnotica. Chiaramente non voglio <em>creare in te</em> più aspettativa di quella che seguirà … o si?</p>
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		<title>Dov&#8217;è la Magia della struttura della Magia?</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 18:19:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriel Guerrero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alcuni anni fa, quando iniziai ad interessarmi di  Programmazione Neuro Linguistica (PNL), uno dei primi libri che mi  raccomandarono di leggere fu “La Struttura della Magia”. Questo fu il primo  libro scritto da Richard Bandler, scritto persino prima che la PNL si chiamasse  in questo modo. Per come la vedo io, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni anni fa, quando iniziai ad interessarmi di  Programmazione Neuro Linguistica (PNL), uno dei primi libri che mi  raccomandarono di leggere fu “La Struttura della Magia”. Questo fu il primo  libro scritto da Richard Bandler, scritto persino prima che la PNL si chiamasse  in questo modo. Per come la vedo io, la sua intenzione nello scrivere questo  libro fu dare una struttura alla magia che realizzavano altri e lui stesso, per  fare in modo che tutti noi fossimo capaci di generare la magia.</p>
<p>E  generare vuol dire non solo essere capaci di riprodurre la magia degli altri,  implica anche essere capaci di andare oltre. Adesso, sfortunatamente è  successo qualcosa con  il passare del tempo … la maggior parte dei Master e Practitioner di PNL  attualmente si sono dimenticati di generare la magia. Addirittura attualmente molti  corsi dove si insegna la PNL si potrebbero battezzare come “la spiegazione  della struttura delle tecniche della struttura della magia”. In questi training  ti spiegano mille e uno passi per poter riprodurre e applicare alcune tecniche  … ma le tecniche non sono la PNL e cosa ancora più importante le tecniche  da sole non  producono la magia.</p>
<p>Durante  gli anni, Bandler e i collaboratori hanno studiato tutti quelli che ottengono  risultati nei loro differenti campi e in base ai risultati di questi studi  hanno creato distinti modelli &#8230; qui è importante sottolineare che un  modello,  non è semplicemente una copia,  come molti pensano. Un modello è qualcosa di calcolabile che ti permette non  solo di riprodurre risultati ma anche di predire gli stessi. Nel creare un  modello quello che ottengo è una equazione, non una ricetta.  Ciò vuol dire che posso predire i risultati che otterrò in un futuro anche  alterando le variabili.</p>
<p>I  modelli creati (Submodalità, Meta Modello, Milton Model, ecc.), e non le  tecniche, sono ciò che realmente costituisce la PNL. Questi modelli furono  creati per riprodurre e sviluppare la magia che generavano le persone più  efficaci nei distinti campi. Ma per far si che si generi questa magia,  oltre che l’applicazione corretta dei modelli  si richiede un certo atteggiamento, come quello che ebbero e continuano ad  avere persone come Bandler, La Valle, Luzi e Dilts fra gli altri.</p>
<p>Ma,  come posso produrla io? Da dove comincio?</p>
<p>Per  aiutarti a iniziare o continuare questa ricerca (a seconda di quale sia il tuo  caso), ho pensato “facciamo una piccola modifica di atteggiamento”, e per  realizzarla in alcune righe, questo è quello che mi è venuto in mente … (Ti  consiglio di porre la tua attenzione alle indicazioni e di fare gli esercizi  per ottenere risultati)…</p>
<p>Prima  di tutto, iniziamo utilizzando la tua fisiologia. Come staresti respirando  adesso, se fossi assolutamente certo del risultato che otterrai? Rinforza la  sensazione che ti da questo ritmo di respirazione con la tua postura e le  espressioni del tuo viso (quelle che utilizzi quando sei completamente sicuro  ovviamente) … facendo questo puoi anche iniziare ad accorgerti che ti stai già  sentendo più sicuro, non è così?</p>
<p>Secondo,  ricorda alcune occasioni in cui ti sei sentito assolutamente sicuro di qualcosa  … sentivi che la sicurezza scorreva per tutto il tuo corpo, adesso, che cosa  dicevi a te stesso? Da dove veniva questa voce? Da che punto preciso? Com’è il  tono e il tempo di questo voce? Se hai già finito tutto questo processo su  questa voce specifica, probabilmente ti stai sentendo molto sicuro in questo  momento … o per lo meno sei quasi a quel punto. Cosa succederebbe se usassi  proprio questa voce, aggiungendo la tua fisiologia della sicurezza la prossima  volta che utilizzi la PNL? Non ti senti molto più sicuro del risultato che  otterrai?</p>
<p>Infine  cosa succederebbe se nel futuro quando starai usando la PNL, avessi già da  tempo la convinzione che tutto è possibile &#8230; proprio in questo momento ti  senti più preparato e molto più pronto, vero? La PNL si trasforma in qualcosa  più facile da applicare, molto più veloce ed efficace. Adesso, forse sui pronto  per dar vita a qualcosa di magico, non è così?  Desideri imparare da maghi autentici? Osserva e ricorda l’atteggiamento che ha  un bambino … un tempo tu lo sei stato, sai? Un bambino si sorprende di tutto  quello che accade e lo osserva affascinato. Questo è ciò che devi recuperare, e  ti sarà facile poiché c’era un tempo in cui ti comportavi così. Hai imparato a  camminare a dispetto degli ostacoli e l’hai fatto con una determinazione che  adesso, ti porterà a realizzare qualunque cosa, poiché devi sapere che, sia che  tu sia cosciente di questo sia che non lo sia, la conoscenza continua ad essere  dentro di te! Utilizza l’atteggiamento che avevi quando eri un bambino!  Nell’atteggiamento sta la risposta.</p>
<p>Molti  Practitioner hanno dimenticato che persone como Pearls, Satir, Erickson o  Feldman (alcuni dei personaggi che studiò Bandler) tutti questi, avevano in  comune qualcosa di più che modelli linguistici. Tutti loro avevano la  convinzione che avrebbero ottenuto il risultato … possono aver avuto stili e  personalità differenti, alcuni più dolci altri più aggressivi, ma tutti erano  convinti di quello che facevano e del risultato che avrebbero ottenuto. Tutti  loro avevano in comune un atteggiamento feroce e credenze salde.</p>
<p>E  finalmente qui trovai una risposta alla mia domanda: dov’è la magia della  struttura della magia?</p>
<p>La  magia giace principalmente nell’atteggiamento e nelle convinzioni che ha il  practitioner. Se desideri creare la magia dei grandi geni, non basta seguire i  passi di una tecnica, è necessario riprodurre il loro atteggiamento e le loro  convinzioni. Per generare la stessa magia e gli stessi risultati (o anche  risultati migliori) che ottiene Bandler usando la PNL, dobbiamo iniziare a  generare il suo stesso atteggiamento … fallo e vedrai che cose magiche  accadranno a te e alla gente che ti circonda. Poi permettimi di sapere come ti  senti a proposito … dopotutto, la mappa non è il territorio … o sì?</p>
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		<title>Da un&#8217;intervista al dott. Alessandro D&#8217;Orlando sulle Costellazioni Familiari</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 10:36:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Grandin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
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		<description><![CDATA[Chiara Grandin: dott. D&#8217;Orlando, so che da anni utilizza le Costellazioni Familiari nel suo lavoro, con ottimi risultati per i suoi pazienti. Quello che vorrei chiederle, è cosa hanno portato, o stanno portando, le Costellazioni a lei personalmente, nella sua vita quotidiana?
Risponde il Dott. Alessandro D&#8217;Orlando:
Da  quando ho conosciuto le costellazioni di Hellinger, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Chiara Grandin:</strong> dott. D&#8217;Orlando, so che da anni utilizza le Costellazioni Familiari nel suo lavoro, con ottimi risultati per i suoi pazienti. Quello che vorrei chiederle, è cosa hanno portato, o stanno portando, le Costellazioni a lei personalmente, nella sua vita quotidiana?</p>
<p><strong>Risponde il Dott. Alessandro D&#8217;Orlando:</strong></p>
<p>Da  quando ho conosciuto le costellazioni di Hellinger, non ho potuto che  ringraziare la vita ogni giorno per la possibilità di conoscere gli aspetti  nascosti dell’esistenza e delle relazioni. È come se il mio sguardo fosse  diventato più ampio, e la mia visione più completa.</p>
<p>Dalla  psicoterapia, alle consulenze aziendali, alla formazione in aula, alle  relazioni con le persone che amo e con le persone che incontro ogni giorno al  lavoro o casualmente per strada: ovunque scorgo legami invisibili, influenze  nascoste, influenze di un’anima su un’altra.</p>
<p>Non  ho la pretesa della certezza in ciò che vedo, né del resto è qualcosa che  condivido, nemmeno con una persona. Semplicemente resto in ascolto e lascio che  arrivino a me impressioni, immagini, intuizioni: su come sta quella persona, su  dove sta andando, sulla sua famiglia, sulle influenze che la guidano, sul  destino che l’aspetta.</p>
<p>Non  mi permette tutto ciò di prevedere il futuro, né di conoscere nel dettaglio  cosa fa quella persona: niente di tutto questo naturalmente, ma posso conoscere  la parola di cui quella persona ha bisogno, la frase o l’immagine che può  aiutarla.</p>
<p>La  prima cosa che ho imparato dalle costellazioni familiari è infatti la  percezione del “campo” che si crea tra me e un’altra persona: così ascolto se  in questo campo c’è rispetto, c’è cura, attenzione, oppure se c’è energia  aggressiva o di altro tipo. Lascio quindi che le immagini arrivino a me, ed è  attraverso queste immagini che capisco e posso intervenire sul campo. Ci sono  infatti immagini che mi avvicinano alle persone e immagini che mi allontanano.</p>
<p>  Immagini che mi avvicinano sono quelle in cui mi inchino davanti a quella  persona, rispettandone l’Essenza, o il Destino, per quanto io possa trovarlo  ingiusto o difficile o pericoloso anche per me.<br />
  Così  posso essere vicino all’altro, rispettarlo, e nello stesso tempo posso anche  tenere una giusta distanza.</p>
<p>Alle  volte ho immagini, sensazioni che provengono dal suo passato, o immagini,  sensazioni su come si sente in questo momento: allora verifico quanto sento  condensando tutto in una frase, e vedendo che effetto ha sulla persona. Se la  tocca, sono sulla buona strada: ma questo riguarda la terapia…<br />
  Nella  vita quotidiana questo modo di parlare lo applico solo se qualcuno mi chiede un  consiglio: altrimenti tengo tutto per me. </p>
<p>Un’altra  cosa che ho imparato dalle costellazioni familiari è che le immagini interiori  agiscono sul mondo, tanto e più delle parole. Questo mi ha avvicinato molto  anche alle filosofie che indicano l’importanza delle visualizzazioni creative:  in effetti ho sempre più l’occasione – e premetto che non brillo per la mia  capacità di aver fede – che le immagini ricevute e quelle create, quando sono  associate ad una emozione e alla fede, agiscono, agiscono con forza.</p>
<p>Ancora,  una cosa per cui ringrazio le costellazioni familiari è la capacità di agire e  di rivolgermi alle persone tenendo a mente – o perlomeno chiedendomi &#8211; chi è  l’assente, e rivolgendomi segretamente con rispetto, includendolo nel “campo”,  a questa persona. Con amore.<br />
  Così  lo faccio nei casi di mobbing, o quando lavoro nei conflitti in azienda, o  nella vita privata, o nel rapporto con i genitori per esempio.</p>
<p>Un  altro prezioso regalo è stato per me imparare a giudicare sempre meno: quando  vedo una parte che si accanisce sull’altra, nella distruttività più cieca, mi  ritiro interiormente, e non interferisco con il confronto tra vittime e  carnefici: so che è solo questione di tempo, che nessun carnefice può separarsi  dal confronto con la vittima, che il dolore del confronto laverà il dolore  della vittima, e che non devo disturbare questo movimento alleandomi con una  parte contro l’altra. O capito anche quanto importante è ricordare le vittime e  non i fatti né i carnefici, e quanto importante è includere in questo ricordo  vittime e carnefici assieme, insieme nella Grande Morte se si tratta di eventi  ormai passati.</p>
<p>Naturale  conclusione di questo discorso è pensare al rapporto con il Destino: non ho teorie  in proposito. Non so se siamo liberi o meno, so solo che quello che siamo e  siamo stati è qualcosa che viene da lontano, più lontano della nostra nascita,  dei nostri stessi genitori, è una Forza che trascende vivi e morti e davanti  alla quale mi inchino; e lo stesso faccio quando vedo persone che servono il  Male: non sono libere, come non lo sono le persone che fanno il Bene. Credo  sempre di più che siamo presi al Servizio, e poi lasciati indietro quando  questo si è compiuto. Ciò mi dà uno strano senso di pace e di ordine: agisco,  ho obiettivi, lotto, ma con la sensazione che tutto va bene così com’è: anche  se non lo capisco e non lo accetto.</p>
<p>  Infine,  ringrazio le costellazioni familiari perché mi hanno riconnesso con le mie  radici: mi tocca sempre sentire i miei genitori dietro di me, e sentire che li  giudico sempre meno. E sento che mi fa bene anche quando vedo dietro alle  persone i propri genitori: posso avere un atteggiamento di maggior equilibrio.  Anche quelle che considero più difficili diventano più facili se le metto  accanto ai propri genitori: magari colgo la sofferenza del distacco, l’amore  che non fluisce, e questo mi rende interiormente più morbido, più ben disposto…</p>
<p>Infine,  le costellazioni mi hanno avvicinato alla meditazione, che per me è diventata  un modo per percepire il campo in cui mi trovo nella mia vita, e quello delle  persone attorno a me: questo mi rende sempre più paziente e gentile con le  persone e con me stesso. Mi rende umile, e ancora una volta più morbido, più  flessibile…</p>
<p>Nella  grandezza che ci circonda, nell’invisibile, ciò che vivo e le persone che  incontro trovano un posto, e questo mi rende umile, grato, e in connessione con  quanto mi circonda. E mi lascia uno spazio di gratitudine, ed uno per pregare  ed invocare una possibilità e la forza che mi serve per vivere all’altezza di  ciò che la vita mi chiama a vivere.</p>
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