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	<title>Tempo per Cambiare &#187; PNL</title>
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	<description>Consulenti personali per la tua formazione, comunicazione, successo e benessere</description>
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		<title>Opportunità, progetti , obiettivi e PNL</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 18:14:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Martelli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[domande]]></category>
		<category><![CDATA[opportunità]]></category>
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		<description><![CDATA[Giorni fa mi trovavo in una riunione tra colleghi professionisti in PNL, nella quale discutevamo di possibili progetti comuni, idee di collaborazione, iniziative congiunte. L’energia era alta e molto positiva, ed era chiaro che avevamo di fronte molte opportunità da cogliere e potenzialità da realizzare.
L’orientamento alla concretezza e ai risultati, che ci accomunava, portava alcuni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giorni fa mi trovavo in una riunione tra colleghi professionisti in PNL, nella quale discutevamo di possibili progetti comuni, idee di collaborazione, iniziative congiunte. L’energia era alta e molto positiva, ed era chiaro che avevamo di fronte molte opportunità da cogliere e potenzialità da realizzare.</p>
<p>L’orientamento alla concretezza e ai risultati, che ci accomunava, portava alcuni di noi a fare agli altri queste domande: “qual è il primo passo che facciamo?” “quanto vogliamo guadagnare da questa collaborazione?” “come possiamo rendere questa collaborazione produttiva?”.</p>
<p>A un certo punto io ho invitato tutti a fermarci per un attimo, fare un passo indietro e chiedere che prima di tutto ciascuno spiegasse agli altri la sua visione, la sua missione e il suo scopo come professionista.</p>
<p>Intravedevo il rischio di imbarcarci in progetti non veramente in linea con i nostri scopi e la nostra visione di lungo termine, se non le avessimo prima chiarite reciprocamente. Rispondere a queste domande avrebbe potuto chiarire chi ciascuno “è” e “dove sta andando”. Ciò avrebbe permesso meglio di individuare le possibili convergenze e obiettivi comuni come anche, invece, i punti di divergenza di interessi e di obiettivi.</p>
<p>Le domande che conviene porsi prima di decidere se accettare opportunità, proposte, progetti, offerte sono le seguenti:</p>
<p>Chi sono? (e cosa non sono?)</p>
<p>Cosa voglio? (e cosa non voglio/non mi interessa?)</p>
<p>Qual è la mia visione? (cosa voglio creare, realizzare? Cosa non mi interessa? )</p>
<p>Qual è la mia missione? (a quale disegno più grande voglio contribuire?)</p>
<p>Quali sono i miei sogni? (e cosa mi allontana dai miei sogni?)</p>
<p>Quali sono i miei scopi e i miei obiettivi personali?</p>
<p>Quali progetti e proposte possono rientrare (essere congruenti) nei miei obiettivi?</p>
<p>Cosa sono disponibile e interessato a fare (e cosa non) in quanto rientra (o non rientra) nella mia visione, nei miei scopi e obiettivi?</p>
<p>Rispondere a queste domande permette di chiarire a se stessi e agli altri la direzione e la strada sulla quale si è incamminati e quindi rende più facilmente possibile determinare quali proposte, progetti, iniziative sono interessanti e convenienti, perché in linea con la propria direzione, rispetto alle altre.</p>
<p>Troppo spesso, presi come siamo dalla fretta, dalla velocità, dai ritmi e dagli impegni quotidiani, tendiamo a valutare idee e prospettive dando per scontato che siano interessanti, convenienti e in linea con la nostra strada.</p>
<p>Il rischio è di entrare subito nel merito dei dettagli della proposta, prima ancora di averla valutata correttamente.</p>
<p>Su questa stessa tendenza all’azione affrettata e poco consapevole si basano anche alcuni approcci di vendita e di marketing che tentano di portare il potenziale acquirente subito nella prospettiva di fare l’acquisto, prima ancora che abbia avuto il tempo di valutare se l’acquisto sia davvero necessario o utile: “compra due al prezzo di uno!” , “5 film per 10 euro!”, “4 camice a 100 euro!”</p>
<p>Ma mi serve veramente, mi è davvero utile (e dove mi porta) fare quella scelta?</p>
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		<title>Sviluppare una Mentalità Positiva</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 18:11:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Martelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[PNL]]></category>
		<category><![CDATA[chiarezza]]></category>
		<category><![CDATA[convinzioni]]></category>
		<category><![CDATA[mentalità positiva]]></category>

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		<description><![CDATA[Se analizziamo una persona con una mentalità positiva e “vincente”, pensiamo ad esempio ad un campione dello sport, o ad una persona che ha successo in qualsiasi ambito, è estremamente probabile che abbia alcune caratteristiche.
Anzitutto è in grado di immaginare risultati positivi: cioè ha la capacità di immaginare e visualizzare il suo successo. In particolare ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se analizziamo una persona con una mentalità positiva e “vincente”, pensiamo ad esempio ad un campione dello sport, o ad una persona che ha successo in qualsiasi ambito, è estremamente probabile che abbia alcune caratteristiche.</p>
<p>Anzitutto è in grado di immaginare risultati positivi: cioè ha la capacità di immaginare e visualizzare il suo successo. In particolare ha l’abilità di riuscirci in modo molto realistico, cioè sentendo e anticipando le sensazioni e le emozioni che proverà quando otterrà quel risultato, come se fossero già vere.</p>
<p>Poi, è in grado di creare e di stabilire un piano d’azione per arrivare al traguardo. Inoltre, è consapevole dei propri processi mentali (sia quelli che danno risultati positivi, sia quelli meno utili) ed ha imparato a usarli efficacemente o, se necessario, a modificarli. Certamente, poi , ha tenacia, persistenza e capacità di reazione e recupero, anche di fronte a grandi difficoltà o fallimenti. Ed anche, ha imparato a ricaricare, usare e coltivarela propria energia. In altre parole non si ritrova mai (o quasi) esaurito, scarico, privo di energia, ma sa come amministrarla.</p>
<p>Raramente mi sono trovato di fronte a qualcuno che abbia tutte queste caratteristiche: in questi casi, si trattava di persone straordinarie! Persone molto vicine a questa mentalità “ideale”, positiva e per così dire “vincente” l’ho trovate tra i soggetti di uno studio che ho condotto alcuni anni fa, assieme a due docenti e medici dell’Università di Ferrara, alla Clinica Universitaria S.Giorgio.</p>
<p>Si trattava di persone rimaste vittime di gravi incidenti o malattie invalidanti, che ciò nonostante erano riuscite a tornate ad una vita attiva, soddisfacente e pressoché “normale”. Alcune di loro avevano recuperato totalmente e stavano quasi bene. Altre invece erano rimaste paralizzate, menomate, o costrette sulla sedia a rotelle; ma tutte erano straordinariamente serene, potevano lavorare o studiare, e vivere la loro vita positivamente, al meglio delle loro possibilità. La differenza tra questi pochi e tutti gli altri nelle loro condizioni stava interamente nella loro mentalità.</p>
<p>Studiandole approfonditamente (dal punto di vista della Programmazione Neuro-Linguisitca) e discutendo con loro, ho scoperto diversi elementi molto utili anche alle persone che non sono costrette a misurarsi con difficoltà e sfide di questa portata.</p>
<p>Per esempio ho constatato che, spessissimo, ciò che impedisce una mentalità positiva è anzitutto avere convinzioni, aspettative e abitudini (cioè pensieri e comportamenti ripetitivi, automatici) limitanti. Fortunatamente le abitudini, così come possono costituire un grande limite, possono anche diventare punti di forza, se riusciamo a cambiarle e mettere in atto abitudini e azioni diverse.</p>
<p>Ho capito anche, come sosteneva John Grinder (il co-fondatore della PNL), che per diventare positivi e “vincenti” è assolutamente essenziale modificare il proprio dialogo interno. Questo vuol dire avere una consapevolezza espansa di se stessi, valutare i propri pensieri consapevolmente, ed allenare la propria mente a cambiare quello che si scopre che è limitante.</p>
<p>Infine, per essere e per restare positivi anche nelle difficoltà, trovo che è estremamente utile sapere rispondere a queste domande: Qual è il tuo scopo (missione) nella vita? Cosa ti rende felice?</p>
<p>Avere chiarezza su queste risposte permette di muoversi sempre con energia e positivamente.</p>
<p>Da questa esperienza intervistando persone straordinarie, e da tanti anni di esperienza come Trainer e consulente personale, ho estratto diverse strategie e metodi, esercizi e tecniche efficaci per aiutare individualmente, in pochi incontri di consulenza, chiunque voglia rendere più positiva ed efficace la propria mentalità.</p>
<p>Il segreto è certamente la personalizzazione, l’intervento su misura. Ma è anche importantissimo sapere quali sono i pilasti, gli elementi fondamentali, sui quali andare a lavorare, per avere buoni risultati, il più rapidamente possibile.</p>
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		<title>Aumentare la fiducia in se stessi con la PNL</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 09:52:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Martelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[PNL]]></category>
		<category><![CDATA[affermazioni]]></category>
		<category><![CDATA[convinzioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Può capitare di attraversare periodi o momenti di sfiducia, insicurezza, paura di non farcela. E’ successo anche a te?
Giorni fa mi è giunta la buona notizia che una mia compagna di scuola delle superiori sta per diventare mamma. Ricordo benissimo la sera, 14 anni fa, nella quale lei mi stava dicendo, con assoluta certezza e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Può capitare di attraversare periodi o momenti di sfiducia, insicurezza, paura di non farcela. E’ successo anche a te?</p>
<p>Giorni fa mi è giunta la buona notizia che una mia compagna di scuola delle superiori sta per diventare mamma. Ricordo benissimo la sera, 14 anni fa, nella quale lei mi stava dicendo, con assoluta certezza e convinzione, che non si sarebbe mai sposata né avrebbe mai avuto figli.</p>
<p>Allora mi ero da poco specializzato Master Practitioner di Programmazione Neuro-Linguistica, e così decisi di aiutarla a modificare le sue convinzioni. Chiacchierammo semplicemente, per circa un’ora, e alla fine cambiò idea. Non avevo nessuna intenzione di convincerla di qualcosa in particolare, ma semplicemente volevo ampliare la sua “mappa” e la sua visione della realtà. Pochi mesi dopo incontrò un ragazzo che oggi è suo marito.</p>
<p>Ora hanno creato una famiglia felice.</p>
<p>La sua formazione medico-scientifica le aveva dato una mentalità piuttosto rigida. Essendo giù di morale era entrata in una “visione a tunnel” in cui non riusciva a vedere nessuna prospettiva positiva. Quella sera era solo scoraggiata, insicura di se stessa e del proprio futuro.</p>
<p>Convinzioni rigide e schemi di pensiero (indesiderati) ripetitivi sono ciò che spesso trovo in chi ha poca fiducia in se stesso. Fortunatamente, si può cambiare</p>
<p>Usando la PNL per questo scopo, possiamo intervenire molto rapidamente ed efficacemente. Ciò che si può fare è anzitutto modificare il dialogo interno, cioè le parole che ti dici interiormente, sia che tu ne sia consapevole o meno. Normalmente questo ha un effetto positivo immediato.</p>
<p>Per riuscirci si può semplicemente decidere di ripetere alcune parole e affermazioni: prendere l’abitudine di ripeterle dentro di se, costantemente. E’ un vecchio metodo, ma funziona sempre.</p>
<p>Prova adesso: ripeti dentro di te “Sono una persona fortunata” “Sono capace” “Tutto finirà bene”, mentre immagini la tua situazione che migliora e si risolve. Continua a farlo per qualche minuto. Vedrai che ti senti subito meglio. Certo, forse non si risolve tutto soltanto in questo modo, ma almeno può essere l’inizio del cambiamento.</p>
<p>Alcuni non lo fanno pensando che sia solo un autoinganno. Dimenticano che qualsiasi cosa pensi e ti ripeti costantemente, diventa la tua realtà, tende a creare una profezia che si avvera.</p>
<p>Quindi possiamo modificare le immagini interne, perché anche questo (ciò che immaginiamo mentalmente, consapevolmente o meno) determina il tuo stato d’animo, assieme al dialogo interno. Cambiamo il “film” che proietti mentalmente, in modo ripetuto e continuo, e cambia il tuo stato emotivo.</p>
<p>Prima di tutto bisogna scoprire cosa pensi (ti dici mentalmente e immagini) ripetutamente, quando sei insicuro: perché è questo, in realtà, che induce paura, sfiducia, insicurezza. Spesso riflette le convinzioni che hai su te stesso, sulle tue capacità, sul futuro, etc. In questo caso potrebbe essere utile lavorare anche per modificare, ampliare e rafforzare le tue convinzioni. Per questo è utile l’aiuto di un buon consulente.</p>
<p>Comunque, il punto di partenza è capire “come fai” a creare la situazione attuale. Cosa esattamente accade (“fai”) nella tua mente, per finire per sentirti così? Una volta che te ne sei reso conto, si può cambiare queste parole e immagini con altre capaci di farti sentire bene.</p>
<p>Ci sono molte tecniche, in PNL, per riuscire a modificare lo stato d’animo, il che ti farà percepire la tua situazione in un modo diverso, più positivo, con più risorse. Questo poi ti permetterà di agire in modi più efficaci e può permetterti di risolvere la situazione.</p>
<p>Esiste ad esempio un vecchio ma ottimo esercizio di PNL chiamato “Generatore di un nuovo comportamento” che serve a prendere ispirazione, spunti e risorse da altre persone che conosci, stimi o ammiri. Così puoi in una certa misura “modellarli” per migliorare la tua situazione, cambiando comportamenti e azioni.</p>
<p>Oltre a queste strategie, io trovo che gli interventi più efficaci e risolutivi sono quelli in cui tocchiamo i valori (ciò che per te ha valore), la tua identità (chi sei), e lo “spirito” (ciò che esiste oltre te, secondo te).</p>
<p>Personalmente, nella maggior parte dei casi lavoro proprio su questi punti, per prima cosa. Per toccare questi aspetti è quasi sempre necessario essere aiutati personalmente da un Trainer esperto.</p>
<p>Un esperto, invece che semplicemente applicare tutte le varie tecniche esistenti, crea un intervento su misura, efficace perché mirato in base alle informazioni, le idee, le convinzioni, i valori espressi dal cliente. Per questo possiamo ottenere risultati molto positivi, immediati, o comunque nel corso di poche sessioni.</p>
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		<title>Ricorda di ricordarti chi sei!</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 08:40:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Martelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[PNL]]></category>
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		<category><![CDATA[Robert Dilts]]></category>
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		<description><![CDATA[La  vita è fatta di tante ore e giornate, ma ne viviamo una sola per volta. Se  prendiamo più consapevolezza di ogni momento, possiamo iniziare ad essere  veramente chi siamo.
Abbiamo la potenzialità di essere unici,  straordinari, eccellenti, di dare il nostro speciale contributo al mondo. Ma  tutto questo passa anzitutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La  vita è fatta di tante ore e giornate, ma ne viviamo una sola per volta. Se  prendiamo più consapevolezza di ogni momento, possiamo iniziare ad essere  veramente chi siamo.</p>
<p>Abbiamo la potenzialità di essere unici,  straordinari, eccellenti, di dare il nostro speciale contributo al mondo. Ma  tutto questo passa anzitutto dalla piena consapevolezza di chi siamo.</p>
<p>Quali  sono i tuoi talenti? Quali sono i valori in cui credi? Qual è il tuo scopo più  importante?</p>
<p>Prendi,  ad esempio, la giornata di oggi. Finora hai vissuto questa giornata in modo  significativo, in base a chi sei, cosa vuoi, cosa è più importante per  te?</p>
<p>Stai facendo qualcosa che ti soddisfa, che è  importante per la tua vita, per costruire i tuoi sogni, per il tuo futuro e/o  quello delle persone a cui tieni?</p>
<p>Le risposte  sono affermative? Molto bene! Sei sulla buona strada.</p>
<p>NO? Meglio  accorgertene oggi che troppo tardi, o addirittura mai. Comincia subito a fare  qualcosa di diverso, ora che ne sei consapevole!</p>
<p>In  questo periodo mi capita molto spesso di aiutare i miei clienti, in sessioni  individuali di consulenza, a riallinearsi con se stessi, a rispondere alle  domande che ti ho fatto sopra, a trovare le risposte, e poi ad agire di  conseguenza.</p>
<p>Due  sono gli strumenti fondamentali che utilizzo quasi sempre: la capacità di  cambiare volontariamente lo stato di coscienza (Beta, Alfa, Theta) basata sugli  studi pionieristici di Hans Berger e sulle tecniche di Josè Silva, e l’usare il  modello dei livelli neurologici, creato da Robert Dilts e basato sugli studi di  Gregory Bateson.</p>
<p>Lavorare  nei diversi stati di coscienza permette di poter “cambiare marcia” a seconda  dell’attività e dei pensieri più utili, a seconda dei casi, nei momenti  importanti. Lavorare nei diversi livelli neurologici permette di allineare i  nostri sistemi di convinzioni ed il nostro sistema nervoso in modo congruente  ed efficace.</p>
<p>La  Programmazione Neuro-Linguistica ha scoperto la stretta connessione tra  linguaggio, pensiero e sistema nervoso. Questo permette interventi efficaci a  più livelli. Infatti usando diversi stati di coscienza e cambiandoli, con i  diversi livelli neurologici, possiamo ottenere risultati straordinariamente  efficaci in tempi brevi. Integrando i diversi stati di coscienza con i  corrispondenti  livelli neurologici si  hanno riflessi potenti, sia sui nostri pensieri che sulla nostra neurologia.</p>
<p>Infatti  ciascuna risposta alle domande-chiave che pongo ai miei clienti comporta uno  specifico livello di organizzazione e coinvolge una mobilitazione ed un impegno  sempre maggiore dei circuiti neurologici.</p>
<p>Perchè  il modo in cui percepiamo l’ambiente in cui siamo provoca risposte del sistema  nervoso periferico (sensazioni e riflessi condizionati). Ciò che pensiamo  riguardo i nostri comportamenti provoca l’attività del sistema motorio (le  azioni consapevoli che facciamo). Ciò che pensiamo sulle nostre capacità  provoca l’attività del sistema corticale, che regola la nostra attività  semicosciente (ad esempio la postura, i movimenti oculari). Le nostre  convinzioni e i nostri valori influenzano il sistema nervoso autonomo  (responsabile, ad esempio, del ritmo del battito cardiaco e della dilatazione  della pupilla). La nostra percezione di chi siamo (identità) influenza il  sistema immunitario ed endocrino. Infine le nostre convinzioni spirituali  influenzano tutto il nostro sistema nervos o, nel suo complesso.</p>
<p>La  PNL ha scoperto che le combinazioni tra questi vari elementi della nostra  esperienza soggettiva si manifestano oggettivamente, in ciascuno di noi, in  circuiti neurologici che possono essere osservati, ma anche attivati e diretti  a raggiungere scopi specifici, mediante il linguaggio, strategie cognitive, le  “Ancore” e le altre varie tecniche, elaborate dagli esperti di PNL.</p>
<p>Su queste  riflessioni è basato il mio intervento “I peniseri e le emozioni che ci rendono  eccellenti” a:</p>
<p><strong>BESPOKE:  Pura Eccellenza </strong></p>
<p><strong>MILANO, Palazzo del Ghiaccio, Via Piranesi 14</strong></p>
<p><strong>Sabato 14 Novembre alle 18.30</strong>,</p>
<p>al quale ti invito. <strong>L’ingresso  è gratuito ma si può accedere solo su invito</strong>.</p>
<p>Non  ho mai condiviso in pubblico, prima di ora, la combinazione di queste idee che  ho accennato sopra.</p>
<p>Partecipa  a questo evento sull’eccellenza personale e professionale.</p>
<p>Contattami  se desideri partecipare ed incontrarmi a BESPOKE.</p>
<p>Ricorda  di ricordarti chi sei.</p>
<p>Credi in  te stesso e vai oltre!</p>
<p>Francesco Martelli</p>
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		<title>PNL e recupero di Energia</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 05:24:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Martelli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
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		<description><![CDATA[In molti anni di attività come professionista, ho notato nel campo della Programmazione Neuro-Linguistica classica un grande “buco”, una mancanza di know-how, di informazioni, strategie e tecniche, a fronte, invece di una necessità molto diffusa e concreta: quella di ricaricare e recuperare velocemente energia, se per qualsiasi motivo ti sentissi scarico, spento, esausto, svuotato, “esaurito”  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In molti anni di attività come professionista, ho notato nel campo della Programmazione Neuro-Linguistica classica un grande “buco”, una mancanza di know-how, di informazioni, strategie e tecniche, a fronte, invece di una necessità molto diffusa e concreta: quella di ricaricare e recuperare velocemente energia, se per qualsiasi motivo ti sentissi scarico, spento, esausto, svuotato, “esaurito”  emotivamente, fisicamente o mentalmente.</p>
<p>Questa esperienza poco piacevole, molto probabilmente, è capitata a tutti almeno una volta. Come Trainer, mi è capitato più volte di dover “soccorrere” partecipanti a corsi, clienti o persone, che si trovavano in una specie di “black-out” energetico per qualche motivo.  Grande stress, forte stanchezza psicofisica, troppo lavoro, un precario stato di salute, sono le cause principali di questi momenti.</p>
<p>Nei corsi di PNL, anche in quelli più avanzati, non viene insegnato quasi nulla di specifico a questo riguardo: non fa parte del programma. Personalmente, tutto ciò che ho imparato di veramente utile, l’ho appreso al di fuori del campo della PNL, modellando professionisti o esperti di altri settori.</p>
<p>Uno dei primi casi che mi viene in mente in cui dovetti intervenire come “pronto soccorso energetico” risale ad alcuni anni fa. A Milano, stavo tenendo un corso di specializzazione Master Practitioner di PNL. Una partecipante, Eliana, molto stressata per motivi professionali, alla fine della giornata mi disse che non era in grado di camminare e di uscire dall’albergo per tornare a casa.     Aveva le batterie completamente scariche. Invece doveva prendere il treno e fare un viaggio di un’ora verso casa.</p>
<p>Intervenni immediatamente su di lei, e dopo meno di mezz’ora era di nuovo in grado di camminare e ritornare a casa autonomamente. La mattina dopo, tornò al corso senza problemi. Quel che ho fatto  in quel caso non apparteneva alle tecniche di PNL.  Pensandoci bene, però, si trattava di usare, con massima congruenza e convinzione, alcune tecniche di visualizzazione.</p>
<p>Un’altra allieva, Roberta, anni dopo, mi telefonò chiedendomi aiuto perchè stava poco bene, mentre si trovava all’estero per lavoro. L’aiutai con tecniche di immaginazione e visualizzazione, guidandola per telefono, in modo da farle recuperare il controllo della situazione e far fronte ai suoi impegni. Anche questa volta, funzionò molto bene.</p>
<p>Ricordo, poi, Paolo, un ragazzo che nello stesso periodo, mentre frequentava un corso Practitioner in PNL, si ritrovò talmente prosciugato e svuotato di energia (per un malessere) da avvicinarmisi alla prima pausa, pregandomi di “fare qualcosa”.  Durante un intervallo di 15 minuti, lo aiutai a rienergizzarsi: così fu di nuovo in grado di proseguire. Ricordo che ebbe la sensazione che gli avessi fatto un massaggio alla schiena: anzi era proprio convinto che lo avessi fatto. In realtà non l’avevo assolutamente toccato, ma avevo soltanto guidato una visualizzazione molto intensa.</p>
<p>Cosa succede esattamente in questi casi? La persona si sente talmente spossata, stanca, svuotata, scarica, priva di energia e di risorse che le sembra impossibile risollevarsi: a volta addirittura non si riesce nemmeno a parlare o a camminare, tanto ci si sente a corto di energie. In questi casi, aiutarla con le procedure standard di PNL (riaccedere alle risorse, ancorarle e riattivarle) è poco facile e pratico.</p>
<p>Come si può intervenire? Con esercizi di visualizzazione, immaginazione e di respirazione. In sostanza si guida a immaginare e visualizzare un veloce recupero di energia. Il segreto però è immaginarlo in modo molto vivido, proprio come sarebbe davvero, se ci si sentisse,  ad esempio, sotto una cascata, oppure sotto una doccia rigenerante, oppure illuminati da una forte e fresca luce energizzante, oppure ancora se si fosse attaccati a un carica-batterie, o altro ancora.</p>
<p>In estrema sintesi:  vivida immaginazione e visualizzazione, assieme ad un cambio di postura e di respirazione. Se è ben fatto, l’effetto è concreto e reale, immediato. Immaginare di recuperare energia crea una profezia che si auto avvera.  L’immaginazione crea un cambiamento in realtà. Tangibile, concreto: la persona si sente subito meglio, ricaricata, in grado di ripartire.</p>
<p>Nel corso degli anni ho accumulato tecniche, strategie e procedure tratte da altri metodi o discipline (comprese quelle più bizzarre!). Queste tecniche, comunque, possono essere rilette in chiave PNL, ed essere utilizzate anche senza dover necessariamente acquisire il sistema di convinzioni originario. Si può soltanto “prenderlo in prestito” momentaneamente: agire “come se” potessimo credere o immaginare una certa realtà. Faccio un esempio: se mi immagino di immergermi nella piscina di Cocoon che fa ringiovanire, non devo necessariamente credere che un posto simile esista davvero, ma mi basta immaginarlo vividamente, quanto meglio posso. Con questa premessa, esiste un buon numero di tecniche efficaci e di pronto uso.</p>
<p>Ho scritto questo articolo per far sapere che, se l’esigenza è recuperare, ricaricare e gestire la propria energia, esistono tecniche rapide ed un know how disponibile con interventi, indicazioni e consigli personalizzati, utili per un “pronto soccorso energetico”.</p>
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		<title>PNL, Spirito e consapevolezza di appartenere a qualcosa di più grande</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 14:25:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Martelli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[PNL]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito]]></category>
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		<description><![CDATA[Uno dei miei obiettivi è spostare  l’attenzione degli interessati alla PNL dal solo benessere, successo, carisma e  libertà personale alla consapevolezza dei più ampi sistemi dei quali facciamo  parte. Questo spostamento secondo me è insito nella indicazione della PNL che  indica l’importanza di occuparsi più della forma che del contenuto  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei miei obiettivi è spostare  l’attenzione degli interessati alla PNL dal solo benessere, successo, carisma e  libertà personale alla consapevolezza dei più ampi sistemi dei quali facciamo  parte. Questo spostamento secondo me è insito nella indicazione della PNL che  indica l’importanza di occuparsi più della forma che del contenuto  dell’esperienza soggettiva.</p>
<p> Nel mio lavoro quotidiano di  consulenza  1 to 1, con la PNL e gli  altri metodi che conosco, ricevo molte richieste del tutto diverse tra loro.  Passo dall’aiutare un cliente a raggiungere obiettivi  o sviluppare specifiche abilità in campo  aziendale o professionale, al superare sfide, problemi o difficoltà della vita  personale o di coppia, a trovare la propria strada e missione nella vita, a  sviluppare specifiche capacità avanzate nello studio o nell’aggiornamento  professionale, con il PhotoReadingTM, al saper prendere decisioni  più rapide ed efficaci con l’UltraMind ESP SystemTM, in ogni campo  della vita… </p>
<p>Ma il tratto comune a tutto il  mio lavoro è il far comprendere al mio cliente che non è affatto un essere  separato e staccato da tutto il resto, come molto spesso si sente, ma  invece  una parte importante in un  sistema, e parte di un “campo”. Questo aspetto, secondo me, è un momento di  consapevolezza fondamentale e necessario in qualsiasi cambiamento, evoluzione o  trasformazione personale e professionale. </p>
<p>In fisica, un “campo” è definito  come “una zona dello spazio caratterizzata da una proprietà fisica, con  uno  stesso valore in qualsiasi punto  nella zona”. Un campo elettromagnetico, per esempio è caratterizzato da raggi  di forze elettromagnetiche che determinano   una influenza su qualsiasi oggetto che sta in questo campo. L’unione di  queste influenze determina la densità, l’intensità  e l’influenza del campo stesso. </p>
<p>La consapevolezza di essere parte  di qualcosa di più ampio apparentemente contrasta con la nozione di individuo  particolare, che esiste solo in quanto essere specifico, diverso, unico. Questa  percezione molte volte è più tangibile. </p>
<p>In termini di PNL, la  consapevolezza di appartenere a qualcosa di più ampio è agevolata dalla nozione  di Quarta Posizione Percettiva. Prima, seconda e terza posizione percettiva  (io, l’interlocutore e un osservatore esterno) descrivono gli elementi  significativi in una interazione tra esseri umani.  La Quarta posizione percettiva allo stesso tempo  include e trascende le tre posizioni percettive della PNL classica.</p>
<p>Il concetto che sta alla base  della Quarta Posizione è affermato da Gregory Bateson, mentore dei fondatori  della PNL, che scrive: “La mente individuale è immanente ma non è solo nel  corpo. E’ immanente nei percorsi e nei messaggi fuori dal corpo. Ed esiste una mente  più grande, universale, rispetto alla quale la mente individuale è solo un  sottosistema. Questa mente universale è paragonabile a Dio, e forse è proprio  ciò che molti intendono come ‘Dio’, ma allo stesso tempo è immanente nel  sistema sociale e nell’ecologia del pianeta.”</p>
<p>Per acquisire consapevolezza  dell’appartenenza alla mente universale, e comprensione della Quarta Posizione  percettiva, importantissima, secondo la mia esperienza, nel lavorare per  l’evoluzione personale, è utile l’esercizio “Vedere il Campo” creato da Robert  Dilts, parte del corso PNL per lo Spirito. </p>
<p>Ti aspetto a PNL per lo Spirito</p>
<p>Tutto il meglio!</p>
<p>Francesco  Martelli</p>
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		<title>PNL per lo Spirito 2</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 08:25:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Martelli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[PNL]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito]]></category>
		<category><![CDATA[il divino]]></category>
		<category><![CDATA[Robert Dilts]]></category>

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		<description><![CDATA[Proprio tre anni fa, a inizio Giugno 1996, sono stato uno  dei pochi Trainer al mondo, e unico italiano, a partecipare al nuovo programma  di formazione Tools of the Spirit 2, con Robert Dilts e Robert Mc Donald.
Rispetto al precedente lavoro che è stato sintetizzato nel  libro Tools of the Spirit (PNL [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Proprio tre anni fa, a inizio Giugno 1996, sono stato uno  dei pochi Trainer al mondo, e unico italiano, a partecipare al nuovo programma  di formazione Tools of the Spirit 2, con Robert Dilts e Robert Mc Donald.</p>
<p>Rispetto al precedente lavoro che è stato sintetizzato nel  libro Tools of the Spirit (PNL per lo Spirito, edito in Italia nel 2005) ci  sono alcune importanti differenze, che ho immediatamente introdotto nel corso  che tengo in Italia.</p>
<p>La più importante, secondo me, è che ora Dilts e Mc Donald,  come del resto io stesso, siamo convinti che il divino, “Dio” è in tutto ciò  che esiste, in qualsiasi cosa. Ognuno di noi è il tutto, l’universale, il divino, che ora  si manifesta in una persona, una manifestazione particolare dell’infinito.</p>
<p>Risvegliarsi alla consapevolezza che noi siamo infiniti,  eterni, divini, che la morte è solo apparente ma in realtà è solo un  cambiamento di stato di esistenza e di coscienza, è un po’ come risvegliarsi  dopo un sogno.</p>
<p>Tu sei eterno e tu sei il divino, Dio, che si manifesta in  individuo. Ed è per questo, tra l’altro, che è possibile intuire (usando  l’intuito ed il sesto senso) qualsiasi cosa, senza limiti di spazio e tempo,  perché se entriamo nel giusto stato di coscienza ci è facile percepire che noi  siamo il tutto e non abbiamo limiti.</p>
<p>La spiritualità, in termini metafisici, è il riconoscimento  e la comprensione che il divino (“Dio”) è infinito; quindi “Dio” è tutto ciò  che esiste. In altri termini esiste soltanto un unico infinito, divino, “Dio”,  che comprende anche noi stessi.</p>
<p>Tutto  ciò che esiste è divino, e tu stesso lo sei.</p>
<p>Secondo Robert Dilts, tentare di connettersi con la  dimensione spirituale, e cercare di raggiungere l’unione con Dio è come tentare  di raggiungere e toccare i propri piedi: sei tu, sei già connesso in ogni  momento! E sei già eterno e illimitato!</p>
<p>Cosa ci può permettere di comprendere e di ricordarci sempre  di questa verità? Come fare a capire che siamo individui con una vita, una  identità, e allo stesso tempo siamo divini?</p>
<p>L’espansione della consapevolezza, in altre parole  l’espansione degli stati di coscienza.</p>
<p>In PNL per lo Spirito oggi usiamo gli strumenti della PNL  (ancore, time lines, posizioni percettive, cambiamento di convinzioni, di  percezione e di stati di coscienza, etc.) per comprendere e realizzare che il  mondo spirituale, infinito e immateriale, è il mondo reale. E contiene tutte le  cause di tutti gli effetti che potremo vedere nel mondo visibile, tangibile,  quando comprendiamo e seguiamo la nostra natura spirituale. Cioè che non siamo  un corpo senza anima, o con un’anima (a seconda delle convinzioni soggettive)  ma siamo un’anima, parte del divino, che è temporaneamente incarnata in un  corpo.</p>
<p>Questa consapevolezza è alla base della tecnica  “L’attivazione dell’ordine creativo”, parte di PNL per lo Spirito 2, un  esercizio potentissimo che, per quanto mi riguarda personalmente, ha  rivoluzionato la mia vita in soli sei mesi, tra giugno e dicembre 2006.</p>
<p>Ti invito a PNL per lo Spirito e ti auguro di poter  sperimentare anche tu una simile trasformazione positiva!</p>
<p>Tutto il meglio</p>
<p>Francesco Martelli</p>
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		<title>PNL: Spirito e Azione</title>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2009 07:59:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Martelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[PNL]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel mio lavoro di consulente (1 to 1) mi trovo quasi sempre ad usare la PNL, e le altre tecniche che conosco, per aiutare i miei clienti a raggiungere una migliore centratura e connessione con sé stessi, con la loro missione e con lo scopo della loro vita: questo dà loro una grandissima motivazione, e molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mio lavoro di consulente (1 to 1) mi trovo quasi sempre ad usare la PNL, e le altre tecniche che conosco, per aiutare i miei clienti a raggiungere una migliore centratura e connessione con sé stessi, con la loro missione e con lo scopo della loro vita: questo dà loro una grandissima motivazione, e molto più significato e consapevolezza delle loro azioni.</p>
<p>Questo genere di intervento porta a una specie di risveglio e di presa di consapevolezza di chi sono in realtà e di tutte le possibilità che hanno. La loro mappa della realtà si allarga e i vecchi limiti (auto-imposti) possono essere percepiti in modo completamente nuovo. In un certo senso, così riescono ad andare oltre il vecchio sistema di convinzioni che li bloccava e gli impediva di emergere, e vanno anche oltre i limiti di ciò che pensavano possibile.</p>
<p>Quasi sempre ottengono più motivazioni, scoprono di avere uno scopo e un proget to, un significato, acquisiscono più consapevol ezza e una più chiara percezione della loro situazione attuale, con una maggiore energia per affrontare le difficoltà e le sfide.</p>
<p>Naturalmente, per poterlo fare, per metterli in contatto con la loro missione, con la loro visione e con il loro spirito, devo sapergli dare esperienze, spunti, anche specifiche tecniche e strategie, per poter comprendere e rendersi consapevoli del loro scopo, di se stessi, e dei più ampi sistemi di cui fanno parte. Questo mi ha imposto molti anni di un lavoro identico su me stesso, anche perché riesco ad aiutare bene gli altri soltanto se resto bene in contatto con la mia missione, la mia visione e il mio spirito. Attraverso la mia congruenza, integrità e fede in qualcosa che va oltre me, solo così riesco ad ispirare ed aiutare veramente, profondamente, qualcun altro.</p>
<p>Un’altra cosa che spesso mi capita, soprattutto inizialmente, è aiutare i miei clienti ad andare oltre i loro limiti, che finora li bloccano e li impediscono, in un determinato campo. Ad esempio limiti nel leggere o nell’imparare velocemente, nel pensare troppo prima di prendere decisioni o risolvere un problema, nel riuscire a mantenere la calma e la concentrazione, o a gestire i propri livelli di stress, etc. Quasi sempre questi limiti sono in sostanza convinzioni, oppure abitudini, oppure situazioni limitanti, alle quali si sentono legati e che non riescono da soli a modificare.</p>
<p>La trasformazione che avviene nel cliente in seguito a questo lavoro a volte è graduale, ma altre volte è immediata e dirompente: finisce quasi sempre per trasformare la vita di quella persona, portando a qualcosa di completamente nuovo, e non semplicemente a riorganizzare ciò che già era prima, come invece accade spesso quando non si lavora ai livelli logici di valori, identità e spirito.</p>
<p>Quando parlo di spirito, secondo una prospettiva di PNL, intendo l’esperienza soggettiva di sentirsi qualcosa di più di sé stessi (“parte di” qualcosa di più grande): sapere che esiste, e nello stesso tempo che sono anche parte di, qualcosa che va oltre me, oltre i miei valori, le mie convinzioni, i miei pensieri, le mie azioni e sensazioni.</p>
<p>Tutte le esperienze spirituali hanno a che fare con l’esperienza di essere parte di qualcosa che va oltre se stessi. E’ la consapevolezza di essere parte di uno schema che connette tutto insieme, in qualcosa di più grande. Le esperienze spirituali toccano la mia vita, dandole più valore e significato, da una dimensione cha va oltre la mia vita. Il modo in cui concepisco questa dimensione influenza ciò che penso che sia il mio scopo e la mia missione. Raggiungere il mio scopo, realizzare la mia missione è la mia più grande fonte di motivazione.</p>
<p>Secondo la PNL, il modo con cui effettivamente sperimentiamo la dimensione spirituale è attraverso il sistema nervoso, il linguaggio, le convinzioni e la nostra mappa della realtà. A livello neurologico, ciò riguarda la relazione tra il mio sistema nervoso e la mia percezione soggettiva, con un più grande sistema nervoso: la coscienza collettiva, l’inconscio collettivo, i dati immagazzinati nella “mente universale”, Dio (qualsiasi cosa questa idea significhi per me).</p>
<p>Questo collegamento è lo scopo del mio lavoro e della mia ricerca sull’intuito e sul sesto senso (formalizzato nel mio metodo Intuition TrainingTM, basato sulla PNL). In sostanza questa dimensione riguarda chi altri e cosa altro esiste, secondo noi, oltre a noi stessi. Come ho già detto, queste nostre convinzioni finiscono per dare una grande motivazione, un forte significato ed uno scopo alla nostra vita.</p>
<p>Portare i clienti a questi livelli e a questi risultati, anche se nella maggior parte di casi avviene nella consulenza (1to1), a volte avviene anche nei corsi di formazione.</p>
<p>La PNL è indubbiamente uno straordinario strumento di evoluzione personale, e questo è il modo, secondo me, per impiegarla al meglio.</p>
<p>Evidentemente, altri colleghi Trainer vedono la PNL in altro modo, che io considero riduttivo: soltanto come un set di strumenti per il successo, per l’efficacia professionale (vendere di più, comunicare in pubblico, etc.) e per la libertà (essere più sicuri di se stessi e carismatici, liberarsi dalle paure, etc). Alla fine, giustamente i clienti si rivolgono ai Trainer PNL che sentono più in sintonia con le proprie vedute.</p>
<p>Ti invito a scrivermi o a contattarmi se vuoi da me qualsiasi chiarimento oppure se hai domande: ti risponderò molto volentieri.</p>
<p>Tutto il meglio!<br />
Francesco Martelli</p>
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		<title>PNL e innovazione</title>
		<link>http://www.tempopercambiare.com/2009/02/pnl-e-innovazione/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 17:48:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Martelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[PNL]]></category>
		<category><![CDATA[convinzioni]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Richard Bandler]]></category>
		<category><![CDATA[Robert Dilts]]></category>
		<category><![CDATA[stati modificati]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 2003 in avanti ho iniziato a  studiare approfonditamente le applicazioni della PNL all’innovazione e alla  creatività. Ho studiato personalmente con Richard Bandler e con Robert Dilts,  dai i quali ho appreso diverse strategie e tecniche efficaci per stimolare con  successo questa abilità.
Bandler ritiene che la chiave di  accesso alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 2003 in avanti ho iniziato a  studiare approfonditamente le applicazioni della PNL all’innovazione e alla  creatività. Ho studiato personalmente con Richard Bandler e con Robert Dilts,  dai i quali ho appreso diverse strategie e tecniche efficaci per stimolare con  successo questa abilità.</p>
<p>Bandler ritiene che la chiave di  accesso alle abilità innovative e creative siano gli stati modificati di  coscienza (di trance) e la promozione di convinzioni adatte a sviluppare nuove  idee; per questo lavora essenzialmente su questi due punti. Dilts, comprendendo  bene i fattori determinanti l’accesso all’innovazione,  ha predisposto alcune procedure e tecniche  per  poter accedere più facilmente a  queste qualità. Trovo che mentre Bandler lavora prevalentemente sullo stato  mentale e sulle convinzioni, e Dilts sulle tecniche e strategie, nessuno dei  due abbia compreso l’importanza di agire approfonditamente su tutti e tre i  livelli, contemporaneamente.</p>
<p>Personalmente, infatti credo che  i pilasti alla base dell’innovazione siano questi tre: avere convinzioni  potenzianti  e auto-effiacaci (come ad  esempio“io sono creativo; è facile, è possibile, è utile potere trovare idee  nuove e innovative”); coltivare uno stato modificato di coscienza dove  l’innovatività e la creatività possono avvenire facilmente; infine conoscere  alcune specifiche tecniche o procedure che possano facilitare la ricerca di  nuove idee.</p>
<p>Alcuni esperti di creatività  credono che per essere creativi e innovativi sia sufficiente conoscere una o  più buone tecniche, come ad esempio quella del Brainstorming, le Mappe mentali,  i Cappelli per pensare del Prof De Bono. Secondo questi esperti, l’innovazione  e la creatività sarebbe una questione di conoscere e usare buone tecniche.</p>
<p>Ciò che a loro sfugge è che senza un forte sistema di  convinzioni che supporti l’uso di queste procedure o tecniche, il loro uso  potrebbe fallire. Questo accade piuttosto spesso quando ci sentiamo dire “ho  usato le tecniche (di cui abbiamo parlato sopra ) e non  hanno funzionato”. Dipende dal fatto che nel  soggetto non c’era sufficiente convinzione che la tecnica potesse funzionare,  nel suo caso.</p>
<p>Inoltre, spesso accade anche un altro fenomeno: se le  tecniche sono impiegate in uno stato di coscienza non adatto  - quello “ordinario” di coscienza &#8211; si  potrebbe facilmente ricadere nella trappola della logica e della razionalità,  che non facilita i processi di innovazione, e la tecnica quindi potrebbe di  nuovo non funzionare.</p>
<p>Dunque, personalmente trovo che  i fattori importanti, nell’ordine siano questi</p>
<ol type="1">
<li>Entrare in uno Stato di       coscienza adatto</li>
<li>Adottare Convinzioni       potenzianti</li>
<li>Usare Tecniche efficaci</li>
</ol>
<p>Riguardo il primo pilastro, lo  stato di coscienza, ho trovato che  numerosi studi riportano l’utilità di accedere  a stati di coscienza con predominio di onde Alfa e picchi di onde Theta per  stimolare creatività e innovazione. Questi studi sono esterni al campo della  PNL, ma hanno chiarito più in dettaglio e scientificamente quali stati di  coscienza siano da ricercare per poter essere, costantemente, più innovativi.</p>
<p>Analizzando i tracciati  elettroencefalografici, è stato rilevato che i soggetti più creativi e  innovativi studiati avevano una accelerata attività Alfa e Theta, ossia di  frequenze celebrali comprese tra 7 e 14 Hertz (alfa) e con picchi di attività  celebrale tra 4 e 7 Hertz (theta), contro le frequenze intorno ai 30 – 35 Hertz  delle persone non particolarmente creative.</p>
<p>Per accrescere questo tipo di  attività celebrale Alfa e Theta, molti ricercatori tra i quali me stesso, hanno  trovato utile indurre nel soggetto uno stato di leggero rilassamento  psico-fisico, rilassato ma vigile,  che  può essere facilmente compreso da chiunque pensando allo stato mentale del  sognatore, cioè di chi sogna ad occhi aperti.</p>
<p>Se pensiamo a quando noi stessi  per caso abbiamo avuto buone idee nuove, troveremo che spesso le abbiamo avute quando  eravamo in uno stato mentale disteso, spensierato, rilassato e non invece  quando più eravamo sforzati e concentrati a trovare a tutti i costi questa  idea. Dunque, possiamo facilmente comprendere la connessione tra rilassamento psico-fisico  e mente incline all’innovazione.</p>
<p>Personalmente, aiutando da  anni  diverse persone a stimolare la  propria innovatività e creatività come coach e consulente, ho trovato che è  molto utile insegnare loro ad ancorare lo stato Alfa mediante una semplice  tecnica di ancoraggio, con una precisa startegia. Ancorare un certo stato di  rilassamento vigile è la chiave di tutto.</p>
<p>Questo fatto, secondo me sottovalutato dagli stessi Dilts e  Bandler, mi permette di riuscire molto spesso e facilmente, assieme al lavoro  sulle convinzioni potenzianti e all’adottare opportune procedure o tecniche,  come quelle di Dilts, a far sì che il mio cliente riesca, a comando, ad essere  innovativo e creativo.</p>
<p>Questo campo di applicazione  della PNL è estremamente interessante ed importante in un momento nel quale  nell’economia e negli affari si sente sempre più il bisogno di promuovere il  cambiamento, l’adattamento e l’evoluzione, dei processi produttivi, delle idee,  delle procedure, nei diversi campi dell’attività aziendale.</p>
<p>Per questo motivo parecchi miei clienti aziendali hanno  trovato utile lavorare, individualmente in sessioni di Coaching e consulenza,  oppure seguendo appositi Training, allo sviluppo di tali abilità.</p>
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		<item>
		<title>Specializzarsi in PNL?</title>
		<link>http://www.tempopercambiare.com/2009/02/specializzarsi-in-pnl/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Feb 2009 11:52:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Martelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[PNL]]></category>
		<category><![CDATA[corsi di PNL]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 1997 sono  professionista nel campo della Programmazione Neuro Linguistica (PNL) come  Consulente, Trainer e Coach. Ho formato centinaia di professionisti in questa  disciplina ed esperti nelle sue applicazioni, in particolare per l’innovazione,  l’intuizione e la creatività.
A fine 2006 ho deciso  di smettere di insegnare corsi di specializzazione in PNL [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 1997 sono  professionista nel campo della Programmazione Neuro Linguistica (PNL) come  Consulente, Trainer e Coach. Ho formato centinaia di professionisti in questa  disciplina ed esperti nelle sue applicazioni, in particolare per l’innovazione,  l’intuizione e la creatività.</p>
<p>A fine 2006 ho deciso  di smettere di insegnare corsi di specializzazione in PNL ( Practitioner e  Master Practitioner) per dedicarmi esclusivamente alle sue applicazioni. Giudicavo  inutile offrire più questo genere di corsi in prima persona.</p>
<p>Il motivo di questa mia  scelta era duplice: da una parte preferivo impegnare il mio tempo in ciò che mi  appassiona di più, cioè le applicazioni all’intuito e alla creatività; dall’altra  ero convinto che il mercato italiano della formazione specialistica in PNL offrisse  corsi di specializzazioni di ottimo livello.</p>
<p>Devo dire che ciò che  ho percepito nel corso di questi ultimi anni mi ha fatto cambiare idea su  questo ultimo punto. Perciò, alla fine, ho deciso di tornare ad offrire corsi  di specializzazione in PNL.</p>
<p>I motivi sono principalmente  tre. Approfondirò velocemente ogni punto, per chiarire meglio le mie opinioni.</p>
<p>Per prima cosa credo  che la prospettiva della formazione in PNL oggi sia, quasi sempre, troppo miope  e riduttiva.</p>
<p>Inoltre, troppo spesso,  “professionisti” che escono dai corsi di specializzazione Practitioner e Master  Practitioner sono poco capaci di usare efficacemente gli strumenti che  dovrebbero aver imparato.</p>
<p>In particolare, trovo  che sia insufficiente il tempo e l’attenzione dedicati all’applicazione su se  stessi, piuttosto che su altri, delle strategie e delle tecniche apprese ai  corsi.</p>
<p>Questi sono i  principali motivi che mi fanno tornare a dare il mio contributo per formare  professionisti. Vediamoli meglio.</p>
<h3>Primo: andare oltre una  prospettiva miope.</h3>
<p>Credo che la PNL sia  una straordinaria metodologia, ed è certamente uno dei più efficaci metodi di  crescita e di evoluzione personale che conosco. Quasi sempre viene proposta  (secondo me ridotta) da molti colleghi Trainer che formano altri professionisti,  ad un insieme di strumenti e di tecniche di efficacia e di libertà personale. Certamente  lo è, ma è anche molto di più. Con una visione così miope  trasmessa agli studenti di PNL, non mi stupisce  che poi solo in pochi usino quello che hanno imparato al pieno delle sue  potenzialità.</p>
<p>E’ vero che la PNL può  darti efficacia personale, quindi più libertà. Soprattutto però è un insieme di  strumenti che può permetterti di renderti più consapevole della tua visione,  del tuo scopo di vita e di quali siano i tuoi talenti. Può soprattutto darti  ispirazione e trovare motivazioni importanti,   per vivere la tua vita nel modo più significativo possibile, e  consapevole. E’ anche, almeno potenzialmente, una metodologia di evoluzione  etica e spirituale. A me tutto questo sta molto a cuore, e non trovo che gli  studenti siano messi in grado di apprezzare questi aspetti.</p>
<p>La paura o l’incapacità  di alcuni colleghi Trainer a mostrare queste potenzialità e ad entrare in  questi ambiti fa sì che molti studenti non vedano nemmeno le immense possibilità  che hanno a portata di mano. La PNL può permetterti di andare oltre i limiti,  non solo quelli personali, ma anche superare le convinzioni sociali più  limitanti. Puoi andare molto oltre quello che credevi possibile!</p>
<h3>Secondo: andare oltre  nell’applicare efficacemente la PNL.</h3>
<p>A sentire diversi  partecipanti, alcuni corsi di specializzazione che hanno frequentato  sono in realtà principalmente degli show  personali dei Trainer, oppure occasioni commerciali di vendere altri corsi o  addirittura interi percorsi di specializzazione o scuole di formazione.</p>
<p>Lo scopo primario non  sembra essere quello di trasmettere conoscenze e abilità evolutive ai  partecipanti, ma invece mostrare quanto si è bravi, o vendere altri corsi,  intere scuole di formazione, o sessioni individuali al partecipante o  formazione alla sua azienda. Non mi stupisce, quindi, che chi esce dal corso di  specializzazione a volte non sia capace di usare nemmeno il Milton Model o le Ancore  – una delle cose più meccaniche e semplici che esistano – come qualcuno che ho conosciuto  di persona mi ha dimostrato.</p>
<p>Non so se questo derivi  dal dedicare troppo poco tempo all’esercizio pratico, o da altri motivi, ma sta  di fatto che ho conosciuto diversi “professionisti” che non hanno in realtà  acquisito le abilità essenziali che dovrebbero avere.</p>
<p>Questa situazione va  cambiata.</p>
<h3>Terzo: andare oltre  nell’usare la PNL su se stessi.</h3>
<p>Alcuni colleghi Trainer  nella loro pubblicità promettono di formare esperti che con la PNL potranno aiutare  altre persone, ad esempio come coach. Proponendo programmi di formazione per  creare professionisti dell’aiuto ad altri, a volte si finisce con il perdere di  vista l’insegnare prima con efficacia le applicazioni su se stessi. Così poi ci  si trova di fronte a coach che non sanno usare su di sè le cose che vorrebbero usare  per gli altri.</p>
<p>Mi sembra ovvio che per  prima cosa è necessario un lavoro su se stessi. Ho conosciuto Master  Practitioner in PNL ancora incapaci di rilassarsi, padroneggiare stati-risorsa,  utilizzare per le stessi le Ancore, il Metamodello o altri strumenti di base.  Di fronte a casi del genere, mi è venuta voglia di ritornare.</p>
<p>Non credo che occorra molto  per migliorare questa situazione. Basta avere le idee chiare sugli obiettivi da  raggiungere. Poi, far fare moltissima pratica ed esercitazione in aula. Si può  dare più spazio all’autoapplicazione, mostrare di più ciò che con la PNL si può  fare, per se stessi e poi, eventualmente, anche per gli altri.</p>
<p>Con in mente  primariamente la prospettiva di formare ed aiutare, ispirare positivamente  nell’evoluzione personale lo studente di PNL, invece che fare qualcos’altro, si  può certamente riuscire.</p>
<p>Ecco, io credo che un corso  di specializzazione in PNL dovrebbe principalmente ispirare ad una evoluzione  personale. Trovo anche che i corsi di specializzazione dovrebbero essere  momenti di divertimento, crescita, distensione e motivazione.</p>
<p>Non credo che i difetti  che ho riscontrato e descritto siano voluti da nessuno. Non voglio nemmeno  assolutamente criticare nessun collega, che evidentemente fa nel suo lavoro il  meglio che riesce e che può fare.</p>
<p>Quello che ho  riscontrato e descritto però è una realtà, che deriva dalla visione e dalla  prospettiva di chi insegna PNL, e di quali siano le sue priorità.</p>
<p>In ogni caso, stante  questa situazione, e non sentendomi più di consigliare corsi di specializzazione  tenuti da altri, ecco perché ho deciso di tornare a tenere corsi di  specializzazione in PNL. Non perché credo che i miei corsi siano senza difetti,  ma perché so di poter mantenere ciò che prometto: ispirazione, competenza,  capacità di usare la PNL.</p>
<p>La PNL può essere molto  più di un insieme di strumenti efficaci senza un cuore, senza valori, una  missione e una visione.</p>
<h3>I valori</h3>
<p>Per quanto mi riguarda, sono fondamentali nel mio lavoro questi valori:</p>
<p>L’<strong>Etica</strong>, che significa  comportarmi sempre in modo giusto secondo i miei valori.</p>
<p>L’<strong>Integrità</strong>, cioè essere integro  in ciò che sono e in ciò che faccio; Agire sempre in base ai miei valori, fare  ciò che insegno, avere congruenza tra parole e azioni, tra valori e  comportamenti.</p>
<p>Il <strong>Rispetto</strong>, cioè riconoscere i miei  limiti, riconoscere le potenzialità, le necessità e le aspettative degli altri;  chiedere il permesso prima di agire; mantenere sempre una intenzione positiva  verso gli altri, rispettare l’unicità di ogni persona.</p>
<p>L’<strong>Ecologia</strong>, ossia avere una visione  sistemica, considerare le conseguenze delle azioni e dei cambiamenti che  provoco, agire sempre in funzione degli obiettivi e dell’interesse dei miei  clienti, ricercare per loro obiettivi equilibrati, salutari ed ecologici.</p>
<p>La <strong>Spiritualità</strong> è comprendere e  rafforzare le mie relazioni con i sistemi più ampi di cui faccio parte.  Comporta agire con autenticità, umiltà e grazia, nel rispetto e  nell’apprezzamento di ciò che esiste oltre a me.</p>
<p>Nei miei corsi di PNL  mi sforzerò di trasmettere e condividere questi valori.</p>
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