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	<title>Tempo per Cambiare &#187; Salute e Benessere</title>
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	<description>Consulenti personali per la tua formazione, comunicazione, successo e benessere</description>
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		<title>PNL e recupero di Energia</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 05:24:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Martelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[PNL]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[corso di specializzazione]]></category>
		<category><![CDATA[master practitioner]]></category>
		<category><![CDATA[programmazione neuro linguistica]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[stato]]></category>

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		<description><![CDATA[In molti anni di attività come professionista, ho notato nel campo della Programmazione Neuro-Linguistica classica un grande “buco”, una mancanza di know-how, di informazioni, strategie e tecniche, a fronte, invece di una necessità molto diffusa e concreta: quella di ricaricare e recuperare velocemente energia, se per qualsiasi motivo ti sentissi scarico, spento, esausto, svuotato, “esaurito”  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In molti anni di attività come professionista, ho notato nel campo della Programmazione Neuro-Linguistica classica un grande “buco”, una mancanza di know-how, di informazioni, strategie e tecniche, a fronte, invece di una necessità molto diffusa e concreta: quella di ricaricare e recuperare velocemente energia, se per qualsiasi motivo ti sentissi scarico, spento, esausto, svuotato, “esaurito”  emotivamente, fisicamente o mentalmente.</p>
<p>Questa esperienza poco piacevole, molto probabilmente, è capitata a tutti almeno una volta. Come Trainer, mi è capitato più volte di dover “soccorrere” partecipanti a corsi, clienti o persone, che si trovavano in una specie di “black-out” energetico per qualche motivo.  Grande stress, forte stanchezza psicofisica, troppo lavoro, un precario stato di salute, sono le cause principali di questi momenti.</p>
<p>Nei corsi di PNL, anche in quelli più avanzati, non viene insegnato quasi nulla di specifico a questo riguardo: non fa parte del programma. Personalmente, tutto ciò che ho imparato di veramente utile, l’ho appreso al di fuori del campo della PNL, modellando professionisti o esperti di altri settori.</p>
<p>Uno dei primi casi che mi viene in mente in cui dovetti intervenire come “pronto soccorso energetico” risale ad alcuni anni fa. A Milano, stavo tenendo un corso di specializzazione Master Practitioner di PNL. Una partecipante, Eliana, molto stressata per motivi professionali, alla fine della giornata mi disse che non era in grado di camminare e di uscire dall’albergo per tornare a casa.     Aveva le batterie completamente scariche. Invece doveva prendere il treno e fare un viaggio di un’ora verso casa.</p>
<p>Intervenni immediatamente su di lei, e dopo meno di mezz’ora era di nuovo in grado di camminare e ritornare a casa autonomamente. La mattina dopo, tornò al corso senza problemi. Quel che ho fatto  in quel caso non apparteneva alle tecniche di PNL.  Pensandoci bene, però, si trattava di usare, con massima congruenza e convinzione, alcune tecniche di visualizzazione.</p>
<p>Un’altra allieva, Roberta, anni dopo, mi telefonò chiedendomi aiuto perchè stava poco bene, mentre si trovava all’estero per lavoro. L’aiutai con tecniche di immaginazione e visualizzazione, guidandola per telefono, in modo da farle recuperare il controllo della situazione e far fronte ai suoi impegni. Anche questa volta, funzionò molto bene.</p>
<p>Ricordo, poi, Paolo, un ragazzo che nello stesso periodo, mentre frequentava un corso Practitioner in PNL, si ritrovò talmente prosciugato e svuotato di energia (per un malessere) da avvicinarmisi alla prima pausa, pregandomi di “fare qualcosa”.  Durante un intervallo di 15 minuti, lo aiutai a rienergizzarsi: così fu di nuovo in grado di proseguire. Ricordo che ebbe la sensazione che gli avessi fatto un massaggio alla schiena: anzi era proprio convinto che lo avessi fatto. In realtà non l’avevo assolutamente toccato, ma avevo soltanto guidato una visualizzazione molto intensa.</p>
<p>Cosa succede esattamente in questi casi? La persona si sente talmente spossata, stanca, svuotata, scarica, priva di energia e di risorse che le sembra impossibile risollevarsi: a volta addirittura non si riesce nemmeno a parlare o a camminare, tanto ci si sente a corto di energie. In questi casi, aiutarla con le procedure standard di PNL (riaccedere alle risorse, ancorarle e riattivarle) è poco facile e pratico.</p>
<p>Come si può intervenire? Con esercizi di visualizzazione, immaginazione e di respirazione. In sostanza si guida a immaginare e visualizzare un veloce recupero di energia. Il segreto però è immaginarlo in modo molto vivido, proprio come sarebbe davvero, se ci si sentisse,  ad esempio, sotto una cascata, oppure sotto una doccia rigenerante, oppure illuminati da una forte e fresca luce energizzante, oppure ancora se si fosse attaccati a un carica-batterie, o altro ancora.</p>
<p>In estrema sintesi:  vivida immaginazione e visualizzazione, assieme ad un cambio di postura e di respirazione. Se è ben fatto, l’effetto è concreto e reale, immediato. Immaginare di recuperare energia crea una profezia che si auto avvera.  L’immaginazione crea un cambiamento in realtà. Tangibile, concreto: la persona si sente subito meglio, ricaricata, in grado di ripartire.</p>
<p>Nel corso degli anni ho accumulato tecniche, strategie e procedure tratte da altri metodi o discipline (comprese quelle più bizzarre!). Queste tecniche, comunque, possono essere rilette in chiave PNL, ed essere utilizzate anche senza dover necessariamente acquisire il sistema di convinzioni originario. Si può soltanto “prenderlo in prestito” momentaneamente: agire “come se” potessimo credere o immaginare una certa realtà. Faccio un esempio: se mi immagino di immergermi nella piscina di Cocoon che fa ringiovanire, non devo necessariamente credere che un posto simile esista davvero, ma mi basta immaginarlo vividamente, quanto meglio posso. Con questa premessa, esiste un buon numero di tecniche efficaci e di pronto uso.</p>
<p>Ho scritto questo articolo per far sapere che, se l’esigenza è recuperare, ricaricare e gestire la propria energia, esistono tecniche rapide ed un know how disponibile con interventi, indicazioni e consigli personalizzati, utili per un “pronto soccorso energetico”.</p>
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		<title>La coscienza quando tormenta il cuore.</title>
		<link>http://www.tempopercambiare.com/2009/06/la-coscienza-quando-tormenta-il-cuore/</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 15:44:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro D'Orlando</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[fallimento]]></category>

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		<description><![CDATA[C’è una malattia che tormenta spesso chi è in un percorso di  crescita personale, ed è una malattia sotto forma di domanda: “Ma come? Con  tutto quello che ho speso in tempo e denaro in corsi e terapie di vario tipo, continuo  a sbagliare come sbagliavo anni fa!”. È una domanda che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è una malattia che tormenta spesso chi è in un percorso di  crescita personale, ed è una malattia sotto forma di domanda: “Ma come? Con  tutto quello che ho speso in tempo e denaro in corsi e terapie di vario tipo, continuo  a sbagliare come sbagliavo anni fa!”. È una domanda che ci si fa, oppure una  domanda che viene sadicamente posta dalle persone più vicine, e alle volte una  se la pone assurdamente e cinicamente già dopo poche ore di corsi e  apprendimenti.</p>
<p>È un momento che di solito arriva per molti, dopo che un  fallimento piccolo o grande mette davanti alle proprie debolezze e ai propri  errori.</p>
<p>È un momento vissuto come una resa dei conti, e che può  scatenare sensi di colpa o di vergogna se ci si immagina lo sguardo di chi ci  ha visto impegnati in un cammino “particolare” di corsi e apprendimento – più o  meno continuo &#8211; di strumenti per migliorare la propria vita.</p>
<p>Per sfuggire a questo momento, alcuni si chiudono in una  attività ancora più maniacale, professionale o di “crescita personale”: ancora  più corsi, ancora più vie di purificazione, ancora più strade che nascondono  sottili motivazioni di espiazione.</p>
<p>Altri invece si arrendono e si fermano e buttano a mare ore,  mesi o anni di impegno personale.</p>
<p>In entrambi i casi, non si tratta di buone soluzioni. Ci si stanca a fare troppo, così come ci si stanca nella  rassegnazione.</p>
<p>Meglio rilassarsi e accettarsi&#8230; In fondo, la natura umana  non cambia con i corsi: questi servono per condividere il percorso con persone  affini, e per ridare energia tra una lotta solitaria ed un’altra. E servono per  liberarsi dagli automatismi del carattere, ma il carattere di ciascuno non  cambia per tutta la vita. Solo diventa “più elastico”. Ed è meraviglioso quando  nell’anima entra un po’ di luce che non sia filtrata dal carattere, ed è già  una ricompensa di per sé. Tutto qui.</p>
<p>Per il resto, ansia, angoscia, rabbia, paura, tristezza,  confusione, senso di precarietà e insicurezza restano bene ancorate nel  profondo.</p>
<p>I corsi servono per imparare a contenere questi aspetti, ma  alle volte non bastano.</p>
<p>È normale.</p>
<p>Quindi inutile giudicarsi per i fallimenti: resta solo da  chiedersi: “dove ho sbagliato e come posso andare avanti?”.</p>
<p>Alle volte il fallimento non è evitabile: il destino, il  campo di coscienza della famiglia di origine, gli sbagli fatti nel passato….  Bisogna essere umili.</p>
<p>La coscienza, fatta di pensieri, tecniche, mezzi, ha  comunque il compito di ascoltare con rispetto e attenzione (quindi con amore)  il cuore. Il cuore resterà sempre bambino, timido, insicuro, debole, fragile. E  tutto questo è inevitabile che si manifesti talvolta sotto forma di azione tesa  a ferire, abbandonare o tradire qualcuno.</p>
<p>Eppure in quella sua fragilità il cuore conserva il seme del  significato della nostra vita e di ciò che facciamo. È lui solo che decide  quale, tra le infinite strade del mondo, ha un senso speciali per noi.</p>
<p>La coscienza dovrebbe proteggere il cuore, guidarlo nelle  difficoltà, consolarlo nei suoi bisogni e soddisfarlo il più possibile, sorreggerlo,  ascoltarlo. Soprattutto nei fallimenti.</p>
<p>Se la coscienza si chiude nel suo narcisismo (come forse  altre figure facevano con noi da bambini), dicendo “devi fare di più!”, “Non  hai sufficiente volontà”, “Vergognati!”, “Meriti quelle che stai vivendo!”  (detto con sadismo), “Non voglio più darti altre possibilità!” (quando è il  cuore che dà alla coscienza la possibilità di mostrare capacità di ascolto, e  non è la coscienza che dà la possibilità al bambino di crescere!) allora il  cuore soffre e si sprofonda del dolore o, per sopravvivere, nella disumanità  senza cuore (l’alienazione esistenziale di Erich Fromm, male endemico moderno  dove, guardando una rosa, si vede solo un banale fiore, senza nessun senso  poetico di bellezza o purezza).</p>
<p>Se è il cuore che straripa e la coscienza soccombe, allora  si entra in uno stato micropsicotico, in cui fantasia e realtà si confondono:  un delirio (pensiero forte e non fondato su dati di realtà) di colpa può  trascinare qualcuno nella rassegnazione e nell’abisso di una tristezza senza  fine (la psicosi è lo stato opposto all’alienazione: la rosa “rosso fuoco”  diventa temibile perché può bruciare la mano se colta – caso curioso, nella  nostra società l’alienato può essere molto influente e funziona molto bene, lo  psicotico soccombe e viene trattato con psicofarmaci e istituzionalizzato&#8230; ma  ne parlerò in un altro articolo).</p>
<p>La coscienza non deve aspettarsi che il cuore cresca, così  come un genitore non può aspettarsi che il proprio figlio cresca per non dare  più stress.</p>
<p>La coscienza non può perdere pazienza con il cuore, così  come un buon genitore sa aspettare e rispettare i tempi del figlio.</p>
<p>La coscienza non può dare la colpa al cuore per gli sbagli  commessi, così come un genitore non può incolpare il proprio figlio per le proprie  difficoltà esistenziali.</p>
<p>La buona coscienza sa contenere le emozioni del cuore così  come un buon genitore accoglie e calma le emozioni del figlio (e la  respirazione aumenta la capacità della coscienza di percepire le emozioni del  cuore e di accoglierle con calma – e le costellazioni familiari aiutano la  coscienza a sciogliere alcune emozioni “difficili” del cuore).</p>
<p>E così via…</p>
<p>Quindi la domanda è: “Che tipo di genitore è la coscienza  con il Cuore?”, e poi “Come può migliorare?”.</p>
<p>E essere buoni genitori è un arte che non si finisce mai di  imparare, e allora…</p>
<p>Guardiamoci con più pazienza, anche negli sbagli</p>
<p>Alessandro D’Orlando</p>
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		<title>Da un&#8217;intervista al dott. Alessandro D&#8217;Orlando sulle Costellazioni Familiari</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 10:36:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Grandin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[costellazioni familiari]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiara Grandin: dott. D&#8217;Orlando, so che da anni utilizza le Costellazioni Familiari nel suo lavoro, con ottimi risultati per i suoi pazienti. Quello che vorrei chiederle, è cosa hanno portato, o stanno portando, le Costellazioni a lei personalmente, nella sua vita quotidiana?
Risponde il Dott. Alessandro D&#8217;Orlando:
Da  quando ho conosciuto le costellazioni di Hellinger, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Chiara Grandin:</strong> dott. D&#8217;Orlando, so che da anni utilizza le Costellazioni Familiari nel suo lavoro, con ottimi risultati per i suoi pazienti. Quello che vorrei chiederle, è cosa hanno portato, o stanno portando, le Costellazioni a lei personalmente, nella sua vita quotidiana?</p>
<p><strong>Risponde il Dott. Alessandro D&#8217;Orlando:</strong></p>
<p>Da  quando ho conosciuto le costellazioni di Hellinger, non ho potuto che  ringraziare la vita ogni giorno per la possibilità di conoscere gli aspetti  nascosti dell’esistenza e delle relazioni. È come se il mio sguardo fosse  diventato più ampio, e la mia visione più completa.</p>
<p>Dalla  psicoterapia, alle consulenze aziendali, alla formazione in aula, alle  relazioni con le persone che amo e con le persone che incontro ogni giorno al  lavoro o casualmente per strada: ovunque scorgo legami invisibili, influenze  nascoste, influenze di un’anima su un’altra.</p>
<p>Non  ho la pretesa della certezza in ciò che vedo, né del resto è qualcosa che  condivido, nemmeno con una persona. Semplicemente resto in ascolto e lascio che  arrivino a me impressioni, immagini, intuizioni: su come sta quella persona, su  dove sta andando, sulla sua famiglia, sulle influenze che la guidano, sul  destino che l’aspetta.</p>
<p>Non  mi permette tutto ciò di prevedere il futuro, né di conoscere nel dettaglio  cosa fa quella persona: niente di tutto questo naturalmente, ma posso conoscere  la parola di cui quella persona ha bisogno, la frase o l’immagine che può  aiutarla.</p>
<p>La  prima cosa che ho imparato dalle costellazioni familiari è infatti la  percezione del “campo” che si crea tra me e un’altra persona: così ascolto se  in questo campo c’è rispetto, c’è cura, attenzione, oppure se c’è energia  aggressiva o di altro tipo. Lascio quindi che le immagini arrivino a me, ed è  attraverso queste immagini che capisco e posso intervenire sul campo. Ci sono  infatti immagini che mi avvicinano alle persone e immagini che mi allontanano.</p>
<p>  Immagini che mi avvicinano sono quelle in cui mi inchino davanti a quella  persona, rispettandone l’Essenza, o il Destino, per quanto io possa trovarlo  ingiusto o difficile o pericoloso anche per me.<br />
  Così  posso essere vicino all’altro, rispettarlo, e nello stesso tempo posso anche  tenere una giusta distanza.</p>
<p>Alle  volte ho immagini, sensazioni che provengono dal suo passato, o immagini,  sensazioni su come si sente in questo momento: allora verifico quanto sento  condensando tutto in una frase, e vedendo che effetto ha sulla persona. Se la  tocca, sono sulla buona strada: ma questo riguarda la terapia…<br />
  Nella  vita quotidiana questo modo di parlare lo applico solo se qualcuno mi chiede un  consiglio: altrimenti tengo tutto per me. </p>
<p>Un’altra  cosa che ho imparato dalle costellazioni familiari è che le immagini interiori  agiscono sul mondo, tanto e più delle parole. Questo mi ha avvicinato molto  anche alle filosofie che indicano l’importanza delle visualizzazioni creative:  in effetti ho sempre più l’occasione – e premetto che non brillo per la mia  capacità di aver fede – che le immagini ricevute e quelle create, quando sono  associate ad una emozione e alla fede, agiscono, agiscono con forza.</p>
<p>Ancora,  una cosa per cui ringrazio le costellazioni familiari è la capacità di agire e  di rivolgermi alle persone tenendo a mente – o perlomeno chiedendomi &#8211; chi è  l’assente, e rivolgendomi segretamente con rispetto, includendolo nel “campo”,  a questa persona. Con amore.<br />
  Così  lo faccio nei casi di mobbing, o quando lavoro nei conflitti in azienda, o  nella vita privata, o nel rapporto con i genitori per esempio.</p>
<p>Un  altro prezioso regalo è stato per me imparare a giudicare sempre meno: quando  vedo una parte che si accanisce sull’altra, nella distruttività più cieca, mi  ritiro interiormente, e non interferisco con il confronto tra vittime e  carnefici: so che è solo questione di tempo, che nessun carnefice può separarsi  dal confronto con la vittima, che il dolore del confronto laverà il dolore  della vittima, e che non devo disturbare questo movimento alleandomi con una  parte contro l’altra. O capito anche quanto importante è ricordare le vittime e  non i fatti né i carnefici, e quanto importante è includere in questo ricordo  vittime e carnefici assieme, insieme nella Grande Morte se si tratta di eventi  ormai passati.</p>
<p>Naturale  conclusione di questo discorso è pensare al rapporto con il Destino: non ho teorie  in proposito. Non so se siamo liberi o meno, so solo che quello che siamo e  siamo stati è qualcosa che viene da lontano, più lontano della nostra nascita,  dei nostri stessi genitori, è una Forza che trascende vivi e morti e davanti  alla quale mi inchino; e lo stesso faccio quando vedo persone che servono il  Male: non sono libere, come non lo sono le persone che fanno il Bene. Credo  sempre di più che siamo presi al Servizio, e poi lasciati indietro quando  questo si è compiuto. Ciò mi dà uno strano senso di pace e di ordine: agisco,  ho obiettivi, lotto, ma con la sensazione che tutto va bene così com’è: anche  se non lo capisco e non lo accetto.</p>
<p>  Infine,  ringrazio le costellazioni familiari perché mi hanno riconnesso con le mie  radici: mi tocca sempre sentire i miei genitori dietro di me, e sentire che li  giudico sempre meno. E sento che mi fa bene anche quando vedo dietro alle  persone i propri genitori: posso avere un atteggiamento di maggior equilibrio.  Anche quelle che considero più difficili diventano più facili se le metto  accanto ai propri genitori: magari colgo la sofferenza del distacco, l’amore  che non fluisce, e questo mi rende interiormente più morbido, più ben disposto…</p>
<p>Infine,  le costellazioni mi hanno avvicinato alla meditazione, che per me è diventata  un modo per percepire il campo in cui mi trovo nella mia vita, e quello delle  persone attorno a me: questo mi rende sempre più paziente e gentile con le  persone e con me stesso. Mi rende umile, e ancora una volta più morbido, più  flessibile…</p>
<p>Nella  grandezza che ci circonda, nell’invisibile, ciò che vivo e le persone che  incontro trovano un posto, e questo mi rende umile, grato, e in connessione con  quanto mi circonda. E mi lascia uno spazio di gratitudine, ed uno per pregare  ed invocare una possibilità e la forza che mi serve per vivere all’altezza di  ciò che la vita mi chiama a vivere.</p>
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		<title>Hamer e l’unità corpo-mente</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 05:50:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro D'Orlando</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[hamer]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Non ho trovato fino ad ora nessuna visione della salute e della malattia così ben fatta come quella di Hamer e me ne sono innamorato per tutta una serie di motivi:
a)&#160;&#160;&#160; perché unisce due dimensioni fino ad ora considerate come separate: mente e corpo;
b)&#160;&#160;&#160; trova una correlazione sempre più spesso verificata tra conflitto vissuto dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho trovato fino ad ora nessuna visione della salute e della malattia così ben fatta come quella di Hamer e me ne sono innamorato per tutta una serie di motivi:</p>
<p>a)&#160;&#160;&#160; perché unisce due dimensioni fino ad ora considerate come separate: mente e corpo;</p>
<p>b)&#160;&#160;&#160; trova una correlazione sempre più spesso verificata tra conflitto vissuto dalla persona, area del cervello che si attiva e tessuto del corpo interessato.</p>
<p>c)&#160;&#160;&#160; La sua visione ribalta per molti aspetti la visione medica odierna: si tratta cioè di un nuovo paradigma scientifico, come direbbe il filosofo della scienza Khun: cioè non è conciliabile con altri paradigmi, non può essere capito dall’interno di un paradigma e per affermarsi richiede tempo ed una nuova generazione che lo sposi e la naturale scomparsa dell’establishment che difende il vecchio paradigma dalle posizioni dominanti raggiunte. </p>
<p>d)&#160;&#160;&#160; Rimette al centro del discorso l’essere umano dal punto di vista biologico: si torna cioè a fare i conti con le leggi biologiche dell’organismo, le quali portano alle cosiddette “malattie” le quali sono errori solo nel paradigma oggi dominante che considera sbagliato ciò che non capisce – vecchia abitudine umana.</p>
<p><u><b> Ma la visione di Hamer su cosa si basa? Sulle sue 5 leggi biologiche:</b></u></p>
<p>1)&#160;&#160;&#160; Un evento improvviso, inaspettato ed vissuto intensamente porta ad una attivazione non solo psichica, ma anche neurologica, in un’area specifica del cervello a seconda del tipo di conflitto, e tessutale a carico dell’organismo.<br />
Tale visione permette di spiegare meglio perché lo stress e gli eventi che ci accadono a casa o sul lavoro possono avere degli effetti molto specifici sul nostro corpo, e non sempre piacevoli.</p>
<p>2)&#160;&#160;&#160; L’attivazione segue un percorso bifasico: in fase di confitto, l’organismo è in una situazione di simpaticotonia permanente e in fase di risoluzione del conflitto in una fase di vagotonia consistente, la quale, prima di cessare, è interrotta da un breve ma acuto momento di simpaticotonia – la crisi epilettoide di Hamer, che può essere una crisi epilettica ma anche una perdita di tessuto o altri fenomeni non sempre evidenti e percepibili chiaramente.</p>
<p>3)&#160;&#160;&#160; A seconda del tipo di tessuto embrionale interessato, avremo sostanzialmente due tipi diversi e speculari di reazione. Tutti i nostri tessuti derivano da tre foglietti embrionali: l’endoderma, il mesoderma e l’ectoderma. A puro titolo indicativo e non esaustivo l’endoderma dell’embrione dà origine al ponte cerebrale, alle ghiandole e a gran parte degli organi interni (pancreas, fegato, stomaco, alveoli polmonari…). Il mesoderma in parte dà origine al cervelletto, alle ghiandole mammarie, alla pleura, al pericardio…. L’altra parte del mesoderma dà origine al midollo cerebrale, allo scheletro, ai muscoli… L’ectoderma dà origine invece alla corteccia cerebrale, alla pelle, ai tessuti di rivestimento di molti vasi interni e della parte iniziale degli orifizi corporei….&#160; </p>
<p>Quando un conflitto coinvolge un relè cerebrale dell’endoderma e del mesoderma cerebellare, durante la fase di Conflitto Attivo (CA) avremo una proliferazione cellulare e durante la fase di vagotonia (VA) una degenerazione cellulare o un incapsulamento del tessuto in eccesso. Viceversa per un conflitto che attiva un relè del mesoderma del midollo cerebrale o della corteccia (dell’ectoderma): in CA avremo un assottigliamento del tessuto ed in VA avremo una ricostruzione di tessuto.</p>
<p>È in VA che di solito si notano dei problemi di salute: stanchezza, sonnolenza, febbre, dolore, rigidità e gonfiore sono caratteristiche di questa fase. </p>
<p>Inoltre in VA abbiamo due eventi di rilievo: un edema nella zona del relè cerebrale che in CA era iperattivo e la crisi epilettoide. Entrambi gli aspetti, se non controllati, possono essere in certi casi molto pericolosi – specie per CA trascinati per lungo tempo e per conflitti che prevedono nella crisi epilettoide sintomi significativi. </p>
<p>4)&#160;&#160;&#160; I microrganismi, lungo dall’essere un nemico per il corpo, lo sostengono nella fase di riparazione/risoluzione in VA: i virus ed i batteri servono a ricostruire i tessuti in VA per l’ectoderma – i virus &#8211; ed per il mesoderma evoluto – batteri. I micobatteri (per es. la TBC) e i funghi servono in VA per digerire i tessuti sviluppatisi in CA e controllati dai relè del mesoderma cerebellare &#8211; micobatteri – e dell’endoderma – funghi.</p>
<p>5)&#160;&#160;&#160; L’ultima legge biologica dice che ogni Programma che inizia da un conflitto ha un senso Biologico specifico. Tale programma va sempre nella direzione di un adattamento dell’individuo all’ambiente o nel senso di assicurare comunque la sopravvivenza della specie.<br />
<u><b><br />
Un esempio banale?</b></u></p>
<div>La congiuntivite è la fase di VA di un conflitto legato al perdere di vista qualcuno. Nella congiuntivite il senso biologico è quello che si perde di vista qualcuno che può essere dimenticato con più facilità nella fase di CA = assottigliamento della congiuntiva. In VA la persona persa di vista ritorna e il tessuto può essere riparato.</p>
<p>Queste 5 leggi permetterebbero di inquadrare tutto ciò che accade ad un organismo: dai foruncoli alle malattie considerate “gravi” fisiche o mentali, con ben altri modi di affrontarle… senza considerare il capovolgimento di molte idee del paradigma dominante su virus, batteri, funghi e molto altro ancora …..</p></div>
<div>
Lungi dall’essere il sottoscritto un esperto sull’argomento, il mio intento in questo articolo è solo quello di portare all’attenzione generale un argomento importante e di cui si parla troppo, troppo, troppo poco e la cui conoscenza può fare, veramente, la differenza nella propria vita.<br />
&#160;</div>
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