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	<title>Tempo per Cambiare</title>
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	<description>Consulenti personali per la tua formazione, comunicazione, successo e benessere</description>
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		<title>Amare a metà è peggio che non amare.</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 18:22:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro D'Orlando</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[amare]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>

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		<description><![CDATA[Se qualcuno ti ama più di quello che puoi ricambiare, diventerai cattivo con quella persona, per tenerla lontana ed evitare che si faccia ancora più male e per evitare di sentirti tu in colpa.
Nel mentre le fai male dirai che è davvero colpa sua se la tratti così, o negherai di trattarla male, perché non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se qualcuno ti ama più di quello che puoi ricambiare, diventerai cattivo con quella persona, per tenerla lontana ed evitare che si faccia ancora più male e per evitare di sentirti tu in colpa.</p>
<p>Nel mentre le fai male dirai che è davvero colpa sua se la tratti così, o negherai di trattarla male, perché non solo fa male ammettere di fare cose cattive, ma anche perché fai del male a qualcuno che ti ama e che tu, a parole, dici di amare.</p>
<p>E nel dire parole che coprono la verità di quello che accade ottenebri la percezione di ciò che è, di ciò che provi e di ciò che prova l’altro e copri con la menzogna i suoi tentativi di chiarimento. E si perde la bussola della ragione in una nebbia insidiosa.</p>
<p>Ma le cose si complicano ancora di più, perché nel profondo sai che hai bisogno di quella persona, altrimenti l’avresti lasciata, e ne hai bisogno perché la vita ti fa paura, e in quello spazio dove c’è la tua paura non c’è spazio per l’amore per nessuno, nemmeno per l’altro.</p>
<p>E forse ne hai bisogno anche perché la ami a metà, e per quella metà non vuoi perdere la persona che ami.</p>
<p>Avendone bisogno ti aggrappi a chi hai di fronte e cerchi di costringerlo ad essere come dovrebbe essere per te, perché la vita ti faccia ancora meno paura: e naturalmente nel fare questo non vedi l’altro ma vedi ancora te e i tuoi bisogni e così facendo ferisci ancora di più il tuo partner, che oltre a sentirsi non visto si sente anche accusare.</p>
<p>Ma poi le cose si complicano ancora di più, perché poi ti senti in colpa e non sai come riparare, e più cerchi di riparare e più peggiori le cose, perché ad ogni tentativo ti accorgi che non ce la fai.</p>
<p>E poi le cose si complicano ancora di più perché l’altro, ferito, a sua volta incattivito ti attaccherà e così confermerà le pessime idee che hai di lui, e nemmeno tu saprai più distinguere la realtà dalla fantasia, cos’è tuo e cos’è dell’altro.</p>
<p>E quando cercherai di allontanarti ti fermerà la paura della vita da un lato, e l’amore a metà per chi stai lasciando.</p>
<p>E nel farlo i sensi di colpa ti abbatteranno, ti fermeranno, ti faranno tornare indietro con ancora più risentimento e cattiveria: e il ciclo continuerà fino a che non rimarranno che cenere, dolore, sensi di colpa e tanta rabbia e tanto gelo.</p>
<p>Forse, se l’amore è tanto, sotto tutta quella cenere l’amore può ancora fiorire.</p>
<p>Ma non sarebbe più semplice ammettere di amare a metà, di vedere prima in te ciò che accusi nell’altro, di decidere per la tua vita senza scaricare le colpe sull’altro, e di dire all’altro la verità e di dire che non sai cosa provi davvero?</p>
<p>Non sarebbe più facile prendere la propria paura della vita tra le mani e andare verso il futuro da soli e andare fino in fondo per vedere se sta meglio?</p>
<p>Non sarebbe più facile lasciare l’altro senza continuare a andare e venire nell’ambiguità che solo che ama di meno riesce a sopportare?</p>
<p>E ancora meglio: prima di legarsi non sarebbe ancora meglio vedere se i propri valori consentono di costruire un rapporto e di crescere assieme?</p>
<p>Chi accusa solo il prossimo e non sa guardarsi dentro, chi non è disposto a fare di tutto per tenere in piedi un sentimento, che crede solo all’innamoramento e non alle lotte per trasformarlo in amore e per tenere vicino l’altro, chi non va a fondo delle cose, costi quel che costi, chi si nasconde dietro le cose fatte di nascosto, chi dice di non voler soffrire: diffida e vattene subito.</p>
<p>O potresti vivere tutto quello che è scritto sopra.</p>
<p>Alessandro D’Orlando</p>
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		<title>PNL e Intuizioni</title>
		<link>http://www.tempopercambiare.com/2009/12/pnl-e-intuizioni/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 18:19:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Martelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Risorse Inconsce]]></category>
		<category><![CDATA[convinzioni]]></category>
		<category><![CDATA[domande]]></category>
		<category><![CDATA[intuito]]></category>
		<category><![CDATA[ipnosi]]></category>
		<category><![CDATA[PNL]]></category>
		<category><![CDATA[Richard Bandler]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mio interesse per l’intuito e il sesto senso si è risvegliato straordinariamente nel giugno del 2002. Mi trovavo a Edimburgo, frequentando un corso con Richard Bandler: Neuro Hypnotic Repatterning (NHR), un corso avanzato di PNL e ipnosi. Durante quella settimana, una delle prime edizioni di questo nuovo corso, Bandler ci guidò a fare alcuni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mio interesse per l’intuito e il sesto senso si è risvegliato straordinariamente nel giugno del 2002. Mi trovavo a Edimburgo, frequentando un corso con Richard Bandler: Neuro Hypnotic Repatterning (NHR), un corso avanzato di PNL e ipnosi. Durante quella settimana, una delle prime edizioni di questo nuovo corso, Bandler ci guidò a fare alcuni esperimenti .</p>
<p>La cosa impressionante, che mi fece letteralmente entusiasmare, è che tutti i partecipanti e sempre (ogni prova che facemmo) ottennero fenomeni cosiddetti “extrasensoriali” o “paranormali” notevoli, come telepatia, chiaroveggenza, etc.</p>
<p>Allora ero già attivo come Trainer di PNL e Practitioner di ipnosi: quel giorno mi resi conto di avere in mano strumenti ancora più potenti di quanto avessi creduto: la PNL e l’ipnosi potevano anche risvegliare questi “poteri”! Da quel giorno mi convinsi di avere qualcosa di fantastico da esplorare, imparare e approfondire assolutamente. Qualcosa così alla portata di tutti, così possibile, se si lavora nel giusto stato mentale, e con adeguate convinzioni, come avevo constatato personalmente.</p>
<p>Fino ad allora credevo che l’intuito e le esperienze che avevo avuto fina da bambino fossero casuali, speciali, imprevedibili e incontrollabili. Invece cominciavo a rendermi conto che doveva esistere una strada, un modo, per usarlo di proposito. L’approccio di Bandler però era sperimentale: mancava di una procedura e di una strategia precisa e ripetibile. Permetteva di vedere la realtà e la possibilità dei fenomeni, ma non dava un modo chiaro e preciso per utilizzarli. Decisi quindi di dedicarmi a scoprire e definire io stesso un metodo, basato sulla PNL.</p>
<p>Per coincidenza, poco dopo il mio ritorno in Italia, ricevetti un’email di Paul Sheele, creatore del PhotoReadingTM, nella quale segnalava un nuovo sistema inventato in USA nel 1997: l’UltraMind ESP SystemTM.</p>
<p>Scoprii così che un sistema semplice, completo e ripetibile, basato sull’ipnosi, per attivare sesto senso ed intuito, esisteva già, e funzionava perfettamente! Naturalmente, mi specializzai subito e diventai istruttore (e in seguito responsabile per l’Italia) di questo sistema.</p>
<p>Oggi, diversi anni dopo, anni nei quali mi sono dedicato a comprendere e a praticare l’intuito, studiandolo in base alla PNL e creando un mio sistema, Intuition TrainingTM, voglio spiegare in sintesi in questo articolo cosa sono in effetti, secondo la PNL, l’intuito e il sesto senso.</p>
<p>L’ intuito si può definire (in una prospettiva di PNL): ricevere informazioni, conoscenze, mediante alcune delle nostre rappresentazioni interne. Per rappresentazioni interne intendo alcune immagini mentali, suoni o parole e sensazioni interiori. Così come possiamo sapere qualcosa, vedendolo, udendolo o sentendo sensazioni, attraverso i 5 sensi, nella realtà esterna; parallelamente, possiamo anche sapere altre cose, ricevere altre informazioni, accorgendoci, notando e utilizzando ciò che possiamo percepire al nostro interno.</p>
<p>Accorgendoci ad esempio di un flash visivo, un’immagine mentale, percepita in un preciso istante, oppure di una sensazione che si fa strada in noi, in un dato momento, possiamo percepire informazioni importanti. Così come possiamo notare l’esistenza di qualcosa guardando fuori dalla finestra, nella realtà esterna, possiamo anche renderci consapevoli di qualcos’altro, notando ciò che c’è in un dato momento al nostro interno.</p>
<p>In PNL si sottolinea sempre, giustamente, l’importanza della calibrazione esterna: avere sensi acuti, affinati e allenati, a notare tutto ciò che possiamo percepire, accorgendoci anche di fenomeni sottili o piccoli (ad esempio un movimento oculare), che ad altre persone passano inosservati. E’ infatti una delle chiavi del successo di chi usa efficacemente la PNL.</p>
<p>Perché non dedicare la stessa attenzione a calibrare anche al nostro interno, accorgendoci, valutando ed utilizzando ciò che accade, capendo come funziona quest’altro tipo di conoscenza, che passa attraverso i sensi interiori? Avremo a disposizione una formidabile marcia in più: molte più possibilità di sapere, valutare, percepire, capire qualcosa, mediante l’intuito.</p>
<p>Cosa sono in realtà i “doni” della “chiaroveggenza”, “chiaroudienza”, etc? Nient’altro che l’abilità di acquisire informazioni attraverso la consapevolezza e la comprensione delle proprie immagini, suoni o parole interne.</p>
<p>Tutti possono farlo, se vogliono e lo credono possibile: certo, a qualcuno riuscirà meglio che ad altri, ma è una capacità che abbiamo già in dotazione, tutti, fin dalla nascita!</p>
<p>Quali stati mentali migliorano i processi intuitivi e questa consapevolezza? Gli stati di trance, anche leggera, o gli stati comunque piuttosto rilassati, ma vigili, nei quali gli scienziati hanno osservato un aumento dell’attività celebrale Alfa e Theta (onde a bassa frequenza) e si riduce quella ordinaria, Beta.</p>
<p>Cos’altro è fondamentale per usare l’intuito? Le convinzioni, che agiscono, come sempre, come profezia che si avvera. Convinzioni potenzianti permettono un intuito straordinario, mentre quelle limitanti lo inibiscono.</p>
<p>Cos’altro possiamo fare? Imparare e praticare una serie di procedure e tecniche, che danno una struttura comprensibile e ripetibile ai fenomeni dell’intuito. Essere consapevoli, sapere utilizzare e interpretare le proprie immagini, sensazioni e suoni interni, ci permette di ottenere informazioni, messaggi, indicazioni, dall’interno, oltre a quelli dei normali 5 sensi.</p>
<p>Potrei portare moltissimi esempi specifici di quanto questa capacità mi aiuti quotidianamente nel mio lavoro di Consulente personale e di Trainer. Mi aiuta a completare e a comprendere meglio le informazioni che i miei clienti mi presentano, risparmio così moltissimo tempo e domande, posso poi andare più velocemente a intervenire dove davvero serve.</p>
<p>Spero di avere stimolato il tuo interesse per l’intuito. Lo hai già in dotazione da sempre, anche se forse non lo usi al meglio. Da sempre, più o meno manifestamente, ti aiuta, ti guida e ti protegge.</p>
<p>Interessante, vero?</p>
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		<title>Opportunità, progetti , obiettivi e PNL</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 18:14:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Martelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[PNL]]></category>
		<category><![CDATA[domande]]></category>
		<category><![CDATA[opportunità]]></category>
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		<description><![CDATA[Giorni fa mi trovavo in una riunione tra colleghi professionisti in PNL, nella quale discutevamo di possibili progetti comuni, idee di collaborazione, iniziative congiunte. L’energia era alta e molto positiva, ed era chiaro che avevamo di fronte molte opportunità da cogliere e potenzialità da realizzare.
L’orientamento alla concretezza e ai risultati, che ci accomunava, portava alcuni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giorni fa mi trovavo in una riunione tra colleghi professionisti in PNL, nella quale discutevamo di possibili progetti comuni, idee di collaborazione, iniziative congiunte. L’energia era alta e molto positiva, ed era chiaro che avevamo di fronte molte opportunità da cogliere e potenzialità da realizzare.</p>
<p>L’orientamento alla concretezza e ai risultati, che ci accomunava, portava alcuni di noi a fare agli altri queste domande: “qual è il primo passo che facciamo?” “quanto vogliamo guadagnare da questa collaborazione?” “come possiamo rendere questa collaborazione produttiva?”.</p>
<p>A un certo punto io ho invitato tutti a fermarci per un attimo, fare un passo indietro e chiedere che prima di tutto ciascuno spiegasse agli altri la sua visione, la sua missione e il suo scopo come professionista.</p>
<p>Intravedevo il rischio di imbarcarci in progetti non veramente in linea con i nostri scopi e la nostra visione di lungo termine, se non le avessimo prima chiarite reciprocamente. Rispondere a queste domande avrebbe potuto chiarire chi ciascuno “è” e “dove sta andando”. Ciò avrebbe permesso meglio di individuare le possibili convergenze e obiettivi comuni come anche, invece, i punti di divergenza di interessi e di obiettivi.</p>
<p>Le domande che conviene porsi prima di decidere se accettare opportunità, proposte, progetti, offerte sono le seguenti:</p>
<p>Chi sono? (e cosa non sono?)</p>
<p>Cosa voglio? (e cosa non voglio/non mi interessa?)</p>
<p>Qual è la mia visione? (cosa voglio creare, realizzare? Cosa non mi interessa? )</p>
<p>Qual è la mia missione? (a quale disegno più grande voglio contribuire?)</p>
<p>Quali sono i miei sogni? (e cosa mi allontana dai miei sogni?)</p>
<p>Quali sono i miei scopi e i miei obiettivi personali?</p>
<p>Quali progetti e proposte possono rientrare (essere congruenti) nei miei obiettivi?</p>
<p>Cosa sono disponibile e interessato a fare (e cosa non) in quanto rientra (o non rientra) nella mia visione, nei miei scopi e obiettivi?</p>
<p>Rispondere a queste domande permette di chiarire a se stessi e agli altri la direzione e la strada sulla quale si è incamminati e quindi rende più facilmente possibile determinare quali proposte, progetti, iniziative sono interessanti e convenienti, perché in linea con la propria direzione, rispetto alle altre.</p>
<p>Troppo spesso, presi come siamo dalla fretta, dalla velocità, dai ritmi e dagli impegni quotidiani, tendiamo a valutare idee e prospettive dando per scontato che siano interessanti, convenienti e in linea con la nostra strada.</p>
<p>Il rischio è di entrare subito nel merito dei dettagli della proposta, prima ancora di averla valutata correttamente.</p>
<p>Su questa stessa tendenza all’azione affrettata e poco consapevole si basano anche alcuni approcci di vendita e di marketing che tentano di portare il potenziale acquirente subito nella prospettiva di fare l’acquisto, prima ancora che abbia avuto il tempo di valutare se l’acquisto sia davvero necessario o utile: “compra due al prezzo di uno!” , “5 film per 10 euro!”, “4 camice a 100 euro!”</p>
<p>Ma mi serve veramente, mi è davvero utile (e dove mi porta) fare quella scelta?</p>
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		<title>Sviluppare una Mentalità Positiva</title>
		<link>http://www.tempopercambiare.com/2009/12/sviluppare-una-mentalita-positiva/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 18:11:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Martelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[PNL]]></category>
		<category><![CDATA[chiarezza]]></category>
		<category><![CDATA[convinzioni]]></category>
		<category><![CDATA[mentalità positiva]]></category>

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		<description><![CDATA[Se analizziamo una persona con una mentalità positiva e “vincente”, pensiamo ad esempio ad un campione dello sport, o ad una persona che ha successo in qualsiasi ambito, è estremamente probabile che abbia alcune caratteristiche.
Anzitutto è in grado di immaginare risultati positivi: cioè ha la capacità di immaginare e visualizzare il suo successo. In particolare ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se analizziamo una persona con una mentalità positiva e “vincente”, pensiamo ad esempio ad un campione dello sport, o ad una persona che ha successo in qualsiasi ambito, è estremamente probabile che abbia alcune caratteristiche.</p>
<p>Anzitutto è in grado di immaginare risultati positivi: cioè ha la capacità di immaginare e visualizzare il suo successo. In particolare ha l’abilità di riuscirci in modo molto realistico, cioè sentendo e anticipando le sensazioni e le emozioni che proverà quando otterrà quel risultato, come se fossero già vere.</p>
<p>Poi, è in grado di creare e di stabilire un piano d’azione per arrivare al traguardo. Inoltre, è consapevole dei propri processi mentali (sia quelli che danno risultati positivi, sia quelli meno utili) ed ha imparato a usarli efficacemente o, se necessario, a modificarli. Certamente, poi , ha tenacia, persistenza e capacità di reazione e recupero, anche di fronte a grandi difficoltà o fallimenti. Ed anche, ha imparato a ricaricare, usare e coltivarela propria energia. In altre parole non si ritrova mai (o quasi) esaurito, scarico, privo di energia, ma sa come amministrarla.</p>
<p>Raramente mi sono trovato di fronte a qualcuno che abbia tutte queste caratteristiche: in questi casi, si trattava di persone straordinarie! Persone molto vicine a questa mentalità “ideale”, positiva e per così dire “vincente” l’ho trovate tra i soggetti di uno studio che ho condotto alcuni anni fa, assieme a due docenti e medici dell’Università di Ferrara, alla Clinica Universitaria S.Giorgio.</p>
<p>Si trattava di persone rimaste vittime di gravi incidenti o malattie invalidanti, che ciò nonostante erano riuscite a tornate ad una vita attiva, soddisfacente e pressoché “normale”. Alcune di loro avevano recuperato totalmente e stavano quasi bene. Altre invece erano rimaste paralizzate, menomate, o costrette sulla sedia a rotelle; ma tutte erano straordinariamente serene, potevano lavorare o studiare, e vivere la loro vita positivamente, al meglio delle loro possibilità. La differenza tra questi pochi e tutti gli altri nelle loro condizioni stava interamente nella loro mentalità.</p>
<p>Studiandole approfonditamente (dal punto di vista della Programmazione Neuro-Linguisitca) e discutendo con loro, ho scoperto diversi elementi molto utili anche alle persone che non sono costrette a misurarsi con difficoltà e sfide di questa portata.</p>
<p>Per esempio ho constatato che, spessissimo, ciò che impedisce una mentalità positiva è anzitutto avere convinzioni, aspettative e abitudini (cioè pensieri e comportamenti ripetitivi, automatici) limitanti. Fortunatamente le abitudini, così come possono costituire un grande limite, possono anche diventare punti di forza, se riusciamo a cambiarle e mettere in atto abitudini e azioni diverse.</p>
<p>Ho capito anche, come sosteneva John Grinder (il co-fondatore della PNL), che per diventare positivi e “vincenti” è assolutamente essenziale modificare il proprio dialogo interno. Questo vuol dire avere una consapevolezza espansa di se stessi, valutare i propri pensieri consapevolmente, ed allenare la propria mente a cambiare quello che si scopre che è limitante.</p>
<p>Infine, per essere e per restare positivi anche nelle difficoltà, trovo che è estremamente utile sapere rispondere a queste domande: Qual è il tuo scopo (missione) nella vita? Cosa ti rende felice?</p>
<p>Avere chiarezza su queste risposte permette di muoversi sempre con energia e positivamente.</p>
<p>Da questa esperienza intervistando persone straordinarie, e da tanti anni di esperienza come Trainer e consulente personale, ho estratto diverse strategie e metodi, esercizi e tecniche efficaci per aiutare individualmente, in pochi incontri di consulenza, chiunque voglia rendere più positiva ed efficace la propria mentalità.</p>
<p>Il segreto è certamente la personalizzazione, l’intervento su misura. Ma è anche importantissimo sapere quali sono i pilasti, gli elementi fondamentali, sui quali andare a lavorare, per avere buoni risultati, il più rapidamente possibile.</p>
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		<title>Quando qualcuno ti manca</title>
		<link>http://www.tempopercambiare.com/2009/11/quando-qualcuno-ti-manca/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 19:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro D'Orlando</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Crescendo perdiamo tutte le persone intorno che ci hanno amato.
È naturale che perdiamo all’inizio quelle che ci hanno amato di più – se ci va bene.
Ed è naturale che poi iniziamo a perdere quelle che ci hanno amato sempre di meno.
La nostra capacità di farci amare alle volte diminuisce.
E diminuisce il tempo che dedichiamo alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Crescendo perdiamo tutte le persone intorno che ci hanno amato.</p>
<p>È naturale che perdiamo all’inizio quelle che ci hanno amato di più – se ci va bene.</p>
<p>Ed è naturale che poi iniziamo a perdere quelle che ci hanno amato sempre di meno.</p>
<p>La nostra capacità di farci amare alle volte diminuisce.</p>
<p>E diminuisce il tempo che dedichiamo alle relazioni.</p>
<p>E diminuisce anche la forza dell’amore erotico, fino a che da anziani ci si accontenta di una calda compagnia.</p>
<p>Così se ne vanno i nonni, e poi i genitori, e poi i primi amori, e poi gli amici, e poi gli amori successivi, e poi gli amici che vengono dopo, e alla fine ce ne andiamo noi.</p>
<p>In questa serie di accadimenti, il cuore rischia di impoverirsi, di restare vuoto, di non vivere più.</p>
<p>Il corpo rischia di diventare un guscio vuoto che non contiene più che un’anima stanca che desidera solo ritornare a casa, per forse ricominciare e godersi il lato più fresco e gioioso della vita.</p>
<p>Ma quando guardo alle persone che mi hanno amato, a quelle della mia famiglia, ai genitori che non possono più accompagnarmi nella vita, alle persone con cui pensavo di fare una famiglia e non è stato possibile, quando guardo agli amici che credevo durassero per sempre, quando guardo a tutti quei momenti d’incanto – a tutti quei momenti che vengono prima della rovina, del momento della rabbia e del conflitto, della separazione e delle ferite, prima del distacco e del freddo che c’è dopo…</p>
<p>Quando guardo a quella luca calda, a quella corrente sacra che annulla l’importanza di tutto ciò che è materiale e senza anima, di tutto ciò che colpisce l’occhio ma non il cuore, allora quella luce riscalda e continua a scaldare e scaldare ancora.</p>
<p>Ogni volta che guardo a quella luce l’amore lì continua a vivere e arriva fino al presente, ed è tanto, tutto assieme: quello erotico, quello da fratelli, quello affettivo, quello paterno, quello materno, quello incondizionato e quello condizionato.</p>
<p>Da quell’amore è possibile ricominciare, e nutrirsi e anche ricominciare a dare.</p>
<p>La realtà poi serberà altre situazioni, e saranno situazioni sempre più strette, sempre più rigide, come i corpi che invecchiano, come le sicurezze che ognuno si costruisce attorno, e anche questo va accettato ed amato – pena solo inutile dolore.</p>
<p>La sfida degli anni che passano è trasformare il vuoto della mancanza in un vuoto che scalda, le persone che non ci sono più in angeli custodi da ringraziare per il tratto di strada che hanno condiviso con noi, e accogliere i limiti con rispetto.</p>
<p>Alla fin fine, ogni tradizione spirituale mette in una posizione molto centrale la gratitudine, il riconoscimento, l’accettazione di ciò che è, la fiducia nel futuro e la fine della paura e del dolore.</p>
<p>Tanto vale iniziare da subito, tanto vale iniziare dalle prime grosse perdite, dalla fine dei primi importanti sogni.</p>
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		<title>Aumentare la fiducia in se stessi con la PNL</title>
		<link>http://www.tempopercambiare.com/2009/11/aumentare-la-fiducia-in-se-stessi-con-la-pnl/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 09:52:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Martelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[PNL]]></category>
		<category><![CDATA[affermazioni]]></category>
		<category><![CDATA[convinzioni]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Può capitare di attraversare periodi o momenti di sfiducia, insicurezza, paura di non farcela. E’ successo anche a te?
Giorni fa mi è giunta la buona notizia che una mia compagna di scuola delle superiori sta per diventare mamma. Ricordo benissimo la sera, 14 anni fa, nella quale lei mi stava dicendo, con assoluta certezza e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Può capitare di attraversare periodi o momenti di sfiducia, insicurezza, paura di non farcela. E’ successo anche a te?</p>
<p>Giorni fa mi è giunta la buona notizia che una mia compagna di scuola delle superiori sta per diventare mamma. Ricordo benissimo la sera, 14 anni fa, nella quale lei mi stava dicendo, con assoluta certezza e convinzione, che non si sarebbe mai sposata né avrebbe mai avuto figli.</p>
<p>Allora mi ero da poco specializzato Master Practitioner di Programmazione Neuro-Linguistica, e così decisi di aiutarla a modificare le sue convinzioni. Chiacchierammo semplicemente, per circa un’ora, e alla fine cambiò idea. Non avevo nessuna intenzione di convincerla di qualcosa in particolare, ma semplicemente volevo ampliare la sua “mappa” e la sua visione della realtà. Pochi mesi dopo incontrò un ragazzo che oggi è suo marito.</p>
<p>Ora hanno creato una famiglia felice.</p>
<p>La sua formazione medico-scientifica le aveva dato una mentalità piuttosto rigida. Essendo giù di morale era entrata in una “visione a tunnel” in cui non riusciva a vedere nessuna prospettiva positiva. Quella sera era solo scoraggiata, insicura di se stessa e del proprio futuro.</p>
<p>Convinzioni rigide e schemi di pensiero (indesiderati) ripetitivi sono ciò che spesso trovo in chi ha poca fiducia in se stesso. Fortunatamente, si può cambiare</p>
<p>Usando la PNL per questo scopo, possiamo intervenire molto rapidamente ed efficacemente. Ciò che si può fare è anzitutto modificare il dialogo interno, cioè le parole che ti dici interiormente, sia che tu ne sia consapevole o meno. Normalmente questo ha un effetto positivo immediato.</p>
<p>Per riuscirci si può semplicemente decidere di ripetere alcune parole e affermazioni: prendere l’abitudine di ripeterle dentro di se, costantemente. E’ un vecchio metodo, ma funziona sempre.</p>
<p>Prova adesso: ripeti dentro di te “Sono una persona fortunata” “Sono capace” “Tutto finirà bene”, mentre immagini la tua situazione che migliora e si risolve. Continua a farlo per qualche minuto. Vedrai che ti senti subito meglio. Certo, forse non si risolve tutto soltanto in questo modo, ma almeno può essere l’inizio del cambiamento.</p>
<p>Alcuni non lo fanno pensando che sia solo un autoinganno. Dimenticano che qualsiasi cosa pensi e ti ripeti costantemente, diventa la tua realtà, tende a creare una profezia che si avvera.</p>
<p>Quindi possiamo modificare le immagini interne, perché anche questo (ciò che immaginiamo mentalmente, consapevolmente o meno) determina il tuo stato d’animo, assieme al dialogo interno. Cambiamo il “film” che proietti mentalmente, in modo ripetuto e continuo, e cambia il tuo stato emotivo.</p>
<p>Prima di tutto bisogna scoprire cosa pensi (ti dici mentalmente e immagini) ripetutamente, quando sei insicuro: perché è questo, in realtà, che induce paura, sfiducia, insicurezza. Spesso riflette le convinzioni che hai su te stesso, sulle tue capacità, sul futuro, etc. In questo caso potrebbe essere utile lavorare anche per modificare, ampliare e rafforzare le tue convinzioni. Per questo è utile l’aiuto di un buon consulente.</p>
<p>Comunque, il punto di partenza è capire “come fai” a creare la situazione attuale. Cosa esattamente accade (“fai”) nella tua mente, per finire per sentirti così? Una volta che te ne sei reso conto, si può cambiare queste parole e immagini con altre capaci di farti sentire bene.</p>
<p>Ci sono molte tecniche, in PNL, per riuscire a modificare lo stato d’animo, il che ti farà percepire la tua situazione in un modo diverso, più positivo, con più risorse. Questo poi ti permetterà di agire in modi più efficaci e può permetterti di risolvere la situazione.</p>
<p>Esiste ad esempio un vecchio ma ottimo esercizio di PNL chiamato “Generatore di un nuovo comportamento” che serve a prendere ispirazione, spunti e risorse da altre persone che conosci, stimi o ammiri. Così puoi in una certa misura “modellarli” per migliorare la tua situazione, cambiando comportamenti e azioni.</p>
<p>Oltre a queste strategie, io trovo che gli interventi più efficaci e risolutivi sono quelli in cui tocchiamo i valori (ciò che per te ha valore), la tua identità (chi sei), e lo “spirito” (ciò che esiste oltre te, secondo te).</p>
<p>Personalmente, nella maggior parte dei casi lavoro proprio su questi punti, per prima cosa. Per toccare questi aspetti è quasi sempre necessario essere aiutati personalmente da un Trainer esperto.</p>
<p>Un esperto, invece che semplicemente applicare tutte le varie tecniche esistenti, crea un intervento su misura, efficace perché mirato in base alle informazioni, le idee, le convinzioni, i valori espressi dal cliente. Per questo possiamo ottenere risultati molto positivi, immediati, o comunque nel corso di poche sessioni.</p>
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		<title>Quelli che&#8230; una volta che il vaso è rotto, è rotto</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 09:49:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro D'Orlando</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[perdono]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono persone che una volta che  la fiducia è stata tradita, non perdonano.
Accusano, si vendicano, poi se ne vanno.
In queste situazioni viene negata all&#8217;altro la possibilità di sbagliare con la  sua umanità,
viene negata alla crisi il suo  valore di cambiamento,
viene data alla relazione tra  adulti un significato che non può [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono persone che una volta che  la fiducia è stata tradita, non perdonano.</p>
<p>Accusano, si vendicano, poi se ne vanno.</p>
<p>In queste situazioni viene negata all&#8217;altro la possibilità di sbagliare con la  sua umanità,</p>
<p>viene negata alla crisi il suo  valore di cambiamento,</p>
<p>viene data alla relazione tra  adulti un significato che non può avere:</p>
<p>chi chiede all&#8217;altro &#8220;dimmi  che starai per sempre con me, dimmi che non mi tradirai mai, dimmi che non mi  lascerai mai&#8221;… ? &#8211; Solo un bambino, o una bambina, al genitore.</p>
<p>Come dice Hellinger, ognuno ha diritto ad un paio di peccati: chi nega questo,  ha un amore piccolo. E con questo piccolo amore non può crescere, nè dare  spazio di crescita alla relazione.</p>
<p>Se quindi decide di andarsene è perchè alla fin fine, cercava una scusa per  andarsene: restare, con il doloroso processo di cambiamento che comporta,  farebbe troppo male.</p>
<p>Ma male faceva anche prima, male  di restare in un rapporto che non doveva crescere: è difficile chiedere ad un  rapporto di non crescere e non cambiare.</p>
<p>Il tempo, con il dolore del  cambiamento e l’incubo della fine, entra sempre dalla finestra: solo una  creatività costante e una costante ricerca di equilibri può placare questa  angoscia.</p>
<p>Fare cose nuove, mettersi in  discussione, ammettere i propri errori, seguire l’altro fin nei suoi  ragionamenti più estremi per capire come si muove nel mondo, ma senza perdere  il proprio: questo permette ad un rapporto di crescere.</p>
<p>Se alla fine  l’altro se ne va, chi resta, resta solo con la sua colpa e la solitudine.</p>
<p>Chi se ne va, va con la  sensazione di essere nel giusto, completamente anestetizzato nella sua umanità.</p>
<p>Di solito il tempo poi lascia  depositare l’illusorio senso della giustizia e resta solo il dolore per la  persona che si è lasciata.</p>
<p>Chi è stato lasciato di solito  resta con la ferita del non essere stato preso.</p>
<p>Sono ferite  che restano e lavorano nell’anima.</p>
<p>E a quel che sento dire e che ho  visto nelle costellazioni familiari e che ho vissuto,</p>
<p>per sempre.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ricorda di ricordarti chi sei!</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 08:40:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Martelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[PNL]]></category>
		<category><![CDATA[domande]]></category>
		<category><![CDATA[josè silva]]></category>
		<category><![CDATA[Robert Dilts]]></category>
		<category><![CDATA[sogni]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[La  vita è fatta di tante ore e giornate, ma ne viviamo una sola per volta. Se  prendiamo più consapevolezza di ogni momento, possiamo iniziare ad essere  veramente chi siamo.
Abbiamo la potenzialità di essere unici,  straordinari, eccellenti, di dare il nostro speciale contributo al mondo. Ma  tutto questo passa anzitutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La  vita è fatta di tante ore e giornate, ma ne viviamo una sola per volta. Se  prendiamo più consapevolezza di ogni momento, possiamo iniziare ad essere  veramente chi siamo.</p>
<p>Abbiamo la potenzialità di essere unici,  straordinari, eccellenti, di dare il nostro speciale contributo al mondo. Ma  tutto questo passa anzitutto dalla piena consapevolezza di chi siamo.</p>
<p>Quali  sono i tuoi talenti? Quali sono i valori in cui credi? Qual è il tuo scopo più  importante?</p>
<p>Prendi,  ad esempio, la giornata di oggi. Finora hai vissuto questa giornata in modo  significativo, in base a chi sei, cosa vuoi, cosa è più importante per  te?</p>
<p>Stai facendo qualcosa che ti soddisfa, che è  importante per la tua vita, per costruire i tuoi sogni, per il tuo futuro e/o  quello delle persone a cui tieni?</p>
<p>Le risposte  sono affermative? Molto bene! Sei sulla buona strada.</p>
<p>NO? Meglio  accorgertene oggi che troppo tardi, o addirittura mai. Comincia subito a fare  qualcosa di diverso, ora che ne sei consapevole!</p>
<p>In  questo periodo mi capita molto spesso di aiutare i miei clienti, in sessioni  individuali di consulenza, a riallinearsi con se stessi, a rispondere alle  domande che ti ho fatto sopra, a trovare le risposte, e poi ad agire di  conseguenza.</p>
<p>Due  sono gli strumenti fondamentali che utilizzo quasi sempre: la capacità di  cambiare volontariamente lo stato di coscienza (Beta, Alfa, Theta) basata sugli  studi pionieristici di Hans Berger e sulle tecniche di Josè Silva, e l’usare il  modello dei livelli neurologici, creato da Robert Dilts e basato sugli studi di  Gregory Bateson.</p>
<p>Lavorare  nei diversi stati di coscienza permette di poter “cambiare marcia” a seconda  dell’attività e dei pensieri più utili, a seconda dei casi, nei momenti  importanti. Lavorare nei diversi livelli neurologici permette di allineare i  nostri sistemi di convinzioni ed il nostro sistema nervoso in modo congruente  ed efficace.</p>
<p>La  Programmazione Neuro-Linguistica ha scoperto la stretta connessione tra  linguaggio, pensiero e sistema nervoso. Questo permette interventi efficaci a  più livelli. Infatti usando diversi stati di coscienza e cambiandoli, con i  diversi livelli neurologici, possiamo ottenere risultati straordinariamente  efficaci in tempi brevi. Integrando i diversi stati di coscienza con i  corrispondenti  livelli neurologici si  hanno riflessi potenti, sia sui nostri pensieri che sulla nostra neurologia.</p>
<p>Infatti  ciascuna risposta alle domande-chiave che pongo ai miei clienti comporta uno  specifico livello di organizzazione e coinvolge una mobilitazione ed un impegno  sempre maggiore dei circuiti neurologici.</p>
<p>Perchè  il modo in cui percepiamo l’ambiente in cui siamo provoca risposte del sistema  nervoso periferico (sensazioni e riflessi condizionati). Ciò che pensiamo  riguardo i nostri comportamenti provoca l’attività del sistema motorio (le  azioni consapevoli che facciamo). Ciò che pensiamo sulle nostre capacità  provoca l’attività del sistema corticale, che regola la nostra attività  semicosciente (ad esempio la postura, i movimenti oculari). Le nostre  convinzioni e i nostri valori influenzano il sistema nervoso autonomo  (responsabile, ad esempio, del ritmo del battito cardiaco e della dilatazione  della pupilla). La nostra percezione di chi siamo (identità) influenza il  sistema immunitario ed endocrino. Infine le nostre convinzioni spirituali  influenzano tutto il nostro sistema nervos o, nel suo complesso.</p>
<p>La  PNL ha scoperto che le combinazioni tra questi vari elementi della nostra  esperienza soggettiva si manifestano oggettivamente, in ciascuno di noi, in  circuiti neurologici che possono essere osservati, ma anche attivati e diretti  a raggiungere scopi specifici, mediante il linguaggio, strategie cognitive, le  “Ancore” e le altre varie tecniche, elaborate dagli esperti di PNL.</p>
<p>Su queste  riflessioni è basato il mio intervento “I peniseri e le emozioni che ci rendono  eccellenti” a:</p>
<p><strong>BESPOKE:  Pura Eccellenza </strong></p>
<p><strong>MILANO, Palazzo del Ghiaccio, Via Piranesi 14</strong></p>
<p><strong>Sabato 14 Novembre alle 18.30</strong>,</p>
<p>al quale ti invito. <strong>L’ingresso  è gratuito ma si può accedere solo su invito</strong>.</p>
<p>Non  ho mai condiviso in pubblico, prima di ora, la combinazione di queste idee che  ho accennato sopra.</p>
<p>Partecipa  a questo evento sull’eccellenza personale e professionale.</p>
<p>Contattami  se desideri partecipare ed incontrarmi a BESPOKE.</p>
<p>Ricorda  di ricordarti chi sei.</p>
<p>Credi in  te stesso e vai oltre!</p>
<p>Francesco Martelli</p>
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		<title>Lettura e studio, PNL e PhotoReadingTM</title>
		<link>http://www.tempopercambiare.com/2009/10/lettura-e-studio-pnl-e-photoreadingtm/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 13:22:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Martelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apprendimento Accelerato]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[mente]]></category>
		<category><![CDATA[photoreading]]></category>
		<category><![CDATA[PNL]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche]]></category>

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		<description><![CDATA[  Sono  diventato istruttore di PhotoReadingTM diversi anni dopo essermi  formato come Trainer di PNL e di ipnosi: così mi è stato subito evidente che  questo è un metodo molto efficace ed elegante di applicazione delle principali  tecniche di PNL e di ipnosi alla lettura, allo studio e all’apprendimento  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  Sono  diventato istruttore di PhotoReadingTM diversi anni dopo essermi  formato come Trainer di PNL e di ipnosi: così mi è stato subito evidente che  questo è un metodo molto efficace ed elegante di applicazione delle principali  tecniche di PNL e di ipnosi alla lettura, allo studio e all’apprendimento  veloce. Infatti Paul Sheele, il creatore del metodo, è Trainer di PNL, anche  lui come me allievo di Bandler e Grinder, ed anche ipnoterapeuta.</p>
<p>Senza  addentrarmi troppo, in questo articolo, nel sistema PhotoreadingTM,  voglio invece affrontare le principali problematiche che sto riscontrando nelle  persone che aiuto individualmente a migliorare le abilità di lettura e studio,  e dare già alcuni spunti per affrontarle.</p>
<p>Prima  ancora di permettere di utilizzare al meglio le potenzialità di  apprendimento  inconscio, la PNL e  l’ipnosi sottolineano l’importanza di conoscere e <strong>utilizzare  una strategia efficace</strong> e di <strong>creare obiettivi ben  formati</strong>, prima di iniziare a leggere o studiare.</p>
<p>Trovo  che l’inefficienza nella lettura che molte persone lamentano è primariamente  dovuta al fatto che non hanno una strategia efficace di lettura e gli manca un  metodo adatto a raccogliere molte informazioni in poco tempo.</p>
<p>In altre parole,  non sanno come si fa a farlo, e invece continuano ad usare la strategia  “elementare” cioè quella imparata a 6 anni per leggere all’inizio delle scuole  elementari. Questa evidentemente non è la strategia più efficace per le loro  esigenze di oggi.</p>
<p>Una  strategia molto inefficace e diffusissima è leggere parola per parola,  lentamente, e ripetere ogni parola letta verbalmente, dentro di sé, e farlo  dalla prima all’ultima pagina. Già eliminando la ripetizione interna delle  parole si velocizzerebbe moltissimo la lettura. Anche senza ripetere  internamente puoi leggere e capire tutto; se non ci credi, devi sapere che è  solo una tua convinzione e un’abitudine. Il tuo cervello in realtà è molto più  efficace e veloce di quello che pensi.</p>
<p>Un  altro elemento che determina inefficienza è dato dalla <strong>mancanza  di un obiettivo preciso</strong>. Cioè molte persone si mettono a  leggere o studiare un libro senza sapere bene, esattamente, cosa vogliono  “estrarne”, a cosa gli serve quel contenuto, cosa faranno grazie a quelle  informazioni. </p>
<p>Molti  dicono: “voglio (o devo) sapere tutto!”. E’ assurdo pretendere di sapere tutto  di un libro! Non serve affatto. A te serve sapere tutto ciò che ti porta al tuo  scopo, per cui stai leggendo. Pensa: se tu avessi la possibilità di fare una  intervista privata, di un’ora, all’autore del libro, gli chiederesti di dirti  ciò che ti serve, ciò che ti interessa. Vero? Non gli chiederesti di certo:  “Dimmi tutto!” anche perché lui ti chiederebbe “Chiedimi quello che ti serve o  ti interessa sapere; fammi domande specifiche!” </p>
<p>Senza <strong>porsi domande specifiche</strong>, si diventa molto inefficienti  nella lettura e nello studio. Evidentemente, invece, tanto meglio definisci il  tuo scopo per la lettura, cerchi risposta e domande precise, e ti chiarisci  anche cosa farai con quelle informazioni, più la tua lettura diventerà  efficiente ed efficace.</p>
<p>Un  altro punto debole di molti è <strong>non stabilire un tempo determinato</strong> entro il quale devono estrarre le informazioni che gli servono. Così finiscono  per metterci moltissimo tempo, o addirittura a un certo punto abbandonano la  lettura. Se tu avessi solo un’ora per intervistare l’autore, perché poi lui  deve prendere l’aereo e ripartire, sono sicuro che faresti del tuo meglio per  chiedergli, nel tempo che hai, tutto ciò che ti serve.</p>
<p>Leggere  in maniera passiva cioè senza avere bene presente “che domande vorrei – o  dovrei – fare all’autore, per arrivare al mio scopo” e “quanto tempo ho  disponibile”, rende la lettura molto inefficiente.</p>
<p>Un  altro tipo di ostacoli alla lettura e allo studio efficace, è il <strong>perfezionismo  e un approccio “iper-conscio” e “iper-logico”</strong>. Con questo mi  riferisco di nuovo alla necessità di sapere tutto o di capire per forza, subito,  tutto, altrimenti non si è soddisfatti. Questo è un problema (che non riguarda  la sola lettura) delle convinzioni della persona: infatti ho scoperto che di  solito moltissime informazioni che servono possono essere velocemente estratte,  sorvolando altre parti del testo, senza che sia necessario sapere o capire  tutto il resto del libro. Ma se invece si è convinti che si deve leggere tutto,  capire tutto e sapere tutto di quel libro,è probabile che si perda di vista  quello che ci serve veramente. Ed è certo c he ci si mette un tempo  infinitamente maggiore, riuscendoci anche meno bene.</p>
<p>Anche  uno studente che deve rispondere alla domande di un esame in realtà non deve  sapere tutto: deve saper rispondere alle domande d’esame e deve avere una buona  conoscenza della materia. Non è “sapere tutto di tutti i testi dell’esame” ma è  “saper rispondere alle domande”. </p>
<p>Infine,  molto spesso un problema è che non si conoscono <strong>strategie efficaci per  ricordare e memorizzare </strong>le informazioni importanti. Esistono  diverse tecniche e strategie utili ad imparare e memorizzare facilmente, come  ad esempio le Mappe Mentali di Tony Buzan, che tengono conto delle principali  scoperte della PNL e dell’apprendimento inconscio per ricordare e memorizzare.  PNL, ipnosi e PhotoReadingTM possono aiutare enormemente a leggere e  studiare, con meno sforzi e risultati molto migliori. </p>
<p>Se desideri approfondire, leggi qui:<a rel="nofollow" href="http://www.francescomartelli.info/photo.php">www.francescomartelli.info/photo.php</a></p>
<p>* Il marchio PhotoReadingTMèutilizzato  su licenza scritta di Learning Strategies Corporation a Francesco Martelli come  istruttore certificato diPhotoReadingTM</p>
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		<title>Quando le luci si spengono</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 07:43:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro D'Orlando</dc:creator>
				<category><![CDATA[Life Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[sogni]]></category>

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		<description><![CDATA[Arriva sempre un momento in cui non sai più cosa fare.
Un momento in cui non hai più una direzione, non sai più come continuare a fare quello che avevi sempre fatto, a come continuare a credere a quello in cui hai sempre creduto, un momento in cui senti che il fondo della vita è infinito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Arriva sempre un momento in cui non sai più cosa fare.</p>
<p>Un momento in cui non hai più una direzione, non sai più come continuare a fare quello che avevi sempre fatto, a come continuare a credere a quello in cui hai sempre creduto, un momento in cui senti che il fondo della vita è infinito e che tu puoi continuare a scendere se non fai qualcosa di diverso da quello che stai facendo, se non pensi a qualcosa di diverso da quello che stai pensando.</p>
<p>Arriva sempre un momento in cui i grandi sogni che avevi non sembrano più così grandi, in cui credi di essere stato ingannato dai tuoi stessi sogni, in cui effettivamente vedi che erano sogni troppo piccoli, con il loro tempo sprecato – o che erano sogni troppo grandi, con le loro fatiche estenuanti.</p>
<p>Arriva sempre un momento in cui ti accorgi che il tempo è passato e sono alle spalle gli amici di un tempo, e in cui ti accorgi che l’affetto della tua famiglia non riesce a scaldarti il cuore, e in cui non vedi isole dove approdare, in cui ti sembrano sempre più lontane le oasi degli anni verdi e della salute e della innocenza.</p>
<p>Arriva sempre un momento in cui vorresti lasciarti andare e abbandonare ogni fatica, anche se sai che questo non farebbe che peggiorare la situazione.</p>
<p>Arriva sempre un  momento in cui quello che sapevi fare non serve più, e che quello che ti viene da fare non fa che ingarbugliare di più le cose. In cui ciò che sai, che pensi, che speri, che credi ti lascia con un senso ancora più profondo di solitudine e insoddisfazione.</p>
<p>E di solito in quei momenti accade di dormire troppo o troppo poco, o di bere troppo, o di stare troppo davanti ad uno schermo blu, o di prendere qualcosa o fare qualcosa che faccia addormentare una mente implacabile con i suoi giudizi.</p>
<p>In quei momenti alle volte sembra di essere vicini alle soglie della morte: la vita appare in retrospettiva e si guarda a tutte le proprie cadute, ai dolori inferti a qualcuno, ai propri fallimenti, alle proprie debolezze. Si resta così, senza parole, davanti a quella che appare come una lunga serie di macerie che portano fino al punto in cui sei fermo a guardare quello che è accaduto. E non vedi prospettive.</p>
<p>In quei momenti non hai vie di fuga, sei in solitudine, davanti al cuore delle persone che hai ferito o abbandonato, davanti ai progetti che hai tradito o in cui non hai mai creduto, davanti ai tuoi giudizi e i tuoi rimproveri che possono essere anche peggiori di ciò che è stato.</p>
<p>E la cosa peggiore è che forse, su ciò che hai fatto, su ciò che hai pensato, su ciò in cui hai creduto, su ciò che realmente hai saputo dare e su ciò che realmente hai saputo ricevere, su ciò che ti resta ancora da fare e da vivere – la cosa peggiore è che forse hai ragione.</p>
<p>In quei momenti il mondo scompare, e allora c’è il rischio che il dolore diventi troppo dolce.<br />
O che tu lo voglia allontanare con altri sogni per ritornare al mondo con questi altri sogni.</p>
<p>In quei momenti il mondo scompare, e sei a un passo dall’essere a tu per tu con il tuo cuore con il suo dolore – e con il dolore del cuore di chi amavi o ami, di chi ti amava o ti sta amando. E forse anche con il dolore delle persone che non hanno niente a che fare con te.</p>
<p>Ti manca solo un ultimo passo, forse il più difficile: non credere nei tuoi giudizi su di te. O di quelli degli altri su di te. O nei giudizi sulla vita e l’esistenza.</p>
<p>Se ce la fai, se reggi, se rinunci ad aggrapparti a facili schemi o a identificarti con il dolore che invade ovunque il tuo mondo – se ce la fai può accadere qualcosa di grande, qualcosa che forse è l’essenza stessa del nostro essere qui:</p>
<p>accade che diventi un poco di più un essere umano.</p>
<p>Dopo, ha senso ricominciare.</p>
<p>Alessandro D’Orlando</p>
]]></content:encoded>
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