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	<title>Tempo per Cambiare &#187; salute</title>
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	<description>Consulenti personali per la tua formazione, comunicazione, successo e benessere</description>
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		<title>PNL e recupero di Energia</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 05:24:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Martelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[PNL]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[corso di specializzazione]]></category>
		<category><![CDATA[master practitioner]]></category>
		<category><![CDATA[programmazione neuro linguistica]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[stato]]></category>

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		<description><![CDATA[In molti anni di attività come professionista, ho notato nel campo della Programmazione Neuro-Linguistica classica un grande “buco”, una mancanza di know-how, di informazioni, strategie e tecniche, a fronte, invece di una necessità molto diffusa e concreta: quella di ricaricare e recuperare velocemente energia, se per qualsiasi motivo ti sentissi scarico, spento, esausto, svuotato, “esaurito”  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In molti anni di attività come professionista, ho notato nel campo della Programmazione Neuro-Linguistica classica un grande “buco”, una mancanza di know-how, di informazioni, strategie e tecniche, a fronte, invece di una necessità molto diffusa e concreta: quella di ricaricare e recuperare velocemente energia, se per qualsiasi motivo ti sentissi scarico, spento, esausto, svuotato, “esaurito”  emotivamente, fisicamente o mentalmente.</p>
<p>Questa esperienza poco piacevole, molto probabilmente, è capitata a tutti almeno una volta. Come Trainer, mi è capitato più volte di dover “soccorrere” partecipanti a corsi, clienti o persone, che si trovavano in una specie di “black-out” energetico per qualche motivo.  Grande stress, forte stanchezza psicofisica, troppo lavoro, un precario stato di salute, sono le cause principali di questi momenti.</p>
<p>Nei corsi di PNL, anche in quelli più avanzati, non viene insegnato quasi nulla di specifico a questo riguardo: non fa parte del programma. Personalmente, tutto ciò che ho imparato di veramente utile, l’ho appreso al di fuori del campo della PNL, modellando professionisti o esperti di altri settori.</p>
<p>Uno dei primi casi che mi viene in mente in cui dovetti intervenire come “pronto soccorso energetico” risale ad alcuni anni fa. A Milano, stavo tenendo un corso di specializzazione Master Practitioner di PNL. Una partecipante, Eliana, molto stressata per motivi professionali, alla fine della giornata mi disse che non era in grado di camminare e di uscire dall’albergo per tornare a casa.     Aveva le batterie completamente scariche. Invece doveva prendere il treno e fare un viaggio di un’ora verso casa.</p>
<p>Intervenni immediatamente su di lei, e dopo meno di mezz’ora era di nuovo in grado di camminare e ritornare a casa autonomamente. La mattina dopo, tornò al corso senza problemi. Quel che ho fatto  in quel caso non apparteneva alle tecniche di PNL.  Pensandoci bene, però, si trattava di usare, con massima congruenza e convinzione, alcune tecniche di visualizzazione.</p>
<p>Un’altra allieva, Roberta, anni dopo, mi telefonò chiedendomi aiuto perchè stava poco bene, mentre si trovava all’estero per lavoro. L’aiutai con tecniche di immaginazione e visualizzazione, guidandola per telefono, in modo da farle recuperare il controllo della situazione e far fronte ai suoi impegni. Anche questa volta, funzionò molto bene.</p>
<p>Ricordo, poi, Paolo, un ragazzo che nello stesso periodo, mentre frequentava un corso Practitioner in PNL, si ritrovò talmente prosciugato e svuotato di energia (per un malessere) da avvicinarmisi alla prima pausa, pregandomi di “fare qualcosa”.  Durante un intervallo di 15 minuti, lo aiutai a rienergizzarsi: così fu di nuovo in grado di proseguire. Ricordo che ebbe la sensazione che gli avessi fatto un massaggio alla schiena: anzi era proprio convinto che lo avessi fatto. In realtà non l’avevo assolutamente toccato, ma avevo soltanto guidato una visualizzazione molto intensa.</p>
<p>Cosa succede esattamente in questi casi? La persona si sente talmente spossata, stanca, svuotata, scarica, priva di energia e di risorse che le sembra impossibile risollevarsi: a volta addirittura non si riesce nemmeno a parlare o a camminare, tanto ci si sente a corto di energie. In questi casi, aiutarla con le procedure standard di PNL (riaccedere alle risorse, ancorarle e riattivarle) è poco facile e pratico.</p>
<p>Come si può intervenire? Con esercizi di visualizzazione, immaginazione e di respirazione. In sostanza si guida a immaginare e visualizzare un veloce recupero di energia. Il segreto però è immaginarlo in modo molto vivido, proprio come sarebbe davvero, se ci si sentisse,  ad esempio, sotto una cascata, oppure sotto una doccia rigenerante, oppure illuminati da una forte e fresca luce energizzante, oppure ancora se si fosse attaccati a un carica-batterie, o altro ancora.</p>
<p>In estrema sintesi:  vivida immaginazione e visualizzazione, assieme ad un cambio di postura e di respirazione. Se è ben fatto, l’effetto è concreto e reale, immediato. Immaginare di recuperare energia crea una profezia che si auto avvera.  L’immaginazione crea un cambiamento in realtà. Tangibile, concreto: la persona si sente subito meglio, ricaricata, in grado di ripartire.</p>
<p>Nel corso degli anni ho accumulato tecniche, strategie e procedure tratte da altri metodi o discipline (comprese quelle più bizzarre!). Queste tecniche, comunque, possono essere rilette in chiave PNL, ed essere utilizzate anche senza dover necessariamente acquisire il sistema di convinzioni originario. Si può soltanto “prenderlo in prestito” momentaneamente: agire “come se” potessimo credere o immaginare una certa realtà. Faccio un esempio: se mi immagino di immergermi nella piscina di Cocoon che fa ringiovanire, non devo necessariamente credere che un posto simile esista davvero, ma mi basta immaginarlo vividamente, quanto meglio posso. Con questa premessa, esiste un buon numero di tecniche efficaci e di pronto uso.</p>
<p>Ho scritto questo articolo per far sapere che, se l’esigenza è recuperare, ricaricare e gestire la propria energia, esistono tecniche rapide ed un know how disponibile con interventi, indicazioni e consigli personalizzati, utili per un “pronto soccorso energetico”.</p>
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		<title>Hamer e l’unità corpo-mente</title>
		<link>http://www.tempopercambiare.com/2008/06/hamer-e-l%e2%80%99unita-corpo-mente/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 05:50:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro D'Orlando</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[hamer]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Non ho trovato fino ad ora nessuna visione della salute e della malattia così ben fatta come quella di Hamer e me ne sono innamorato per tutta una serie di motivi:
a)&#160;&#160;&#160; perché unisce due dimensioni fino ad ora considerate come separate: mente e corpo;
b)&#160;&#160;&#160; trova una correlazione sempre più spesso verificata tra conflitto vissuto dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho trovato fino ad ora nessuna visione della salute e della malattia così ben fatta come quella di Hamer e me ne sono innamorato per tutta una serie di motivi:</p>
<p>a)&#160;&#160;&#160; perché unisce due dimensioni fino ad ora considerate come separate: mente e corpo;</p>
<p>b)&#160;&#160;&#160; trova una correlazione sempre più spesso verificata tra conflitto vissuto dalla persona, area del cervello che si attiva e tessuto del corpo interessato.</p>
<p>c)&#160;&#160;&#160; La sua visione ribalta per molti aspetti la visione medica odierna: si tratta cioè di un nuovo paradigma scientifico, come direbbe il filosofo della scienza Khun: cioè non è conciliabile con altri paradigmi, non può essere capito dall’interno di un paradigma e per affermarsi richiede tempo ed una nuova generazione che lo sposi e la naturale scomparsa dell’establishment che difende il vecchio paradigma dalle posizioni dominanti raggiunte. </p>
<p>d)&#160;&#160;&#160; Rimette al centro del discorso l’essere umano dal punto di vista biologico: si torna cioè a fare i conti con le leggi biologiche dell’organismo, le quali portano alle cosiddette “malattie” le quali sono errori solo nel paradigma oggi dominante che considera sbagliato ciò che non capisce – vecchia abitudine umana.</p>
<p><u><b> Ma la visione di Hamer su cosa si basa? Sulle sue 5 leggi biologiche:</b></u></p>
<p>1)&#160;&#160;&#160; Un evento improvviso, inaspettato ed vissuto intensamente porta ad una attivazione non solo psichica, ma anche neurologica, in un’area specifica del cervello a seconda del tipo di conflitto, e tessutale a carico dell’organismo.<br />
Tale visione permette di spiegare meglio perché lo stress e gli eventi che ci accadono a casa o sul lavoro possono avere degli effetti molto specifici sul nostro corpo, e non sempre piacevoli.</p>
<p>2)&#160;&#160;&#160; L’attivazione segue un percorso bifasico: in fase di confitto, l’organismo è in una situazione di simpaticotonia permanente e in fase di risoluzione del conflitto in una fase di vagotonia consistente, la quale, prima di cessare, è interrotta da un breve ma acuto momento di simpaticotonia – la crisi epilettoide di Hamer, che può essere una crisi epilettica ma anche una perdita di tessuto o altri fenomeni non sempre evidenti e percepibili chiaramente.</p>
<p>3)&#160;&#160;&#160; A seconda del tipo di tessuto embrionale interessato, avremo sostanzialmente due tipi diversi e speculari di reazione. Tutti i nostri tessuti derivano da tre foglietti embrionali: l’endoderma, il mesoderma e l’ectoderma. A puro titolo indicativo e non esaustivo l’endoderma dell’embrione dà origine al ponte cerebrale, alle ghiandole e a gran parte degli organi interni (pancreas, fegato, stomaco, alveoli polmonari…). Il mesoderma in parte dà origine al cervelletto, alle ghiandole mammarie, alla pleura, al pericardio…. L’altra parte del mesoderma dà origine al midollo cerebrale, allo scheletro, ai muscoli… L’ectoderma dà origine invece alla corteccia cerebrale, alla pelle, ai tessuti di rivestimento di molti vasi interni e della parte iniziale degli orifizi corporei….&#160; </p>
<p>Quando un conflitto coinvolge un relè cerebrale dell’endoderma e del mesoderma cerebellare, durante la fase di Conflitto Attivo (CA) avremo una proliferazione cellulare e durante la fase di vagotonia (VA) una degenerazione cellulare o un incapsulamento del tessuto in eccesso. Viceversa per un conflitto che attiva un relè del mesoderma del midollo cerebrale o della corteccia (dell’ectoderma): in CA avremo un assottigliamento del tessuto ed in VA avremo una ricostruzione di tessuto.</p>
<p>È in VA che di solito si notano dei problemi di salute: stanchezza, sonnolenza, febbre, dolore, rigidità e gonfiore sono caratteristiche di questa fase. </p>
<p>Inoltre in VA abbiamo due eventi di rilievo: un edema nella zona del relè cerebrale che in CA era iperattivo e la crisi epilettoide. Entrambi gli aspetti, se non controllati, possono essere in certi casi molto pericolosi – specie per CA trascinati per lungo tempo e per conflitti che prevedono nella crisi epilettoide sintomi significativi. </p>
<p>4)&#160;&#160;&#160; I microrganismi, lungo dall’essere un nemico per il corpo, lo sostengono nella fase di riparazione/risoluzione in VA: i virus ed i batteri servono a ricostruire i tessuti in VA per l’ectoderma – i virus &#8211; ed per il mesoderma evoluto – batteri. I micobatteri (per es. la TBC) e i funghi servono in VA per digerire i tessuti sviluppatisi in CA e controllati dai relè del mesoderma cerebellare &#8211; micobatteri – e dell’endoderma – funghi.</p>
<p>5)&#160;&#160;&#160; L’ultima legge biologica dice che ogni Programma che inizia da un conflitto ha un senso Biologico specifico. Tale programma va sempre nella direzione di un adattamento dell’individuo all’ambiente o nel senso di assicurare comunque la sopravvivenza della specie.<br />
<u><b><br />
Un esempio banale?</b></u></p>
<div>La congiuntivite è la fase di VA di un conflitto legato al perdere di vista qualcuno. Nella congiuntivite il senso biologico è quello che si perde di vista qualcuno che può essere dimenticato con più facilità nella fase di CA = assottigliamento della congiuntiva. In VA la persona persa di vista ritorna e il tessuto può essere riparato.</p>
<p>Queste 5 leggi permetterebbero di inquadrare tutto ciò che accade ad un organismo: dai foruncoli alle malattie considerate “gravi” fisiche o mentali, con ben altri modi di affrontarle… senza considerare il capovolgimento di molte idee del paradigma dominante su virus, batteri, funghi e molto altro ancora …..</p></div>
<div>
Lungi dall’essere il sottoscritto un esperto sull’argomento, il mio intento in questo articolo è solo quello di portare all’attenzione generale un argomento importante e di cui si parla troppo, troppo, troppo poco e la cui conoscenza può fare, veramente, la differenza nella propria vita.<br />
&#160;</div>
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